Rc auto, rincari senza tregua: le città dove si paga di più
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Nel corso del 2025 il costo dell’assicurazione auto in Italia continua a crescere, ma con un’intensità meno marcata rispetto agli anni precedenti. Gli ultimi dati diffusi dall’Ivass restituiscono un quadro articolato: da un lato si conferma una pressione al rialzo sui premi, dall’altro emergono segnali di rallentamento che potrebbero indicare una fase di stabilizzazione del mercato.
Nel quarto trimestre dell’anno, il prezzo medio della polizza Rc auto si è attestato a 432 euro, registrando un incremento del 3,5% su base annua in termini nominali e del 2,3% in termini reali. Si tratta di un aumento significativo, ma inferiore rispetto ai picchi degli anni precedenti: nel 2024 la crescita aveva raggiunto il +6,6%, mentre nel 2023 si era spinta fino al +7,8%.
Una crescita che rallenta, ma non si ferma
L’andamento dei premi assicurativi segue una traiettoria ormai consolidata, caratterizzata da aumenti progressivi. Tuttavia, il dato più recente evidenzia una dinamica meno aggressiva rispetto al recente passato. Questo rallentamento non implica una riduzione dei costi per gli automobilisti, ma segnala piuttosto una fase di assestamento dopo gli incrementi più consistenti registrati nel biennio precedente.
A pesare sull’evoluzione dei prezzi restano diversi fattori strutturali, tra cui l’aumento dei costi di riparazione, l’inflazione generale e le tensioni internazionali che incidono sulle materie prime. In prospettiva, ulteriori pressioni potrebbero derivare anche da scenari geopolitici instabili, come quelli legati alle rotte energetiche globali.
Dal 2022 rincari superiori al 22%
Se si amplia lo sguardo agli ultimi tre anni, la crescita appare ancora più evidente. Secondo le stime del Codacons, dal 2022 a oggi le tariffe Rc auto sono aumentate complessivamente del 22,4%. In termini concreti, ogni automobilista paga mediamente 79 euro in più rispetto a tre anni fa.
Considerando un parco circolante di oltre 33,5 milioni di veicoli assicurati, l’impatto economico complessivo supera i 2,6 miliardi di euro. Un incremento che incide direttamente sui bilanci familiari, già messi sotto pressione da un contesto caratterizzato da rincari diffusi in diversi settori.
Forti differenze territoriali: Napoli resta la più cara
Uno degli elementi più evidenti del mercato Rc auto in Italia è il persistente divario tra territori. Le differenze di prezzo tra le diverse aree del Paese rimangono marcate e continuano a penalizzare alcune realtà locali.
In particolare, Napoli si conferma la città con i premi più elevati: qui il costo medio supera di 252 euro quello registrato ad Aosta, evidenziando una distanza significativa tra Nord e Sud.
A livello regionale, i prezzi più alti si concentrano in Campania, Lazio e Toscana, mentre circa la metà delle province italiane mantiene premi medi inferiori ai 404 euro.
Sul fronte delle variazioni annuali, gli aumenti più rilevanti si registrano in alcune province specifiche:
- Enna (+8,5%)
- Roma (+6,1%)
- Frosinone, Milano e Novara (+5,2%)
Questa eterogeneità territoriale riflette fattori complessi, tra cui il tasso di incidentalità, il rischio assicurativo percepito e il livello di frodi.
Sconti diffusi e ruolo della concorrenza
Un elemento centrale nella determinazione del prezzo finale è rappresentato dagli sconti applicati dalle compagnie. Secondo i dati più recenti, il 91,3% dei contratti Rc auto include almeno una forma di riduzione del premio.
Lo sconto medio si attesta a 226 euro, pari a circa il 40% della tariffa base. Di questo valore, ben il 68% deriva da componenti commerciali, segno che la competizione tra imprese assicurative continua a giocare un ruolo determinante.
In altri termini, il prezzo effettivamente pagato dagli automobilisti è spesso il risultato di una negoziazione tra cliente e compagnia, piuttosto che l’applicazione rigida di una tariffa standard.
Scatola nera: diffusione stabile ma concentrata al Sud
Parallelamente agli sconti, resta stabile la diffusione della cosiddetta scatola nera, presente nel 17,7% dei contratti. Questo dispositivo, che consente di monitorare lo stile di guida e ricostruire eventuali sinistri, rappresenta uno degli strumenti principali per contenere i costi assicurativi.
La sua diffusione non è uniforme sul territorio nazionale. In alcune province del Mezzogiorno si registrano percentuali molto più elevate, con picchi significativi:
- Caserta (59,5%)
- Napoli (48,1%)
Questa concentrazione nelle aree più costose suggerisce un legame diretto tra l’adozione della tecnologia e il tentativo di ridurre il rischio assicurativo.
Il quadro del settore: crescita e criticità
Per comprendere appieno l’evoluzione del mercato Rc auto, è utile considerare anche i dati strutturali del comparto assicurativo. Secondo l’ultimo bollettino dell’Ivass, il ramo Rc auto rappresenta il segmento principale del mercato danni in Italia.
Nel 2024 la raccolta premi ha raggiunto i 13 miliardi di euro, con un incremento del 6,5% su base annua, pari a circa il 31,7% dell’intero comparto danni.
Tuttavia, accanto alla crescita emergono criticità legate alla sostenibilità economica del sistema. In particolare:
- la frequenza dei sinistri resta stabile al 5%;
- il costo medio dei sinistri aumenta fino a 5.422 euro (+6,8%).
Questo incremento dei costi si riflette direttamente sul cosiddetto premio puro, salito a 270 euro nel quinquennio (+5,6%). Di conseguenza, si registra un peggioramento degli indicatori tecnici:
- il loss ratio passa dal 78,7% al 79,9%;
- il risultato tecnico scende da 581 a 362 milioni di euro.
Si tratta di segnali che evidenziano una pressione crescente sulla redditività delle compagnie, con possibili ricadute sui premi futuri.
Coperture accessorie e canali distributivi
Un altro aspetto rilevante riguarda la diffusione delle coperture accessorie. Oltre la metà delle polizze Rc auto (53%) include almeno una garanzia aggiuntiva. Le più comuni sono:
- incendio (31,4%)
- cristalli (29%)
- furto (27,2%)
Per quanto riguarda i canali di distribuzione, il mercato resta dominato dalle agenzie tradizionali, che intermediano l’86% dei contratti. Seguono gli sportelli bancari e postali (11,1%) e, a distanza, il canale diretto (3%).
Non solo auto: aumenti anche per moto e ciclomotori
Il trend rialzista interessa anche altri segmenti della mobilità. Nel quarto trimestre del 2025:
- il prezzo medio per i motocicli sale a 355 euro (+11,3%);
- quello dei ciclomotori raggiunge i 236 euro (+8,6%).
Anche in questo caso, le differenze territoriali restano marcate, con i livelli più elevati concentrati soprattutto nel Sud e in alcune aree urbane del Centro-Nord.
Un mercato in equilibrio precario
Nel complesso, il mercato Rc auto italiano si trova in una fase di equilibrio delicato. Da un lato, la crescita dei premi appare meno intensa rispetto al passato recente; dall’altro, persistono fattori strutturali che continuano a spingere i costi verso l’alto.
Per gli automobilisti, questo si traduce in una spesa ancora elevata, mitigata solo in parte da sconti e strumenti come la scatola nera. Per le compagnie, invece, la sfida è mantenere la sostenibilità economica in un contesto caratterizzato da costi crescenti e margini in riduzione.
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