Renault, Provost: senza deroghe CO2 tagli per 300mila auto

13 Ottobre 2026 - 20:50
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Renault, Provost: senza deroghe CO2 tagli per 300mila auto

Parigi, 13 ott. (askanews) – Senza maggiore flessibilità sulle normative europee sulle emissioni di CO2, Renault potrebbe essere costretta a tagliare la produzione di 300mila auto in Europa. È l’allarme lanciato dal Ceo François Provost al Paris Automotive Summit, che ha riunito i vertici di Renault, Stellantis e Volkswagen e rappresentanti delle istituzioni francesi ed europee.

“Un anno fa, in questa stessa sede, lanciavamo l’allarme: l’industria automobilistica europea è in pericolo”, ha ricordato Provost, parlando di “crisi esistenziale”. “C’è stata una vera presa di coscienza, ma nessuna decisione concreta. Sul calendario CO2, niente. Sul peso delle normative, niente”. E ha aggiunto: “Se non otterremo una deroga per il 2030, entro un anno dovrò proporre al Cda di tagliare dei modelli e ridurre di 300mila vetture la produzione in Europa”.

Renault chiede una media delle emissioni sul periodo 2028-2032, una traiettoria che consenta il 20% di ibride plug-in nel 2035 e un congelamento normativo di dieci anni. Secondo Provost, le 108 nuove norme previste entro il 2030 aggiungeranno oltre 3mila euro al costo di ogni auto.

Anche Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, ha chiesto flessibilità sulla CO2. “Abbiamo tutti bisogno di tempo per recuperare competitività”, ha spiegato. Sulla sovraccapacità, Filosa ha assicurato: “Non vogliamo chiudere stabilimenti”, puntando sulla condivisione degli impianti con i partner cinesi Leapmotor e Dongfeng. Sulle batterie ha ricordato le gigafactory già avviate a Douvrin con Acc e a Saragozza con Catl, “ma ne serviranno altre”.

Il ceo di Volkswagen, Oliver Blume, ha sostenuto una media pluriennale per il 2030 per evitare “miliardi di euro di sanzioni o accordi di pooling con concorrenti cinesi”. “Abbiamo bisogno di regole che riflettano la realtà del mercato”, ha detto, ricordando che Volkswagen, Stellantis e Renault, che “insieme rappresentano oltre il 60% della produzione europea”, hanno elaborato una “proposta comune” sul Made in Europe.

Il ministro francese dell’Industria, Sébastien Martin, ha aperto alla semplificazione: “Prendiamo un impegno reciproco: meno norme e veicoli sempre più competitivi e meno costosi”.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione per la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, ha ricordato che Bruxelles ha già presentato le proposte sul Made in Europe e sul congelamento decennale delle norme per le piccole auto. Ora “bisogna andare veloci”, ha detto, in attesa dell’intesa franco-tedesca.

Séjourné ha poi chiarito che l’accordo con la Cina “riguarda tutte le ibride”, comprese le plug-in, con un tetto fisso di 350mila veicoli importati nel 2027, nell’ambito di un’intesa quadriennale che si affianca ai dazi sulle elettriche. La clausola di salvaguardia negoziata sarà tra i temi all’esame del Consiglio europeo di giovedì e venerdì.

“L’accordo concluso dal mio collega Maroš Šefcovic è un buon accordo, ma risolve soltanto l’1% dei nostri deficit commerciali con la Cina”, ha sottolineato Séjourné, annunciando nuovi negoziati con Pechino e la possibilità di usare “l’intera gamma” degli strumenti, dalle quote ai dazi fino a joint venture e trasferimenti tecnologici.

“Se non ci sarà un accordo, sarà una guerra commerciale, ma penso che l’Europa non avrà scelta”, ha avvertito Provost, ricordando che la quota dei costruttori cinesi sul mercato europeo è salita dal 2% di gennaio 2024 al 13,6% di settembre.

[Filosa: non vogliamo chiudere impianti. Ibride Cina giovedì in Consiglio Ue|PN_20261013_00118|gn00 nv01 sp21|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261013_170955_E8F820F2.jpg|13/10/2026 17:10:02|Renault, Provost: senza deroghe CO2 tagli per 300mila auto|Salone Parigi|Economia, Motori]

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