Recensione ASUS NUC 16 Pro: il primo mini PC con Intel 18A ridefinisce cosa può fare una GPU integrata

La confezione del NUC 16 Pro cambia rispetto all'anno scorso e adotta un formato più classico, senza l'apertura a libro del NUC 15 Pro+. All'interno troviamo il mini PC, l'alimentatore da 150W e il supporto VESA completo di viti. Il cavo di alimentazione del nostro sample aveva la presa a due poli piatti: le versioni commercializzate in Italia dovrebbero includere il cavo con presa Schuko, ma vale la pena verificarlo al momento dell'acquisto. Mancano i cavi video, come già segnalato sulle generazioni precedenti. Su un prodotto di questa fascia è una lacuna che inizia a pesare.
- Processore: Intel Core Ultra X7 358H (Panther Lake, Intel 18A, 16 core / 16 thread, boost fino a 4,8 GHz, TDP configurabile da 15W a 80W)
- GPU: Intel Arc B390 (12 Xe-cores Battlemage, fino a 2,5 GHz)
- NPU: Intel NPU 5, 50 TOPS dedicati, 180 TOPS totali di piattaforma
- RAM: 64 GB LPDDR5X 8533 MT/s saldata (non espandibile)
- Storage: SSD M.2 2280 NVMe PCIe Gen5 da 1 TB + slot M.2 2280 PCIe Gen4 libero
- Porte frontali: 1x USB-C 3.2 Gen2 10 Gbps, 2x USB-A 3.2 Gen2 10 Gbps
- Porte posteriori: 2x Thunderbolt 4 USB-C, 2x USB-A 3.2 Gen2 10 Gbps, 2x HDMI 2.1, 2x RJ45 2.5G, DC-in, Kensington Lock
- Connettività wireless: Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0
- Sistema operativo: Windows 11 Pro
- Alimentatore: 150W
- Dimensioni: 144 x 117 x 42 mm (5x4)
- Peso: circa 750g
- Garanzia: 3 anni
Il NUC 16 Pro adotta un form factor 5x4 con dimensioni di 144 x 117 x 42 mm. Sulla carta è leggermente più largo dei mini PC a cui siamo abituati, ma nella pratica risulta sorprendentemente compatto: merito anche della colorazione nera e delle linee pulite dello chassis. La costruzione è solida, con un mix di metallo e composito che trasmette una buona sensazione di qualità, e la certificazione MIL-STD-810H garantisce resistenza a temperature estreme, vibrazioni e urti, un dettaglio che conta soprattutto per chi lo destina ad ambienti professionali o installazioni fisse.
L'apertura è completamente senza attrezzi: una leva sul fondo sblocca il coperchio con una sola mano grazie a un meccanismo a molla. L'accesso all'interno è immediato e semplifica molto le operazioni di manutenzione o upgrade dello storage. Attenzione però: nella variante in prova la RAM è saldata sulla scheda madre e non è sostituibile. Per chi volesse approfondire, abbiamo dedicato un video al tema proprio in questi giorni.
Chi vuole scegliersi i moduli di memoria in autonomia può orientarsi sulle varianti barebone del NUC 16 Pro, disponibili con processori diversi e slot SO-DIMM accessibili. In quelle configurazioni si può installare fino a 128 GB di DDR5. Lo slot M.2 2280 PCIe Gen5 è già occupato dall'SSD di serie, mentre lo slot M.2 2280 PCIe Gen4 è libero.
Un elemento di design che merita una menzione è il coperchio superiore modulare: è possibile sostituirlo con versioni snap-on che aggiungono porte aggiuntive come RS-232, USB 2.0 extra o VGA, pensate per ambienti POS, IoT e industriali. Non è qualcosa che interessa l'utente comune, ma è una flessibilità rara nel mondo dei mini PC e racconta bene il posizionamento enterprise del prodotto.
