Reformation si quota a Wall Street: ricavi oltre mezzo miliardo $ nel 2025
Dopo le indiscrezioni arriva la conferma. Reformation ha depositato formalmente la propria registration statement su Form S-1 presso la U.S. Securities and Exchange Commission, avviando ufficialmente il processo per la quotazione al Nyse con il ticker ‘Ref’. Il marchio americano di moda sostenibile, fondato a Los Angeles nel 2009 e controllato in maggioranza dal fondo di private equity Permira, aveva già manifestato interesse verso un’Ipo nel 2023 senza concretizzare l’operazione: stavolta il passo è compiuto, grazie anche a un fatturato in forte crescita.
I dati finanziari contenuti nel filing mostrano infatti un aumento consistente dei ricavi: 360 milioni di dollari nel 2023, 438 milioni nel 2024, 507 milioni nel 2025, con un incremento del 15,7% sull’anno precedente. La traiettoria si conferma anche nel primo trimestre 2026, con ricavi netti a 112 milioni di dollari, in crescita del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – segnando quello che sarebbe quindi il ventesimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Circa il 90% delle vendite avviene attraverso il canale dtc, con gli acquirenti abituali che rappresentano la quota maggioritaria dei ricavi, stando a quanto indicato nel documento depositato.
Sul fronte della redditività, il quadro appare però più articolato. L’utile netto è sceso a 12,6 milioni di dollari nel 2025 dai 32,9 milioni del 2024, con un margine che si è assottigliato dal 7,5% al 2,5%, in parte per effetto dei dazi doganali introdotti dall’amministrazione Trump. L’Ebitda adjusted si è attestato a 45 milioni di dollari (8,9% sui ricavi), in calo rispetto ai 68 milioni del 2024. La base clienti attivi ha superato il milione, raggiungendo 1,14 milioni nel primo trimestre 2026.
La società intende utilizzare parte dei proventi dell’offerta per ridurre il debito e riacquistare azioni da alcuni azionisti esistenti. J.P. Morgan e Morgan Stanley agiranno come joint lead bookrunning manager. Il numero di azioni e la forchetta di prezzo non sono ancora stati definiti. L’esito dell’operazione sarà seguito con attenzione dall’industria, anche alla luce dei precedenti non sempre incoraggianti dei brand sostenibili sui mercati pubblici.
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