Riot elimina uno dei principali fastidi del suo anti-cheat Vanguard
Riot Games sta finalmente modificando le modalità di esecuzione del proprio software anti-cheat Vanguard, da sempre contestato per via della sua presenza costante in background anche quando non richiesto, riducendone l'impatto e limitando i momenti in cui il programma rimane attivo sulle macchine degli utenti.
Ovviamente Riot non intende scende a compromessi sul fronte della sicurezza, tuttavia ha trovato una scappatoia che permette di delegare i controlli ad altri elementi già presenti nel sistema, in modo da snellire il tutto. Nell'annunciare il rilascio dell'aggiornamento, il responsabile del comparto anti-cheat di Riot, Phillip Koskinas, ha annunciato (tramite uno short che trovate qui sotto) che la transizione verso le sessioni su richiesta sarà accessibile esclusivamente sui personal computer che dimostreranno di disporre di requisiti di sicurezza sufficientemente solidi.
I REQUISITI PER POTER USARE VANGUARD ON DEMAND
Tra questi figurano UEFI Secure Boot, TPM 2.0, la sicurezza basata sulla virtualizzazione VBS, l'integrità del codice protetta da hypervisor HVCI e la tecnologia IOMMU. Di conseguenza, Riot accetta di cedere il controllo continuo in background ai sistemi integrati nelle piattaforme, delegando la protezione del processo di avvio e l'isolamento delle operazioni sensibili all'hardware stesso.
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