Qualifica GP Spagna: Ferrari sogna la pole, ma si sveglia sul più bello
Il sabato mattina del Madring si apre all’insegna della tensione e dei colpi di scena. Le terze prove libere del Gran Premio di Spagna restituiscono l’immagine di una Ferrari SF-26 molto competitiva, ma chiamata a fare i conti con gli imprevisti di un tracciato cittadino che non perdona la minima sbavatura. Quando le due auto di Maranello abbandonano la pitlane, l’approccio è subito metodico.
Con le Soft, il lavoro di warm-up si concentra sull’asse posteriore: l’obiettivo era quello trasferire la giusta energia all’interno della carcassa per ottimizzare l’aderenza. Fin dai primi chilometri, il comportamento dinamico delle SF-26 era ottimo, confermando la bontà del setup deliberato al simulatore e i ritocchi apportati dopo la nottata.
Lewis Hamilton detta il passo e le Charles Leclerc lo segue. La ricerca del limite, tuttavia, presenta un conto salatissimo. Mentre Leclerc, guidato via radio dal suo ingegnere Bozzi, perfeziona il suo handling sfiorando chirurgicamente i muretti, Hamilton opta per un passaggio ai box. L’inglese richiede un aggiustamento, per avere più carico all’avantreno.
Ma l’epilogo è amaro: al termine di un giro tirato, il sette volte iridato blocca l’anteriore, va diretto e non può altro che sbattere dritto contro le barriere dell’insidiosa curva 22. L’impatto è “leggero” ma l’auto è danneggiata. Lewis mette la retro e tenta di riportare la vettura al garage, ma il muretto è perentorio e gli impone lo stop stradale per rispettare le rigide direttive FIA in materia di detriti.
L’incidente innesca una pausa di quindici minuti che riduce il tempo utile. Alla ripartenza, le luci dei riflettori sono tutte per Leclerc. Il monegasco scende in pista e pennella un ottimo giro piazzandosi davanti a tutti. Poco dopo lo supera Antonelli, ma la sua risposta non può arrivare per un’altra red flag. Verdetto delle libere spagnole è inequivocabile: la Ferrari c’è.
Resoconto Qualifica: Ferrari da il massimo ma non è abbastanza
Le qualifiche del Gran Premio di Spagna si chiudono con un verdetto crudo per la Scuderia Ferrari. Una sessione vissuta sul filo dei millesimi, dove le SF-26 di Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno accarezzato il sogno della partenza in prima fila, per poi doversi arrendere nel momento cruciale della Q3. La strategia di Maranello nella prima frazione (Q1) è risparmiare un seti di Soft.
Il primo riscontro cronometrico non è dei più brillanti, con le Rosse che pagano mezzo secondo alla Mercedes di Kimi Antonelli, equipaggiata però con gomme Soft. A spiccare è l’assoluta freddezza di Lewis: il britannico cancella istantaneamente le scorie del botto in FP3 e spinge senza esitazioni. Il dialogo con il muretto è serrato e chirurgico.
All’inglese viene chiesto di perfezionare l’ingresso in curva 7 e di sfruttare il toggle pre-mappato per la rotazione nel complesso 21-22; per Charles la correzione riguarda un punto in meno di brake balance alla 5. Dopo i canonici giri di cool down, i due piloti tornano a martellare, migliorandosi sensibilmente e superando il taglio senza affanni, pur con una mescola di svantaggio.
In Q2 si alza l’asticella e le SF-26 montano finalmente le coperture a banda rossa. Il primo tentativo a parità di mescola restituisce però una doccia fredda: la Ferrari accusa oltre mezzo secondo di ritardo dalla coppia Mercedes-Red Bull. Non c’è panico in radio, però, solo una fredda analisi dei dati: i piloti suggeriscono modifiche all’handling per il run successivo.
La reazione, puntuale, arriva. Leclerc abbassa il proprio limite di quattro decimi sfiorando i muretti, superato a stretto giro dal compagno di box. Entrambi i ferraristi ricuciono lo strappo portandosi a un decimo e mezzo dalla vetta, un segnale incoraggiante che tuttavia maschera una finestra di utilizzo delle gomme non ancora impeccabile.
L’ultimo attacco non è quello che la Rossa voleva
Il palcoscenico della Q3 esige la perfezione. Nel primo time attack, le Mercedes volano, ma è un monumentale Hamilton a far saltare il banco siglando la pole provvisoria, con Leclerc terzo ma insoddisfatto del proprio giro. Si decide tutto nell’ultimo decisivo assalto, però. . L’approccio dei due ferraristi è diametralmente opposto.
Charles non chiede ritocchi aerodinamici, convinto di poter estrarre il tempo limando le traiettorie; Lewis, alla ricerca della perfezione in curva 17, pretende un punto in più di downforce. Le due SF-26 si migliorano, ma la progressione degli avversari è implacabile. Lando Norris si prende di forza la pole position, trascinandosi dietro Antonelli e Verstappen.
Le due Ferrari si accomodano in seconda fila e mezza, chiudendo in quarta e quinta piazza. Un finale molto amaro, che però non va attribuito a errori. Semplicemente gli altri sono stati più rapidi. Lewis poteva uscire per ultimo e sfruttare di più la pista gommata, ma non sembra avesse nel piede il giro di Lando. Domani occhio al degrado, considerando che i sorpassi sono difficilissimi.
GP Spagna, classifica finale qualifica:
| POS | NO | PILOTA | TEAM | Q1 | Q2 | Q3 | GIRI |
| 1 | 4 | Lando Norris | McLaren | 1:33.469 | 1:32.873 | 1:31.824 | 19 |
| 2 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:33.267 | 1:32.591 | 1:31.835 | 20 |
| 3 | 1 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:33.381 | 1:32.431 | 1:31.964 | 18 |
| 4 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:33.531 | 1:32.710 | 1:32.013 | 21 |
| 5 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:33.532 | 1:32.755 | 1:32.019 | 21 |
| 6 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:33.211 | 1:32.850 | 1:32.149 | 22 |
| 7 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:33.829 | 1:33.204 | 1:32.294 | 22 |
| 8 | 30 | Liam Lawson | Red Bull Racing | 1:33.310 | 1:32.780 | 1:32.316 | 18 |
| 9 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:33.963 | 1:33.038 | 1:32.903 | 17 |
| 10 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:34.340 | 1:33.204 | 1:33.041 | 21 |
| 11 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:34.417 | 1:33.223 | – | 13 |
| 12 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:33.986 | 1:33.388 | – | 12 |
| 13 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 1:34.667 | 1:33.667 | – | 11 |
| 14 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:34.246 | 1:33.753 | – | 11 |
| 15 | 22 | Yuki Tsunoda | Racing Bulls | 1:34.311 | 1:34.084 | – | 15 |
| 16 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:35.307 | – | – | 14 |
| 17 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:35.312 | – | – | 9 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:35.388 | – | – | 9 |
| 19 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:35.913 | – | – | 9 |
| 20 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:38.011 | – | – | 8 |
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)