La dotazione di porte è completa e ben distribuita. Sul pannello frontale troviamo una USB-C 3.2 Gen2 e due USB-A 3.2 Gen2. Sul pannello posteriore ci sono due Thunderbolt 4, due USB-A 3.2 Gen2, due HDMI 2.1, doppia RJ45 2.5G, DC-in e Kensington Lock. Sul fronte wireless troviamo Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.0, le versioni più recenti di entrambi gli standard. Il supporto arriva fino a quattro display simultanei.
Due cose che mancano e che vale la pena segnalare: il lettore di schede SD e un jack audio frontale. La doppia LAN 2.5G è invece un punto di forza concreto per chi lavora in ambienti di rete strutturati o ha bisogno di ridondanza nella connessione cablata.
Il supporto VESA è incluso di serie e permette di fissare il NUC direttamente dietro al monitor.
Il BIOS del NUC 16 Pro è un'altra storia rispetto a quello dei mini PC consumer a cui siamo abituati. L'interfaccia è grafica, navigabile con il mouse, e si articola in schede dedicate: Main, Advanced, Power, Cooling, Security, Boot. Chi è abituato a BIOS essenziali con tre opzioni disponibili qui si troverà in un territorio decisamente più ricco, con voci che spaziano dalla gestione dettagliata dei limiti di potenza del processore al controllo individuale dell'alimentazione di ogni singola porta USB. Non è un BIOS per chi vuole semplicemente accendere il PC e dimenticarsi che esiste, ma per chi vuole davvero controllare il comportamento del sistema c'è tutto quello che serve e anche di più.
Nella sezione Cooling è possibile monitorare in tempo reale le temperature di CPU, PCH, memoria e dei due slot M.2, oltre che la velocità dei due fan, e scegliere tra i profili di gestione ventole disponibili. È un livello di dettaglio che si vede raramente su prodotti di questo formato.
Sul fronte software, la variante in prova è quella pensata per l'utente comune, disponibile anche su Amazon, e il sistema è conseguentemente pulito. L'unica applicazione ASUS presente è MyASUS, che permette di tenere sott'occhio carico CPU, memoria e ventole, impostare la velocità delle ventole, sfruttare TaskFirst per assegnare priorità maggiore a processi specifici come applicazioni di produttività o giochi, e gestire gli aggiornamenti di sistema. Per il resto c'è Windows 11 Pro, con tutto quello che questo comporta in termini di funzionalità e di qualche inevitabile orpello Microsoft.
Prima di entrare nei numeri vale la pena chiarire un dettaglio tecnico che riguarda tutta la sessione di test. Il NUC 16 Pro è configurato da ASUS con Power Mode impostato su Max Performance, con PL1 e PL2 entrambi a 80W. È una scelta deliberata che sblocca il processore al massimo del suo potenziale, e spiega anche l'alimentatore da 150W in dotazione. Tutti i benchmark sono stati eseguiti in questa configurazione.
Sul fronte CPU, il Core Ultra X7 358H si comporta in modo solido. In Cinebench 2026 il single thread ottiene 514 punti e il multi thread 4905. Da notare che si tratta di Cinebench 2026, non comparabile direttamente con i risultati in CB 2024 che abbiamo usato su altri prodotti.
Per dare un termine di paragone sulla stessa piattaforma Panther Lake, l'ASUS Zenbook Duo 2026 con Core Ultra 9 386H otteneva 515 punti in single thread e 3.829 in multi thread con lo stesso benchmark. Il single core è praticamente identico, com'è lecito aspettarsi da chip della stessa famiglia, mentre il vantaggio sul multi thread del NUC 16 Pro riflette direttamente i benefici di avere 80W di TDP disponibili senza i vincoli termici di un notebook.
In Geekbench 6 il single core è a 2902 e il multi core a 16532, risultati coerenti con una piattaforma di questa fascia e con la configurazione a 80W.
PCMark 10 Extended restituisce 10828 punti totali, con Essentials a 12131, Productivity a 18482, Digital Content Creation a 13999 e Gaming a 11846. Quest'ultimo valore è particolarmente significativo e anticipa quello che vedremo nella sezione dedicata alla GPU.
