Da quando esiste l’Ucraina? Storia, confini e origini dello Stato ucraino

20 Luglio 2026 - 20:15
0

Un passo nella storia. Da quando esiste l’Ucraina?

di Dario Rivolta

Uno degli obiettivi dichiarati dai governi europei nel continuare a sostenere l’Ucraina in questa guerra è l’«intangibilità dei confini». Secondo questa impostazione, i russi dovrebbero ritirarsi e lasciare che i confini ucraini rimangano quelli creati a suo tempo dai sovietici. Lasciamo da parte il fatto che la NATO, per prima, aveva violato i confini di uno Stato sovrano bombardando la Serbia per creare il Kosovo. Ciò che, tuttavia, è bene sapere è che l’Ucraina, come Stato, non è mai esistita prima della creazione dell’Unione Sovietica. Vogliamo ripercorrere insieme la storia di quel territorio?

Prima di cominciare, però, suggerirei a chi volesse capire cosa sia davvero l’Ucraina di leggere un romanzo di Michail Bulgakov, scritto in russo e pubblicato nel 1925: La guardia bianca (disponibile in diverse edizioni italiane). Bulgakov era nato a Kiev e, dopo essersi laureato in quella città, si trasferì a Mosca.

Il romanzo, inizialmente censurato perché considerato dai sovietici troppo indulgente verso l’esercito zarista, è ambientato soprattutto a Kiev tra la fine del 1918 e i primi mesi del 1919 e offre un’eccezionale rappresentazione di ciò che l’Ucraina sia sempre stata. Per dare un’idea, Bulgakov, anni dopo aver scritto quel libro, affermò di aver assistito ad almeno quattordici sovvertimenti politici a Kiev, dieci dei quali vissuti in prima persona.

La storia narra le vicende dei tre fratelli della famiglia Turbin durante quel breve periodo. In quegli anni, su tutto il territorio si scontravano l’Armata Bianca filo-zarista, i bolscevichi, l’esercito tedesco, due gruppi nazionalisti nemici tra loro e un ulteriore gruppo anarchico che combatteva contro tutti.

La popolazione, non solo a Kiev, era completamente divisa tra chi sosteneva i Bianchi, chi i Rossi, chi i tedeschi e chi aderiva alle diverse formazioni armate locali. Una di queste, di orientamento nazionalista, era guidata dall’Etmano Pavlo Skoropadsky che, a un certo punto, riuscì a impadronirsi del potere su una parte del territorio.

Appena ne ebbe la possibilità, fece arrestare gli antagonisti che riuscì a catturare, tra i quali Simon Vasil’evič Petljura, ex seminarista ortodosso. Una volta liberato, Petljura organizzò un colpo di Stato contro l’Etmanato, ponendosi alla guida di una autoproclamata Repubblica Popolare Ucraina.

L’esperienza durò poco, ma durante il suo governo la popolazione fu vittima di migliaia di uccisioni, violenze e rapine che colpirono in particolare ebrei, zaristi e studenti. In quel periodo si verificarono anche numerosi pogrom e le stime parlano di un numero di ebrei assassinati compreso tra 35.000 e 50.000. Dopo la definitiva vittoria dei bolscevichi, Petljura emigrò a Parigi, dove nel 1926 fu ucciso per strada da un anarchico ucraino.

Dal 1914 al 1924 l’attuale Ucraina era uno dei territori più instabili d’Europa

Purtroppo, la storia ci dice che tra il 1914 e il 1924 il territorio che oggi chiamiamo Ucraina fu considerato uno dei luoghi più instabili d’Europa. Tuttavia, né prima né dopo le cose andarono meglio.

Partiamo dal XIII secolo.

Prima di allora gran parte della regione apparteneva alla Rus’ di Kiev, uno dei principali Stati medievali degli slavi orientali. La sua frammentazione fu favorita dall’invasione mongola del 1237-1240.

Nel secolo successivo le terre ucraine furono divise tra il Granducato di Lituania, che occupava la zona centro-settentrionale, e il Regno di Polonia, che controllava la parte occidentale.

Dopo l’unione tra Lituania e Polonia nella Confederazione Polacco-Lituana (1569), l’amministrazione divenne unitaria con capitale Vilnius. Il polacco e il latino erano le lingue ufficiali, mentre tra quelle più diffuse figuravano il lituano, il ruteno e lo yiddish.

Nel resto del territorio, soprattutto nelle steppe verso il Mar Nero, il potere apparteneva a entità vassalle dell’Impero russo o di quello ottomano.

Verso la metà del Seicento emerse un Etmanato cosacco che godeva di una certa autonomia fino all’accordo di subordinazione allo Zarato di Russia del 1654.

E così, fino alla metà del Settecento, quell’area risultava divisa tra Granducato di Lituania, Regno di Polonia (poi Confederazione Polacco-Lituana), Etmanato cosacco, Zarato di Russia e Khanato di Crimea.

