Quadricicli, il mercato cambia rotta: crolla l’elettrico, raddoppia il termico
Il mercato italiano cala del 7,9%: i BEV perdono circa un terzo dei volumi, mentre i modelli termici raddoppiano.
Il mercato italiano dei quadricicli entra in una fase di normalizzazione dopo la crescita sostenuta dagli incentivi e dalle immatricolazioni tattiche. Nel primo semestre 2026 le registrazioni si sono fermate a 9.408 unità, con una flessione del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il rallentamento si è accentuato nel secondo trimestre, chiuso in calo del 14,7%. Più che una crisi della domanda, i numeri descrivono però un cambiamento nella struttura del comparto: arretra nettamente l’elettrico, mentre le motorizzazioni tradizionali tornano a guadagnare volumi.
La trasformazione è rilevante per l’industria perché modifica le priorità di costruttori, importatori e reti distributive. Dopo diversi anni nei quali i piccoli veicoli a batteria erano stati considerati una porta d’ingresso alla mobilità urbana elettrica, il mercato torna a premiare prezzo, disponibilità immediata e semplicità d’uso. Per i produttori significa dover riequilibrare portafogli, approvvigionamenti e campagne commerciali, evitando di dimensionare la capacità sulla base di una domanda alterata dagli incentivi.
I quadricicli elettrici sono scesi a 5.694 immatricolazioni, circa il 32% in meno rispetto alle 8.392 unità del primo semestre 2025. Nello stesso periodo gli ICE sono saliti da 1.820 a 3.714 unità, con una crescita del 104,1%. La quota dei BEV è così passata da oltre l’82% a circa il 61%, mentre il termico è tornato vicino al 40% del mercato.
Il dato non indica necessariamente un rifiuto strutturale dell’elettrificazione. Riflette piuttosto la maggiore esposizione dei quadricicli agli incentivi pubblici, decisivi in una categoria dove il prezzo d’acquisto pesa più che nell’auto tradizionale. Senza un sostegno consistente, il differenziale tra versioni elettriche e termiche torna a orientare le scelte delle famiglie. Per la filiera delle batterie, dell’elettronica di potenza e dei componenti specifici si apre quindi una fase più selettiva, nella quale la crescita dovrà essere sostenuta dalla domanda reale e non soltanto dalle politiche pubbliche.
Il rallentamento interessa sia i quadricicli leggeri L6, che restano il nucleo del mercato con 7.642 unità e oltre l’80% delle registrazioni, sia i più pesanti L7, scesi a 1.766 unità. La flessione è stata rispettivamente del 6,2% e del 14,6%, segnale che le difficoltà risultano più marcate nei prodotti di fascia superiore, generalmente più costosi e legati a utilizzi meno generalisti.
A fornire una misura più concreta della solidità del comparto sono i clienti privati, responsabili di 7.106 immatricolazioni, circa tre quarti del totale. Il canale retail ha perso soltanto il 4,5%, meno del mercato complessivo. Molto più rilevante è il ridimensionamento delle registrazioni intestate a costruttori e concessionari, diminuite del 33,5% a 859 unità. Il calo delle autoimmatricolazioni riduce il sostegno artificiale ai volumi e rende più leggibili i rapporti di forza tra i marchi.
In controtendenza si muove il noleggio a lungo termine, cresciuto del 50%, sebbene su numeri ancora limitati: 303 unità. Il fenomeno potrebbe offrire ai costruttori un canale alternativo per rendere accessibili prodotti dal prezzo relativamente elevato, distribuendo il costo attraverso formule mensili e servizi inclusi. Resta invece debole il breve termine, sceso del 35% a 143 veicoli.
La battuta d’arresto dell’elettrico coinvolge anche i modelli più diffusi. Fiat Topolino mantiene la leadership tra gli L6 BEV con 1.948 immatricolazioni, ma perde il 29,5%. Citroën Ami scende a 1.361 unità, con un calo del 47,5%, mentre Aixam e-City si ferma a 617. I prodotti consolidati conservano quindi le prime posizioni, ma operano su una base di mercato sensibilmente più piccola.
Tra gli L7 elettrici emerge invece una maggiore discontinuità competitiva. DR Birba sale al primo posto con 247 unità, mentre XEV YOYO crolla a 164 immatricolazioni e Mobilize Duo scende a 157, anche per effetto dell’uscita progressiva del modello. La crescita di nuovi operatori dimostra che il comparto resta contendibile, ma richiede prodotti correttamente posizionati per prezzo e utilizzo.
Il ritorno del termico è concentrato soprattutto sugli L6. Aixam City ha raggiunto 1.209 unità, in aumento del 224,1%, e Ligier JS50 è salita a 1.132 immatricolazioni, con una crescita del 125,5%. La performance beneficia anche della normalizzazione delle omologazioni e della maggiore disponibilità di prodotto dopo le difficoltà del 2025.
La seconda metà dell’anno chiarirà se il riequilibrio è temporaneo o se anticipa una struttura più stabile. Per l’industria la questione centrale non sarà soltanto recuperare volumi, ma costruire un’offerta elettrica capace di reggersi con meno incentivi. In assenza di una riduzione dei costi, il rischio è che i quadricicli a batteria perdano la funzione di soluzione urbana accessibile, lasciando spazio alle motorizzazioni tradizionali e rallentando gli investimenti della filiera. Dataforce indica proprio prezzo, disponibilità dei nuovi modelli e domanda privata come i fattori destinati a orientare il mercato nel resto del 2026.
Scheda
Mercato complessivo: 9.408 unità, -7,9%
Quadricicli L6: 7.642 unità, -6,2%
Quadricicli L7: 1.766 unità, -14,6%
BEV: 5.694 unità, circa -32%
Motorizzazioni ICE: 3.714 unità, +104,1%
Canale privati: 7.106 unità, -4,5%
Costruttori e dealer: 859 unità, -33,5%
Noleggio a lungo termine: 303 unità, +50%
Leader L6 BEV: Fiat Topolino, 1.948 unità
Leader L7 BEV: DR Birba, 247 unità
Fonte dati: Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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