Sul fronte grafico il salto è netto e misurabile. In 3DMark Time Spy lo score è 7657, in Fire Strike 14637, in Night Raid 50117. Per dare un riferimento concreto: su qualsiasi mini PC con GPU integrata AMD o Intel che abbiamo testato finora, Night Raid non aveva mai superato quota 35000. Speed Way si ferma a 981 e Port Royal raggiunge 4200, quest'ultimo particolarmente interessante perché misura le prestazioni in Ray Tracing nativo, funzionalità che sull'Arc B390 è supportata a livello hardware. Il punteggio GPU in Geekbench 6 OpenCL è di 54333.
Lo storage merita una menzione a parte. L'SSD Samsung MZVLC1T0HFLU è un'unità PCIe Gen5, e i numeri lo dimostrano: 14149 MB/s in lettura sequenziale e 11036 MB/s in scrittura. Sono le velocità più alte che abbiamo mai misurato su un mini PC, e si percepiscono concretamente nell'uso quotidiano in tutto ciò che riguarda trasferimento e accesso ai dati.
Abbiamo scelto volutamente titoli impegnativi per testare la GPU, e i risultati parlano chiaro: l'Arc B390 non è una GPU integrata che si limita a sopravvivere nei giochi moderni.
Cyberpunk 2077 in QHD con Ray Tracing attivo sulle ombre da luci locali, dettagli su Alta, XeSS Super Resolution su Qualità e Frame Generation abilitato: 65 fps di media. È un risultato che molte GPU discrete di fascia bassa farebbero fatica a eguagliare in queste condizioni, e il Ray Tracing hardware dell'Arc B390 fa la differenza concreta rispetto a soluzioni che lo emulano via software.
Forza Horizon 6 in Full HD con preset Medio e XeSS Super Resolution su Qualità raggiunge 77 fps di media. Alzando al preset Alto si scende a 70 fps, mentre con dettagli impostati su Auto Ultra e Super Resolution in modalità Prestazioni si torna a 72 fps. Un titolo recente e tecnicamente esigente che gira con fluidità reale senza compromessi radicali sulle impostazioni.
Marvel's Spider-Man 2 in QHD con preset Medio, XeSS Super Resolution dinamica e FSR Frame Generation attivo porta a casa 85 fps di media, con un 1% LOW a 56 fps. È un open world tecnicamente impegnativo, e girare in QHD a questa fluidità su una GPU integrata è un risultato che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato fuori portata per questa categoria di prodotti.
Va detto chiaramente: tutte queste prestazioni si reggono sull'utilizzo intelligente di tecnologie di upscaling e frame generation, che oggi fanno parte integrante dell'esperienza di gioco anche su GPU discrete. Non è un limite dell'Arc B390, è semplicemente il modo in cui si gioca nel 2026. E in questo contesto, i numeri ottenuti sono genuinamente ottimi.
Il NUC 16 Pro con Power Mode a Max Performance e TDP sbloccato a 80W è una macchina impegnativa da raffreddare, e il sistema di dissipazione con doppio fan e tripla heat pipe ha un lavoro non banale da fare. I risultati dello stress test dicono che in larga parte lo fa bene.
Durante la sessione solo GPU protratta per oltre 40 minuti con FurMark, la temperatura della GPU Arc B390 si è stabilizzata intorno ai 74°C di media con un picco massimo di 77°C, valori ottimi. La CPU in questo scenario si è mantenuta su una media di 74°C con un picco momentaneo a 90°C. Il consumo totale del sistema è rimasto intorno ai 73W.
