Riconoscimento facciale, Palazzo Chigi: “L’Italia rispetterà le norme Ue”
Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria. E’ quanto fanno sapere fonti di palazzo Chigi. L’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale. Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo, aggiungono le stesse fonti.
Ieri il via libera in Commissione al Senato al decreto
Mercoledì la commissione Politiche europee del Senato aveva “esaminato lo schema di decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia e ha approvato osservazioni favorevoli, sottolineandone la coerenza con il Regolamento Ue 2024/1689 sull’intelligenza artificiale e con la delega conferita dal Parlamento con la legge n. 132 del 2025″,aveva spiegato il presidente della commissione, il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, precisando che “nel corso del dibattito sono stati espressi rilievi riguardanti la tutela delle libertà fondamentali e, in particolare, l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale. Si tratta di profili che meritano la massima attenzione, ma che trovano già una disciplina puntuale nel testo del decreto, che recepisce i principi dell’AI Act europeo traducendoli in un sistema di garanzie coerente con il diritto dell’Unione”, continua, sottolineando che “L’impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporta l’inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione.

Insorge l’opposizione: “Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo“
L’ opposizione era insorta. “Con questo provvedimento, si eccede nell’uso di strumenti estremamente invasivi, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i sistemi di identificazione biometrica e di riconoscimento facciale, destinati a incidere sui diritti fondamentali e sulle libertà personali dei cittadini. Proprio per questo è indispensabile prevedere garanzie rigorose, il controllo preventivo dell’autorità giudiziaria e il pieno rispetto dei principi di necessità e proporzionalità previsti dal diritto europeo”, ha dichiarato Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico. “Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo: il governo Meloni ha predisposto un decreto legislativo che prevede l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per attività di polizia incluso ovviamente il riconoscimento facciale. È necessario vigilare con attenzione per evitare che, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, si arrivi a una sorveglianza generalizzata e venga cancellata la privacy dei cittadini, alla faccia delle norme europee”, l’affondo del segretario di +Europa Riccardo Magi.
Ue: “Riconoscimento facciale in spazi pubblici vietato da AI Act”
“Il riconoscimento facciale negli spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata dalla legge sull’AI (Ai Act). E’ applicabile già dallo scorso anno e diventerà esecutivo entro quest’anno. Non vogliamo che con l’intelligenza artificiale ci sia un controllo pubblico sui luoghi in cui viaggiamo quotidianamente in spazi accessibili al pubblico. Quindi, questo è un chiaro divieto”. Lo dice un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sul decreto legislativo italiano che amplia l’uso del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. Per quanto riguarda “la dimensione italiana, nello specifico, non ho tutti gli elementi, quindi non pregiudico ciò che sta accadendo attualmente in Italia”.
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