Resident Evil compie trent’anni (e non li sente)

03 Agosto 2026 - 14:55
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Oggi, 3 agosto 2026, la community videoludica globale celebra un traguardo di fondamentale rilevanza storica per l’intero settore dell’intrattenimento interattivo: il trentesimo anniversario dal debutto europeo del primissimo Resident Evil. Il franchise ideato da Shinji Mikami e Tokuro Fujiwara fece infatti il suo esordio sul mercato occidentale in questi giorni nel lontano 1996. Arrivò sulla prima console PlayStation, stravolgendo per sempre la percezione dei videogiochi e codificando in modo definitivo le regole del genere survival horror. Uscito originariamente in Giappone sotto il nome di Biohazard, il titolo dovette cambiare la propria denominazione in Europa e negli USA a causa di questioni burocratiche e legali legate ai diritti del marchio. Da quell’inaspettato cambio di rotta commerciale nacque uno dei brand più riconoscibili, influenti e redditizi del panorama videoludico moderno, capace di distinguersi immediatamente sulle scaffalature grazie a un’identità visiva cupa, matura e dichiaratamente rivolta a un pubblico adulto.

Dal game design del terrore alla popolarità globale Di Resident Evil

Il successo straordinario del capostipite risiede nella brillante intuizione degli sviluppatori di Capcom di trasformare i rigidi limiti tecnici dell’epoca in veri e propri elementi di linguaggio narrativo e di tensione drammatica. L’utilizzo di inquadrature fisse su sfondi pre-renderizzati non serviva soltanto a nascondere le debolezze strutturali dell’hardware dell’epoca, ma agiva sul giocatore proprio come il fuoricampo nei classici del cinema d’autore, alimentando l’angoscia per ciò che non era visibile a schermo. Allo stesso modo, le celebri schermate di caricamento che mostravano l’apertura lenta delle porte all’interno della misteriosa villa Spencer vennero sapientemente sfruttate per accumulare suspense prima dell’esplorazione di ogni nuovo ambiente.

Il gameplay di Resident Evil 1 introdusse meccaniche divenute ben presto iconiche, come la gestione estremamente limitata dell’inventario, la scarsità delle munizioni, l’impiego dei rullanti d’inchiostro per effettuare i salvataggi e un sapiente backtracking strutturale per risolvere enigmi e spalancare nuovi passaggi. L’immensa eredità culturale lasciata dal marchio è dimostrata sia dal costante successo dei moderni remake videoludici, sia dalla pervasività della serie nei mass media tradizionali, testimoniata dall’imminente debutto nelle sale cinematografiche di un nuovo lungometraggio reboot diretto da Zach Cregger e previsto nei cinema per il prossimo mese di settembre.

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