Nella sessione combinata FurMark + Prime95 protratta per oltre 30 minuti, il quadro è più articolato. La CPU ha toccato un picco massimo di 98°C che nei grafici appare come un picco rosso evidente, ma è durato pochissimo: il sistema ha rapidamente trovato il suo regime termico stabilizzandosi su una media di 87°C per il package. La GPU in questo scenario si è mantenuta tra i 72 e i 79°C, con una media di 78°C. Il consumo totale del sistema ha raggiunto un massimo di 115.5W con una media di circa 107W. Da notare che in questo scenario la GPU riceve meno watt (circa 28W contro i 40W della sessione GPU-only) perché la CPU ha priorità sul budget energetico: è un comportamento normale e non un problema.
C'è da segnalare che durante lo stress test combinato si attivano i limiti di potenza IA, indicati da HWInfo come "Sì" nella riga IA Limit Reasons. Significa che il processore in alcuni momenti viene contenuto nel consumo per rispettare il budget termico, ma non si tratta di throttling termico prolungato: il sistema trova un equilibrio e ci rimane.
Sul fronte della rumorosità, il doppio fan si fa sentire sotto carico pesante, ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare da una piattaforma a 80W in uno chassis compatto. Per fare un confronto: molti laptop sotto stress producono un rumore decisamente più invasivo. Il NUC 16 Pro a regime si sente, ma rimane su livelli accettabili anche in un ambiente di lavoro. Per chi vuole contenere ulteriormente il rumore, il BIOS offre profili ventola dedicati fino alla modalità Whisper, con l'inevitabile compromesso sulle prestazioni.
Nel quotidiano il NUC 16 Pro si comporta esattamente come ci si aspetta da una macchina di questo livello: tutto scorre senza mai un'esitazione. I 64 GB di LPDDR5X sono oggettivamente un overkill per la stragrande maggioranza degli scenari d'uso, ma è proprio questo margine enorme a rendere l'esperienza così fluida: Windows 11 Pro, che non è certo il sistema operativo più leggero del mondo, viene assorbito senza che se ne accorga nessuno, e restano risorse abbondanti per qualsiasi carico di lavoro.
Adobe Photoshop e Lightroom Classic girano senza il minimo intoppo anche su cataloghi corposi, con esportazioni in batch e sviluppo di file RAW ad alta risoluzione che non fanno mai aspettare. Premiere Pro regge bene su montaggi di complessità media, e il supporto hardware all'encoding H.264 e H.265 della GPU Arc B390 accelera sensibilmente le esportazioni rispetto a un encoding puramente software. Chi lavora con formati molto pesanti o codec RAW troverà comunque i limiti naturali di una GPU senza VRAM dedicata, ma per un uso creator di livello intermedio o avanzato il NUC 16 Pro non costringe mai a rimpiangere una workstation più ingombrante.
Sul fronte AI locale, i 180 TOPS di piattaforma non sono solo numeri da scheda tecnica. Con strumenti come LM Studio o Ollama è possibile eseguire modelli linguistici leggeri, come versioni quantizzate di Llama o Phi, in locale e senza connessione cloud, con tempi di risposta accettabili per un utilizzo quotidiano. Non siamo ovviamente di fronte a una macchina pensata per il training o per modelli di grandi dimensioni, ma per chi vuole sperimentare con l'AI on-device in modo concreto, la base hardware c'è tutta.
La rumorosità nell'uso normale è sorprendentemente contenuta. Senza carichi significativi il NUC è praticamente silenzioso, al punto che in un ufficio standard si fa fatica a percepirlo. Solo sotto stress prolungato i due fan si fanno sentire in modo più evidente, ma come già detto nei livelli che abbiamo già visto nella sezione dedicata.
Il monitor: ASUS BE27ACGN
Durante il periodo di test abbiamo abbinato il NUC 16 Pro all'ASUS BE27ACGN, un monitor da 27 pollici QHD (2560x1440) con pannello IPS a 120Hz, pensato esplicitamente per ambienti lavorativi e perfettamente in linea con il posizionamento del NUC. L'integrazione tra i due prodotti è più stretta di quanto si possa pensare: la funzione ASUS Power Sync permette di accendere e spegnere monitor e mini PC contemporaneamente con un solo gesto, una piccola comodità che in un contesto d'ufficio si apprezza ogni giorno.
