Prezzi RAM alle stelle: causa contro Samsung, Micron e SK Hynix
Il prezzo della RAM è esploso. Microsoft, Samsung, Apple, tutti hanno aumentato i prezzi dei propri prodotti per assorbire l’aumento dei costi di produzione. La colpa ufficiale: l’AI divora tutta la memoria disponibile per alimentare i data center. Ma secondo una class action depositata giovedì 25 giugno, i tre produttori che controllano quasi tutta la produzione mondiale di DRAM, ovvero Samsung, Micron e SK Hynix, non si sono limitati a subire la domanda. L’hanno alimentata, favorendo i clienti AI a spese dei consumatori.
Class action contro i tre giganti della RAM, le accuse
La denuncia sostiene che Samsung, Micron e SK Hynix abbiano coordinato una strategia comune: meno produzione di DRAM tradizionali, progressivo abbandono delle DDR3 e DDR4 e investimenti sulle memorie HBM destinate ai data center. Il risultato, secondo i querelanti, è stata un’impennata dei prezzi.
In sintesi: hanno smesso di produrre la memoria che serve a noi per produrre quella che serve a NVIDIA. L’offerta per i consumatori è calata. I prezzi sono saliti. E i tre produttori, che insieme formano un oligopolio senza concorrenti reali, non avevano alcun incentivo a fermare la spirale.
L’oligopolio
Samsung, Micron e SK Hynix producono la quasi totalità della DRAM mondiale. Nessun altro produttore può aumentare la produzione per fare concorrenza al ribasso. In pratica, quando queste tre aziende limitano l’offerta, nessun concorrente esterno può aumentare la propria produzione per competere con loro
, scrivono i querelanti.
Micron ha confermato esplicitamente la direzione alla fine dell’anno scorso, ha annunciato che avrebbe abbandonato il mercato consumer per concentrarsi sull’attività B2B, i data center AI che pagano di più per la memoria HBM ad alte prestazioni.
Il precedente
Non è la prima volta che i tre produttori affrontano accuse di manipolazione dei prezzi della memoria. In casi precedenti, alcuni hanno persino ammesso la colpa. L’industria della DRAM ha una storia documentata di cartelli e coordinamento dei prezzi, ecco perché le accuse attuali suonano più plausibili oggi.
L’impatto
Il prezzo di PC e smartphone è aumentato in modo significativo negli ultimi mesi, e una parte rilevante di quell’aumento è dovuta alla memoria. Se i tre produttori hanno effettivamente coordinato la riduzione dell’offerta consumer per massimizzare i profitti sulla memoria AI, il costo è stato pagato da ogni persona che ha comprato un dispositivo elettronico tra il 2025 e il 2026.
L’AI non è solo un costo energetico e idrico. È anche un costo per il prossimo laptop, e secondo questa class action, quel costo è stato gonfiato artificialmente da chi controlla l’offerta.
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