Primarie Pd, Schlein accerchiata nella guerra delle poltrone: Conte all’orizzonte e frondisti pronti a blindare posti in prima fila

Primarie Pd, extra omnes: c’è aria da Conclave al Nazareno… Se nel gioco del “se fosse” volessimo immaginarle come un letto a più piazze, lo status quo ci direbbe che la coperta sembra sempre più corta. E con la caccia alle candidature, al netto di una negoziazione giocata sul crinale della contrapposizione più accesa, frondisti e commilitoni schierati si sfiorano a colpi di cambi di fronte e alleanze in erba, con un’emergenza imprescindibile per Elly Schlein: evitare nuovo fughe e tamponare l’emorragia di consensi interni.
Primarie Pd, la coperta è corta e scopre Elly Schlein
L’ultima spina nel fianco della segretaria è quella che arriva dal correntone di Montepulciano, (dal luogo della cittadina medievale Toscana, nota per il vino rosso locale, e da un po’ anche per gli esponenti rossi, non proprio in purezza, innestati tra i rivoli e le correnti del Nazerano: il trio di ex ministri Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza.
Tra summit e contro-summit, linea e correntoni
Elly li guarda con diffidenza da lontano, come dei parenti di secondo grado pronti a innescare la lite in famiglia. Loro, di rimando, pur avendo sostenuto la segretaria sin dall’inizio, punterebbero a svoltare dalla strada maestra sull’onda di una sorta di emarginazione dal cerchio magico della leader dem, patita negli ultimi tempi. Così, nella corsa alle candidature, il cambio di rotta si concretizza in un contro-summit a Bari, organizzato per anticipare l’appuntamento del Campo largo dell’8 luglio a Napoli, e lanciare con l’anteprima pugliese di venerdì a Bari un avvertimento chiaro ai vertici del partito: le minoranze vogliono blindare i propri posti in lista.
Il carnet dell’appuntamento pugliese è stilato (e Il Tempo in edicola oggi lo ufficializza): «La capogruppo dem a Montecitorio Chiara Braga, il responsabile Esteri Peppe Provenzano, la deputata Michela De Biase. A chiudere i lavori, Orlando, esule in Liguria, e Speranza, capofila dei bersaniani». Primo punto in agenda? Evitare le primarie e chiudere un varco che si è riaperto con i recenti dubbi che Giuseppe Conte ha riaperto e formalizzato in proposte bis: «Facciamo come alle regionali». E intanto il terreno di scontro delle primarie di coalizione mina ancora di più il Campo largo precariamente recintato a fatica.
Primarie Pd, Campo largo minato, Schlein accerchiata
La Schlein, circondata dal centro e da sinistra – da un lato il duo Bonelli e Fratoianni, dall’altro i tre moschettieri del correntone – prova allora a fissare i paletti per legittimarsi e blindare la propria leadership, anche insistendo nel voler sfidare Giuseppe Conte ai gazebo tra fine novembre e inizio dicembre. Una prospettiva che il trio di ex ministri non vedrebbe di buon occhio, e per cui – dopo la ricerca di benedizione di Prodi – la segretaria affida a Gentiloni e Guerini il compito di pontieri con una missione in prima linea: evitare altri esodi dopo la fuoriuscita della Picierno.
Aria da Conclave al Nazareno…
Così, per evitare altri ammanchi, Elly si muove per vie interne cercando l’appoggio dell’area moderata: una mossa che ha fatto scattare i radar di vigilanza della sinistra dem. Sotto assedio degli scettici – tra cui Bettini oltre ai leader di Avs – e nel mirino del fuoco amico, Schlein sa che in un accordo a porte chiuse rischierebbe di uscire ridimensionata. I suoi fedelissimi puntano alla conta aperta, convinti di poter battere un Conte indebolito dalla vicenda della Commissione Covid.
Nel frattempo, però, sull’uscio del campo largo si consuma persino la sotto-diatriba del nome con cui intitolare la coalizione campo-larghista, tra l’altisonante proposta di Conte e le varianti pacifiste di Bonelli. Giuseppi lancia «Alleanza per la Costituzione e la democrazia». Bonelli boccia, e contro-propone «Apa, alleanza per la pace e per l’ambiente». E tra titoli che non tornano e divergenze su di tutto di più, Elly Schlein prova a contare… in tutti i sensi. Ma ha il suo bel da fare.
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