Iniziano a fumare perché credono che l'AI curerà il cancro, è follia

14 Ottobre 2026 - 16:45
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Iniziano a fumare perché credono che l'AI curerà il cancro, è follia

L’idea può sembrare assurda, ma alcuni ricercatori sarebbero disposti a correre rischi per dimostrare quanto credono nei progressi dell’intelligenza artificiale. Secondo Shyam Sankar, direttore tecnico di Palantir, alcuni esperti del settore avrebbero iniziato a fumare convinti che, in futuro, l’AI sarà in grado di curare il cancro. Una scommessa rischiosa e controversa.

Giocarsi la salute come una partita di poker

Shyam Sankar ha presentato questo “esperimento” durante un’apparizione sul set di CBS Face the Nation domenica.

Secondo Sankar, fumare sarebbe diventato, per alcuni ricercatori, un modo per dimostrare ai colleghi quanto credano nella capacità dell’intelligenza artificiale di curare il cancro in futuro. Credo così tanto nell’AI da essere disposto a rischiare: è come mettere tutte le mie fiches sul tavolo, ha spiegato, descrivendo questa convinzione come una sorta di psicosi di massa.

Il dirigente ha anche paragonato questa fiducia nell’AI a una forma di fede religiosa. A suo avviso, alcuni professionisti della Silicon Valley vedrebbero nell’intelligenza artificiale una risposta a un vuoto spirituale, attribuendole aspettative che vanno ben oltre le sue attuali capacità.

Questioni di ordine sanitario

Se questa affermazione si rivelasse fondata, solleverebbe questioni di ordine sanitario. Infatti, anche se l’AI riuscisse a contribuire allo sviluppo di trattamenti antitumorali efficaci, il tabagismo resta responsabile di diverse forme di cancro e di numerosi altri problemi di salute a lungo termine. A ciò si aggiungono i tempi necessari per testare questi trattamenti e gli altri rischi per la salute legati al consumo.

Sankar evidenzia inoltre una tendenza più ampia: diversi articoli recenti menzionano una ricomparsa del tabagismo in certi ambienti delle nuove tecnologie, il che potrebbe in parte corroborare le sue osservazioni.

Resta il fatto che anche se l’intelligenza artificiale fosse in grado di guarire la stragrande maggioranza delle malattie, e tutti i tumori, passare attraverso questa trafila resta comunque un vincolo e un percorso anche di diversi mesi o anni per uscirne.

Una fede cieca nell’AI che sa di follia

Credere ciecamente di poter cominciare a fumare per 40 anni, avere un cancro e guarirne grazie alle tecnologie di rilevamento e cura tramite l’AI resta una scommessa molto rischiosa. Intanto, bisogna avere il budget per un tale esperimento, fumare un numero sufficiente di anni, poi avere il tanto atteso cancro, e ovviamente non avere un infarto o non rimanere vittima di un incidente d’auto prima.

Tra 20, 30 o 40 anni, le tecnologie di intelligenza artificiale si saranno ampiamente evolute e senza dubbio nella giusta direzione in termini di salute. Ma se non ci fossero già abbastanza malattie da curare al momento, è davvero utile aggiungerne altre volontariamente?

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