Terremoto in Venezuela, Medici del Mondo lancia l’allarme: rischio focolai infettivi tra gli sfollati
Terremoto in Venezuela, Medici del Mondo lancia l’allarme: rischio focolai infettivi tra gli sfollati
Dopo la fase più critica delle operazioni di ricerca e soccorso, il Venezuela si trova ad affrontare una nuova emergenza: quella sanitaria. Migliaia di persone rimaste senza casa vivono in rifugi temporanei, parchi e spazi pubblici, dove il sovraffollamento e la carenza di servizi essenziali aumentano sensibilmente il rischio di epidemie.
A lanciare l’allarme è Medici del Mondo, organizzazione umanitaria presente nel Paese dal 2019, che sta intensificando il proprio intervento per rafforzare l’assistenza sanitaria primaria e prevenire la diffusione di malattie infettive tra la popolazione colpita dal terremoto.
“In questo momento il principale rischio di trasmissione delle malattie si concentra negli alloggi temporanei e nei campi di accoglienza, dove migliaia di persone vivono in spazi ristretti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela.
Acqua potabile e servizi igienici, la priorità dopo il sisma
La distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua potabile e le difficoltà nel garantire adeguati servizi igienico-sanitari rappresentano il terreno ideale per la diffusione di numerose patologie.
Tra le principali minacce figurano le malattie diarroiche causate dal consumo di acqua contaminata, le infezioni respiratorie favorite dal sovraffollamento nei rifugi e le malattie della pelle, come scabbia e impetigine, legate alle difficoltà nel mantenere condizioni igieniche adeguate.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’interruzione dei programmi vaccinali e dei servizi sanitari ordinari, che potrebbe favorire la ricomparsa di malattie prevenibili, come il morbillo, soprattutto tra i bambini.
Secondo l’Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e le principali agenzie umanitarie internazionali, è fondamentale rafforzare la sorveglianza epidemiologica nelle aree colpite per individuare rapidamente eventuali focolai e contenerne la diffusione.
L’accesso ad acqua sicura resta uno degli strumenti più efficaci per evitare una seconda emergenza sanitaria. L’acqua è indispensabile non solo per bere, ma anche per cucinare, garantire l’igiene personale e limitare la diffusione delle infezioni. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, unito alle difficoltà nella gestione dei servizi igienici, aumenta ulteriormente il rischio sanitario.
La risposta di Medici del Mondo
Se nelle prime ore successive al terremoto gli sforzi si sono concentrati soprattutto sui soccorsi e sull’assistenza ospedaliera, Medici del Mondo evidenzia ora la necessità di rafforzare la rete dell’assistenza sanitaria primaria, essenziale per impedire che patologie comuni si trasformino in una crisi sanitaria su larga scala.
Nelle prossime settimane migliaia di persone avranno bisogno di visite mediche, farmaci, assistenza materno-infantile, cure per la salute mentale e supporto psicosociale.
L’organizzazione sta quindi sostenendo i centri sanitari ancora operativi, rafforzando l’assistenza medica negli insediamenti temporanei e promuovendo attività di prevenzione delle malattie infettive, con l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali.
Particolare attenzione viene riservata anche alla salute mentale. Sono già stati attivati interventi dedicati sia agli operatori impegnati in prima linea nelle operazioni di soccorso – personale sanitario, soccorritori e militari – sia alle persone colpite dal terremoto, attraverso percorsi di sostegno psicologico individuale.
Una presenza consolidata in Venezuela
Medici del Mondo opera in Venezuela dal 2019 con programmi dedicati all’assistenza sanitaria primaria, alla salute mentale, alla salute sessuale e riproduttiva, alla nutrizione e ai servizi di acqua, igiene e sanificazione (WASH).
Questa presenza consolidata sul territorio consente all’organizzazione di intervenire rapidamente anche in situazioni di emergenza come quella provocata dal terremoto, adattando gli interventi ai bisogni concreti delle comunità colpite e contribuendo a evitare che il disastro naturale si trasformi in una grave crisi sanitaria.
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