Ravetto rimane bloccata per ore su un treno e attacca il suo ex leader Salvini: "È un sequestro di persona"

25 Giugno 2026 - 10:47
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Ci ha messo meno tempo Vannacci a superare la Lega che Laura Ravetto ad arrivare a Parigi. Il viaggio in treno dell’onorevole comincia nel pomeriggio di mercoledì, con una storia su Instagram che ritrae il binario del treno e un allegro “On y va”, ("si parte" in francese). Diciotto ore dopo, l’ultima pubblicazione è una foto che inquadra lo schermo del vagone di un Frecciarossa, con il commento: “5:55 ancora nelle campagne francesi, rendiamoci conto”. In mezzo ore di attesa, cambi mezzi, noia e video indignati dal vagone del treno. Un’Odissea che anticipa e batte sul tempo quella di Christopher Nolan, di cui è prevista tra meno di un mese l’uscita nelle sale cinematografiche. Nell’attesa, i fan del genere più impazienti potranno godersi quella tra Torino e Parigi di Laura Ravetto. Che, infuriata come Poseidone quando scopre che Ulisse ha accecato suo figlio Polifemo, imbraccia il telefono e chiede, ironicamente, retoricamente: “A chi dobbiamo dire grazie?”.

Tra i tanti problemi che ha il leader della Lega Matteo Salvini (un partito che fatica a gestire, un’opposizione da destra che lo mette in difficoltà, il suo ex modello di riferimento Trump che attacca il suo paese), ora deve anche arginare lo sbrocco social di una sua ex deputata, da circa un mese uscita dalla Lega per entrare in Futuro Nazionale, bloccata in treno da ore e che da ore lo attacca su Instagram, annunciando un’interrogazione parlamentare. È la furia degli ex. “Otto ore di ritardo, segregati nelle campagne francesi. Sto… non imbestialita, di più. Sto già scrivendo l’interrogazione parlamentare al ministro”. Ravetto spiega che è partita con la figlia alle quattro di pomeriggio da Milano, a Torino gli hanno fatto cambiare il treno dicendo che avrebbero usato l’alta velocità, dopo un’ora di attesa sono salite su un Frecciarossa che però ha raggiunto al massimo i 63 km/h. A Lione hanno fatto inversione di marcia e si sono spostati dall’alta velocità, finendo nelle campagne francesi dove sono rimasti tutti fino alle prime ore del mattino.

“Adesso diranno ‘Ma siete sulla rete francese, è colpa dei francesi’... No! Il personale italiano che ci ha accompagnato fino a Lione lo sapeva benissimo la fine che avremmo fatto. Oppure nessuno era informato? Una vergogna, una situazione imbarazzante”. 

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