Riconoscimento automatico dei bersagli: come cambia l'impiego dei droni

11 Agosto 2026 - 08:35
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Negli ultimi anni i droni sono diventati gli occhi di molti eserciti, e anche il braccio sempre più spesso. Svolgono compiti di ogni genere, dalla ricognizione agli attacchi in sciame, ma oggi non vogliamo parlare di quest'ultimo tipo di utilizzo. Per quanto riguarda la capacità di visione, ormai la sensoristica è talmente avanzata che non ci sono grandi problemi nel raccogliere le immagini, ma il collo di bottiglia è interpretarle abbastanza in fretta da trasformarle in informazioni utili.

Quando un velivolo sorvola un'area può acquisire migliaia di fotogrammi in pochi minuti, ma analizzarli uno per uno richiede tempo e personale specializzato. Questo ritardo può fare la differenza durante un'operazione, ma ormai abbiamo una tecnologia molto collaudata che potrebbe vanificare la mancanza.

La novità riguarda un sistema di riconoscimento automatico dei bersagli sviluppato dall'azienda israeliana Sodyo, pensato per permettere ai droni di identificare rapidamente obiettivi specifici direttamente durante la missione. L'operatore umano non potrà mai riuscire a individuare in tempo utile ciò che conta davvero, pertanto questo sistema dovrebbe effettuare una scrematura, lasciando poi al personale una serie di dati molto più puliti. Ma cosa significa nella pratica?


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