Robot umanoidi: la Cina guida la corsa ma gli USA restano davanti nella qualità
Per anni lo sviluppo di robot umanoidi è sembrato una sfida fatta soprattutto di video spettacolari, dimostrazioni e prototipi capaci di camminare, correre o eseguire acrobazie. Non è sempre stato così, negli anni '80 ad esempio, già mantenere l'equilibrio rappresentava una sfida immensa, ma ora si guarda al miglioramento di altri aspetti, più raffinati. Parliamo della capacità di manipolazione, e soprattutto dell'interazione in ambienti in cui c'è anche l'uomo.
Ma il vero indicatore della futura leadership non è sempre quello che si vede sui social, perché a fare la differenza sono spesso i brevetti, ossia le tecnologie realmente sviluppate e protette, in pratica quelle che raccontano dove si stanno concentrando ricerca e investimenti.
Secondo un'analisi di LexisNexis su oltre 26.000 famiglie di brevetti dedicate alla robotica umanoide, sei delle dieci startup più innovative al mondo arrivano dalla Cina. È decisamente indicativo che le prime cinque posizioni siano occupate da aziende cinesi come Fourier, AgiBot, LimX Dynamics, Pudu Robotics e Unitree Robotics, mentre gli Stati Uniti compaiono solo con Figure AI, Apptronik e Agility Robotics.
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