Riforma Ets e aviazione: il prezzo del carbonio scatta solo dal 2029 e lascia esente metà dei voli europei

20 Luglio 2026 - 17:05
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Riforma Ets e aviazione: il prezzo del carbonio scatta solo dal 2029 e lascia esente metà dei voli europei

Se la galassia ambientalista lamenta il fatto che la Commissione europea, con la riforma dell’Ets, ha ceduto alle pressioni delle industrie più inquinanti, l’associazione di settore Transport & Environment interviene sottolineando che a Bruxelles hanno compiuto un primo passo avanti per ridurre le emissioni del comparto voli, ma le criticità sono ancora troppe per poter esprimere un giudizio positivo.

L’Ets, (Emissions trading system) è il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra. Di fatto è stato finora tra i principali strumenti (se non addirittura il principale) messi sul tavolo dall’Unione europea per contrastare i cambiamenti climatici. Negli ultimi mesi però, alla luce anche dei disordini di carattere geopolitico e della necessità di rilanciare la competitività delle aziende europee, diversi Stati comunitari si sono mossi per chiederne la sospensione (linea italiana) o la revisione in senso per così dire edulcorato (linea tedesca) o all’opposto per potenziarne la portata (linea spagnola, portoghese, svedese e delle altre nazioni che hanno fortemente investito sulle rinnovabili). Alla fine Bruxelles ha scelto la via di mezzo, negando ogni ipotesi di sospensione, mitigando gli effetti di alcune voci e inserendo nel meccanismo di scambio alcuni nuovi settori che dovranno rispettare determinati livelli di emissioni, pena il pagamento di determinate quote a seconda della portata degli sforamenti.

Riguardo quest’ultima modifica, la Commissione europea ha deciso di applicare per la prima volta un prezzo del carbonio ai voli in partenza dall’Ue. Bene? Fino a un certo punto. Perché come appunto fa notare l’associazione T&E, che è andata ad analizzare i dettagli di questo nuovo capitolo dell’Ets, la nuova norma si applica soltanto ai voli compresi in un raggio di 5.000 km e solo a partire dal 2029. «Ciò significa che un volo da Parigi a Dubai rientrerebbe nel mercato del carbonio, mentre un volo da Parigi a New York no». Inoltre, questo meccanismo lascia ancora il 47% del settore aeronautico europeo esente dalla tariffazione del carbonio e, altra criticità, «sebbene la volontà di fornire sostegno industriale alla produzione europea di carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) sia un passo positivo, l’assegnazione di oltre 100 milioni di quote gratuite per i Saf indebolisce il segnale del prezzo del carbonio, proteggendo le compagnie aeree dal reale impatto finanziario della compensazione delle loro emissioni. In virtù di queste scelte, l’Ue perderà circa 4,2 miliardi di euro di entrate aggiuntive che avrebbe raccolto se tutti i voli in partenza fossero stati inclusi nel sistema Ets».

La questione non è di poco conto se si considera che in Europa si effettuano ogni anno oltre 10 milioni di voli e le stime più recenti indicano che soltanto i voli in partenza dagli aeroporti europei generano complessivamente tra 130 e 140 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno. Ecco perché T&E fa pre notare che insieme alla proposta sull’Ets, la Commissione europea ha pubblicato anche una valutazione del “CORSIA” (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation), ovvero il sistema internazionale di compensazione delle emissioni che funge da alternativa all’Ets per i voli a lungo raggio. Sottolineano però i ricercatori dell’associazione: «La valutazione conclude che il CORSIA non rappresenta un’alternativa credibile all’EU ETS e necessita di un significativo rafforzamento. Tuttavia, l’opzione di compromesso presentata oggi non rispecchia tale valutazione: al contrario, estende l’esenzione “stop the clock” sui voli internazionali in partenza dall’Ue almeno fino al 2032, con il pretesto di “incoraggiare il CORSIA”». Secondo T&E, questo compromesso non è all’altezza delle raccomandazioni scientifiche formulate dalla Commissione stessa.

Sottolinea Diane Vitry, direttrice del settore aviazione di T&E: «Per la prima volta in assoluto, anche i voli internazionali ricadranno nel sistema Ets. Tuttavia, a causa delle pressioni del settore, sarà coperta solo una parte dei viaggi e i voli più lunghi e più inquinanti rimarranno esenti da tassazione delle loro emissioni. Per questi motivi, la proposta presentata oggi deve essere solo un punto di partenza. Speriamo saranno gli Stati membri a spingere per estendere gradualmente il prezzamento del carbonio a tutti i voli, prima della prossima revisione. Il settore dell’aviazione deve pagare per tutte le sue emissioni, proprio come qualsiasi altro settore dell’economia». Aggiunge Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia: «L’Europa ha un problema di dipendenza energetica, non un problema legato all’Ets. L’indebolimento di questo sistema renderà quasi impossibile raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue per il 2040, creando anche tensione con altri settori dell’economia che dovranno compensare la mancata riduzione delle emissioni. La proposta prolungherà la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, volatili e insicuri, e priverà i governi e l’industria delle entrate necessarie per promuovere le tecnologie innovative del futuro».

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