Questa frammentazione spiega perché le diverse regioni abbiano sviluppato tradizioni politiche, culturali, linguistiche e religiose tanto differenti e, in alcuni casi, contrapposte.

Attorno al 1750 la situazione mutò parzialmente: l’ovest (Galizia e Volinia occidentale) rimase sotto la Confederazione Polacco-Lituana; il centro e il nord-est erano controllati dall’Etmanato cosacco sotto influenza russa; l’est era amministrato direttamente dall’Impero russo; il sud e la Crimea erano governati dal Khanato sotto controllo ottomano; la Transcarpazia apparteneva al Regno d’Ungheria.

Successivamente, nel 1772 la Galizia fu annessa dalla Monarchia asburgica; nel 1783 la Russia annesse la Crimea; nel 1793 e nel 1795 conquistò gran parte dei territori occidentali appartenenti alla Polonia, comprese vaste aree della riva destra del Dnepr.

Alla fine del XVIII secolo quasi tutta l’Ucraina moderna era russa

Alla fine del XVIII secolo quasi tutta l’Ucraina moderna era ormai sotto il controllo russo, con l’eccezione dell’estremo ovest.

Tra il 1800 e il 1914 il territorio passò da una frammentazione tra Polonia-Lituania, Russia e Impero ottomano a una sostanziale divisione tra Impero russo e Austria-Ungheria.

Questa separazione ebbe profonde conseguenze: nelle regioni russe prevalse una forte politica di russificazione, mentre nelle province asburgiche si svilupparono con maggiore libertà la lingua, la stampa e le organizzazioni politiche locali, contribuendo alla formazione di una forma di identità nazionale.

Nel censimento del 1897, su una popolazione di circa 25 milioni di abitanti, 22 milioni indicarono come lingua madre il cosiddetto “piccolo russo”, oggi identificato come lingua ucraina.

La Prima guerra mondiale, gli anni descritti anche da Bulgakov, cambiò radicalmente il quadro: città e villaggi cambiarono più volte occupante, si verificarono devastazioni, deportazioni, pogrom, repressioni e migliaia di vittime tra civili e militari.

Il primo barlume di indipendenza alla caduta dello Zar

Il primo tentativo di indipendenza avvenne dopo la caduta dello Zar, con la nascita della Rada Centrale, che chiedeva un’autonomia all’interno della Russia.

L’esperimento durò pochissimo.

Nel 1918, dopo il trattato di Brest-Litovsk, Germania e Austria-Ungheria occuparono gran parte dell’Ucraina con l’appoggio di un governo locale guidato dall’Etmano Skoropadsky.

Dopo la sconfitta degli Imperi centrali, il caos riprese con ancora maggiore intensità.

La pace di Riga e la spartizione dei territori ucraini

Con la Pace di Riga, che pose fine alla guerra polacco-sovietica, i bolscevichi ottennero il controllo della maggior parte dell’Ucraina centrale e orientale, mentre la parte occidentale rimase sotto la Polonia fino al 1922.

Fu allora istituita la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Fino alla sua morte Lenin promosse la lingua e la cultura ucraina all’interno del sistema sovietico e applicò la Nuova Politica Economica (NEP).

Con Stalin tutto cambiò: collettivizzazione, abolizione della proprietà privata, partito unico e repressioni che provocarono milioni di vittime tra fame, deportazioni, carcere ed esilio.

In sintesi, secondo questa ricostruzione storica, un’Ucraina come Stato indipendente esistette per poco più di tre anni, durante una guerra civile e senza mai riuscire a esercitare un controllo stabile sull’intero territorio rivendicato.

Le contraddizioni legislative dell’attuale Ucraina

Se vogliamo essere ancora più intellettualmente onesti è bene ricordare che la Costituzione nata dopo gli eventi del 2014 non distingue ufficialmente tra etnie, lingue o religioni. Tuttavia, alcune leggi successive, in particolare quella sull’istruzione del 2017 e quella sulla lingua di Stato del 2019, hanno introdotto disposizioni che, secondo i critici, limitano i diritti linguistici delle minoranze.

Tra questi critici figurano anche organismi internazionali come la Commissione di Venezia e l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che hanno espresso osservazioni sull’impatto di tali norme, in particolare nei confronti dei russofoni e delle minoranze ungherese e rumena.

Secondo il Ministero della Cultura ucraino, l’obiettivo dichiarato è la «decolonizzazione dello spazio culturale». In alcuni casi sono stati rimossi dalle biblioteche pubbliche libri scritti in lingua russa e, in determinate circostanze, si sono verificati anche roghi pubblici di volumi considerati indesiderati.

L'articolo Da quando esiste l’Ucraina? Storia, confini e origini dello Stato ucraino sembra essere il primo su Italia chiama Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User