Roggero, i legali dei parenti dei rapinatori uccisi azionano il turbo per i risarcimenti civili: ora pignoriamo

E sì che la premier Meloni lo ha anche appena ribadito: va tutelato chi viene condannato due volte, perdendo affetti, libertà e patrimonio di una vita. Invece, non c’è pace per Mario Roggero. Dopo la pesantissima condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, per il gioielliere di Grinzane Cavour si apre un nuovo, drammatico fronte: quello del risarcimento economico.
Un aspetto della vicenda giudiziaria tutt’altro che secondario che rischia di trasformarsi e apparire come un vero e proprio accanimento, aprendo un nuovo, drammatico fronte che travolge anche il patrimonio del gioielliere e della sua famiglia, costruito in una vita di lavoro.
Roggero, i legali dei parenti dei rapinatori uccisi azionano il turbo per i risarcimenti civili
Spiega Il Tempo nel dettaglio della vexata quaestio: «Ora c’è anche il risarcimento e il possibile pignoramento. Ammontano, infatti, a 480mila euro le provvisionali che il gioielliere di Grinzane Cavour, dovrà pagare alle parti civili costituite, quindici persone in tutto. Per la quantificazione dei risarcimenti si dovranno esprimere i giudici civili».
Le sole provvisionali da pagare immediatamente ammontano alla cifra monstre di 480mila euro, poi il saldo totale
Dunque, una nutrita schiera di soggetti intenzionata ad ottenere il risarcimento dall’anziano commerciante. E che risarcimento: le sole provvisionali da pagare immediatamente ammontano alla cifra monstre di 480mila euro, in attesa che i giudici civili quantifichino il saldo complessivo. Con, nel frattempo, i legali dei parenti dei rapinatori in pressing: «Roggero non ha ancora versato nulla. Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, ha diverse proprietà», hanno annunciato.
Roggero, i beni di una vita sotto attacco delle parti civili, 15 persone in tutto: ora pignoriamo
Pertanto, come riferisce il quotidiano capitolino, tra chi chiede il conto al gioielliere ci sono la compagna, le figlie, la madre e i fratelli del 58enne torinese Giuseppe Mazzarino. Insieme alla famiglia e al patrigno dell’altro rapinatore ucciso, il complice Andrea Spinelli, 44enne di Bra (Cuneo). E perfino Alessandro Modica, l’autista e palo della banda rimasto ferito, figura tra i beneficiari. A quest’ultimo – che ha patteggiato 4 anni e 10 mesi per la rapina ed è già tornato in libertà – sono già stati saldati i 10mila euro dovuti.
I calcoli sulla scarcerazione
Ma non è ancora tutto. Perché a proposito di conti e conteggi, per Roggero, detenuto nel carcere di Bollate, si profila una lunga carcerazione prima del possibile ritorno in libertà. A partire dal fatto che la sentenza di condanna e le attuali buone condizioni di salute del gioielliere, sembrano escludere al momento misure alternative immediate. Pertanto, stando a numeri e codici, il percorso verso la libertà per Roggero sarà lungo e articolato.
Un lungo percorso: ecco le tappe previste dalla legge
Tuttavia, se il comportamento del detenuto sarà lineare e senza sanzioni, i calcoli basati sui benefici di legge delineerebbero 45 giorni di sconto ogni sei mesi per buona condotta. I primi permessi premio e la concessione del lavoro esterno, accessibili dopo aver scontato un terzo della pena. Il raggiungimento della semilibertà, che è possibile richiedibile una volta superata la metà della condanna. Quindi, un eventuale affidamento ai servizi sociali – come accaduto ad altri detenuti eccellenti di Bollate, tra cui Alberto Stasi – possibile negli ultimi quattro anni di pena.
In sostanza, ipotizzando un percorso senza intoppi, il gioielliere potrebbe tornare definitivamente in libertà intorno al 2034. Che per chi ha oltre 70 anni suona come un fine pena mai…
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