La connettività del BE27ACGN è ricca e ben pensata per questo tipo di utilizzo: porta USB-C con supporto per segnale video, dati e ricarica fino a 96W, ingresso e uscita DisplayPort per configurazioni a cascata, HDMI, hub USB, porta RJ45 integrata e jack audio. Il pannello IPS garantisce angoli di visione ampi e una riproduzione cromatica fedele con copertura sRGB al 99%, e le certificazioni Flicker-Free e Low Blue Light di TÜV Rheinland lo rendono adatto a sessioni di lavoro prolungate. Il supporto ergonomico permette regolazioni complete di inclinazione, rotazione, pivot e altezza, con la possibilità di ruotare lo schermo in verticale per chi lavora con documenti o codice.
Abbinato al NUC 16 Pro tramite USB-C, il BE27ACGN completa una postazione di lavoro compatta, ordinata e senza compromessi, con un singolo cavo che gestisce video, dati e alimentazione periferiche. Un'accoppiata che ha senso sia esteticamente che funzionalmente.
Il NUC 16 Pro è arrivato ufficialmente in Italia nei primi giorni di luglio 2026, e al momento della scrittura di questa recensione il panorama dei prezzi è ancora in fase di assestamento. Vale la pena fare chiarezza su cosa si trova effettivamente sul mercato.
Il punto di ingresso è rappresentato dalle versioni barebone, ovvero senza RAM e SSD installati, che permettono a chi acquista di scegliere e installare autonomamente i componenti. Su Amazon Italia si trovano oggi la variante con Core Ultra U5 325 intorno ai 659€ e quella con Core Ultra U7 356H intorno agli 800€. Per chi ha familiarità con l'installazione di memorie e storage e vuole scegliere la configurazione ottimale per le proprie esigenze, il barebone è probabilmente la strada più sensata, anche considerando che l'apertura tool-less rende l'operazione rapida e indolore.
Per chi preferisce una macchina già pronta all'uso, alcuni store su Amazon propongono configurazioni assemblate con 32 GB di RAM e 1 TB di SSD intorno ai 1600€. La configurazione che abbiamo testato, con 64 GB di LPDDR5X e 1 TB di SSD, si avvicina invece pericolosamente ai 2000€, una soglia che richiede una riflessione onesta: a quella cifra il NUC 16 Pro entra in una fascia di prezzo da workstation, e il confronto con alternative desktop più tradizionali diventa inevitabile.
Il posizionamento corretto di questo prodotto è però quello delle versioni con meno RAM o in configurazione barebone. Un NUC 16 Pro con Core U7, 16 o 32 GB di DDR5 e un SSD decente si colloca in una fascia che ha ancora un senso preciso: prestazioni da workstation compatta, GPU Arc B390 che sorprende, connettività enterprise completa, chassis certificato MIL-STD e tre anni di garanzia. Per uso professionale intensivo, la combinazione è difficile da trovare altrove in questo formato.
Chi invece punta al massimo in termini di RAM e vuole la configurazione più potente disponibile dovrà mettere in conto un investimento significativo, con la consapevolezza che a quelle cifre esistono alternative desktop più tradizionali con specifiche simili o superiori. La scelta del NUC in quel caso si giustifica soprattutto con il fattore forma, la mobilità e la qualità costruttiva, non con il solo rapporto prestazioni/prezzo.
Vale la pena chiarire un dettaglio che cambia il ragionamento sull'acquisto: i modelli con Core Ultra X7 e X9 montano LPDDR5x saldata e GPU Arc B390 con 12 Xe-cores, mentre i modelli con Core Ultra U7 e U5 adottano DDR5 CSO-DIMM espandibile ma GPU con soli 4 Xe-cores e prestazioni grafiche molto più contenute. Non si tratta quindi solo di una differenza di CPU: sono due prodotti con caratteristiche fondamentalmente diverse, e la scelta va fatta con questa consapevolezza.
Il sample per questa recensione è stato fornito da ASUS, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
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