Preferenze bocciate, come funzionerebbe la nuova legge elettorale

15 Luglio 2026 - 09:40
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Preferenze bocciate, come funzionerebbe la nuova legge elettorale

La Camera ha bocciato l’emendamento che avrebbe permesso di indicare fino a tre preferenze nella nuova legge elettorale.
Il voto segreto si è chiuso con 188 contrari e 187 favorevoli, lasciando in piedi il sistema basato su candidati indicati dai partiti.

Nuova legge elettorale, preferenze: coma avrebbe funzionato

L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc prevedeva un sistema misto all’interno delle liste. Il primo candidato sarebbe rimasto capolista bloccato, mentre l’elettore avrebbe potuto indicare fino a tre preferenze tra gli altri nomi della stessa lista. La proposta avrebbe restituito agli elettori una possibilità di scelta sui candidati, senza eliminare del tutto il controllo dei partiti sull’ordine di elezione. Il capolista avrebbe mantenuto una posizione protetta. Gli altri seggi sarebbero stati assegnati anche in base alle preferenze raccolte. Con la bocciatura, quella parte della riforma non entra nel testo. Restano quindi le disposizioni costruite attorno alle liste e all’ordine dei candidati stabilito dalle forze politiche, salvo ulteriori modifiche approvate durante l’iter parlamentare. Il risultato è arrivato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni. Il tabellone ha registrato 187 sì e 188 no, con un solo voto di scarto.

Nuova legge elettorale, preferenze: perché la maggioranza è stata battuta

I numeri attesi sulla carta avrebbero dovuto consentire l’approvazione dell’emendamento. Le prime ricostruzioni indicano però che alla maggioranza sono mancati tra trenta e quaranta voti rispetto al potenziale complessivo dei gruppi che sostengono il governo. Il voto segreto non permette di identificare con certezza i deputati che hanno votato contro la linea indicata dai rispettivi partiti. Le assenze, le missioni e le diverse posizioni personali devono essere distinte dai voti contrari espressi nell’urna.

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Giorgia Meloni ha commentato la bocciatura sostenendo che nella maggioranza sono mancati diversi voti e che sarà necessaria una riflessione. La presidente del Consiglio ha anche criticato la scelta delle opposizioni di chiedere lo scrutinio segreto. Antonio Tajani ha escluso conseguenze dirette sulla tenuta dell’esecutivo. Il voto riguarda un emendamento alla riforma elettorale e non una mozione di fiducia, ma apre un confronto interno sui numeri della coalizione.

Nuova legge elettorale, preferenze: cosa troverebbe l’elettore sulla scheda

Senza il meccanismo delle preferenze, l’elettore voterebbe principalmente il simbolo della lista o della coalizione. L’elezione dei candidati dipenderebbe dall’ordine stabilito nella lista, oltre che dalla distribuzione dei seggi prevista dalla nuova legge. Il cittadino non potrebbe quindi scrivere il nome di uno o più candidati per modificarne la posizione. La selezione degli eletti resterebbe legata alle candidature predisposte dai partiti prima del voto. L’iter parlamentare non è concluso. Altri emendamenti possono cambiare singole parti del sistema, mentre la disposizione bocciata potrebbe essere riproposta con una formulazione diversa soltanto nel rispetto delle regole parlamentari. La legge dovrà essere approvata nello stesso testo da Camera e Senato prima di entrare in vigore. Fino alla promulgazione continueranno ad applicarsi le norme elettorali vigenti.

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