Questa batteria nucleare al carbonio-14 potrebbe durare per millenni
Non è la prima volta che parliamo di progetti su batterie nucleari alla durata pressoché infinita, o tale per noi, visto che si parla di migliaia di anni. In realtà si tende quasi sempre a esagerare, prendendo a riferimento l'emivita dell'elemento radioattivo, ma è un dato di fatto che simili tecnologie potrebbero essere molto promettenti. Lo dimostra il fatto che diversi paesi lavorano a progetti di questo genere, e non stupisce che la Cina sia tra quelli più all'avanguardia.
Il progetto più recente è stato portato avanti da un gruppo di ricercatori, e stavolta si guarda al miglioramento dei risultati precedentemente ottenuti. Cominciamo col dire che il dispositivo in sviluppo si basa sull'isotopo carbonio-14 e utilizza un trasduttore in carburo di silicio sviluppato in Cina, evolvendo il precedente prototipo Zhulong-1, conosciuto anche come Candle Dragon-I e presentato nel 2024.
E visto che non siamo tutti esperti dell'argomento, cerchiamo di spiegare come funziona queste tecnologia. A differenza delle comuni batterie chimiche, le batterie radioisotopiche producono elettricità sfruttando il decadimento naturale di materiali radioattivi, e come anticipato nella prima parte, è proprio questo il motivo per il quale possono funzionare per tempi estremamente lunghi. La caratteristica le rende candidate ideali per missioni spaziali, ma anche per alimentare sensori installati in aree remote, o addirittura per dispositivi medici impiantabili.
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