Riaperte le indagini sull’omicidio di Elisa Claps a Potenza: ipotesi di concorso in omicidio con Danilo Restivo

Concorso in omicidio con Danilo Restivo, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione: è questa l’ipotesi di reato, al momento contro ignoti, al centro della riapertura, da parte della Procura della Repubblica di Potenza, da circa due anni, delle indagini sul caso di Elisa Claps, la 16enne studentessa potentina, della quale si erano perse le tracce il 12 settembre 1993 e il cui cadavere fu ritrovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano.
La notizia resa nota dal fratello di Elisa
La notizia della riapertura delle indagini – resa nota ieri dal fratello di Elisa, Gildo Claps, durante l’ultima puntata di ‘Chi l’ha visto?’ condotta da Federica Sciarelli – ha trovato conferma stamani in ambienti giudiziari potentini. Interpellato dall’Ansa, il procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, non ha confermato né smentito la notizia, tuttavia ha sottolineato che “ci sono alcuni casi che meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie”. Secondo quanto si è inoltre appreso a Potenza, negli scorsi mesi i Carabinieri del Ris hanno effettuato nuovi accertamenti tecnico-scientifici, anche con l’ausilio di nuove tecnologie, tra cui alcuni all’interno del sottotetto della Chiesa del centro storico del capoluogo lucano.
La morte di Elisa Claps
Elisa Claps era nata a Potenza il 21 gennaio 1977, figlia di Antonio (tabaccaio e guardia giurata) e di Filomena Iemma (impiegata presso il Catasto di Potenza), e aveva due fratelli maggiori: Ermenegildo (detto “Gildo”) e Luciano. Era una studentessa al terzo anno del liceo classico di Potenza, con l’ambizione di laurearsi in medicina ed esercitare la professione in Africa con Medici senza frontiere .La mattina di domenica 12 settembre 1993 uscì di casa dicendo al fratello Gildo che si sarebbe recata a messa nella vicina chiesa insieme a un’amica e che sarebbe rientrata entro le 13:00 per raggiungere la famiglia, che doveva pranzare nella casa di campagna a Tito.
L’inchiesta venne inizialmente assegnata alla Procura della Repubblica di Potenza e il caso affidato alla PM Felicia Genovese. Si scoprì che la persona incontrata da Elisa quella mattina era Danilo Restivo, ventunenne originario di Erice, in Sicilia, trasferitosi da ragazzino con la famiglia a Potenza, dove il padre Maurizio aveva assunto l’incarico di direttore della Biblioteca nazionale potentina. Restivo risultò essere stato l’ultima persona ad aver visto la ragazza.
Arrestato in Inghilterra per un fatto simile, Restivo è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Elisa e condannato a 30 anni di carcere. I resti di Elisa furono ritrovati in chiesa solo il 2010.
La personalità di Restivo
Danilo Restivo presenta sicuramente una personalità sociopatica e aggressiva. Un soggetto disturbato, con tratti e turbe sadiche. Il feticismo è una parafilia, ossia attiene alle alterazioni della sfera sessuale. Per Restivo il feticcio era rappresentato dalle ciocche di capelli di Elisa. Che, nella sua versione patologica, avevano un significato preciso: placavano il suo bisogno di rivivere l’eccitazione dell’azione omicidiaria. Come ogni serial killer che si rispetti, Danilo ha concentrato il suo interesse sessuale solo su di una parte della vittima. Dimenticandosi di tutto il resto del corpo.
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