Prezzi doppi per i turisti: la strategia (che funziona) del Giappone contro l’overtourism

04 Luglio 2026 - 15:04
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Prezzi doppi per i turisti: la strategia (che funziona) del Giappone contro l’overtourism

Giappone, la ricetta anti overtourism: far pagare il doppio ai turisti stranieri

Il Giappone ha trovato il suo metodo contro l’overtourism, e non è complicato: far pagare di più ai turisti stranieri. Il caso più citato è quello del castello di Himeji, nella prefettura di Hyōgo – soprannominato “il castello dell’airone bianco” per i suoi tetti bianchi a più livelli, considerato la fortezza samurai meglio conservata del Paese e capace di attirare oltre un milione e mezzo di visitatori all’anno. Dal 1° marzo, chi non risiede a Himeji paga il doppio per entrare: 2.500 yen (15,50 dollari) contro i 1.000 yen (6,20 dollari) riservati ai residenti. Il risultato, secondo l’ente gestore del sito, è stato un calo delle visite del 17% nel primo mese, in linea con le previsioni, ma con incassi più che raddoppiati. Kensuke Tsushi, dell’ente gestore, preferisce non parlare di “doppio prezzo”, ma di un prezzo unico con uno sconto riservato a chi vive in città.

Una tendenza che si sta allargando

Come racconta The Guardian, Himeji è solo l’esempio più noto di una strategia che si sta diffondendo in tutto il Giappone, alle prese con un turismo di massa che il governo, paradossalmente, intende comunque continuare a far crescere. A Kyoto si sta valutando di aumentare le tariffe degli autobus per i non residenti, giapponesi compresi, stanca di vedere i propri abitanti restare a terra perché i mezzi sono stipati di turisti. A Nagano, dove alcune abitazioni non hanno nemmeno il bagno, i non residenti pagano già di più per accedere alle onsen, le tradizionali terme giapponesi. Musei e gallerie statali stanno introducendo biglietti più costosi per gli stranieri, mentre il parco naturalistico Junglia Okinawa fa pagare 43 dollari ai residenti in Giappone e quasi 55 a tutti gli altri. Nel frattempo, questo mese, la tassa di partenza per chi lascia il Paese è triplicata, arrivando a quasi 19 dollari, mentre le tariffe dei visti sono destinate a quintuplicarsi.

Tutto questo avviene mentre i flussi turistici continuano a crescere senza sosta: dai 10 milioni di visitatori stranieri del 2013 si è passati ai 42 milioni dello scorso anno, con un obiettivo dichiarato di 60 milioni entro la fine del decennio e una spesa turistica che nel 2025 ha sfiorato i 60 miliardi di euro.

Un modello già diffuso altrove

Il Giappone, in ogni caso, non ha inventato nulla: la doppia tariffazione è prassi comune in tutta l’Asia, dal Taj Mahal in India ad Angkor Wat in Cambogia, e sta guadagnando terreno anche in Europa, dove il Louvre ha alzato del 45% i prezzi d’ingresso per chi non risiede nello Spazio economico europeo.

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