Roma a due velocità: la grande vetrina dei Fori e l’ombra del degrado

07 Ottobre 2026 - 08:45
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Roma a due velocità: la grande vetrina dei Fori e l’ombra del degrado

Un imponente piano di riqualificazione urbana e culturale pronto a cambiare radicalmente il volto del centro storico della città. Il progetto Carme, acronimo di Centro archeologico monumentale, nasce con l’obiettivo prioritario di restituire l’area archeologica centrale ai residenti e ai visitatori, trasformandola in uno spazio pubblico vivo e integrato. A illustrare i dettagli dell’operazione è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il quale ha sottolineato come la visione iniziale stia trovando una concreta attuazione giorno dopo giorno. L’iniziativa prevede un investimento complessivo pari a 191 milioni di euro destinati a finanziare oltre 80 interventi strategici. La roadmap stabilisce che il cantiere entrerà nella sua fase decisiva a breve, con la chiusura dei lavori principali programmata tra febbraio e marzo 2027, per poi completare definitivamente l’intera opera entro la fine del medesimo anno.

La nuova passeggiata archeologica tra monumenti e pedonalizzazione

Il fulcro dell’intera trasformazione urbanistica coincide con la nascita della nuova passeggiata archeologica, un esteso anello ciclopedonale progettato per connettere in modo fluido e continuo luoghi iconici come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Circo Massimo, San Teodoro e il Campidoglio. L’arteria di via dei Fori Imperiali vedrà una drastica riduzione del traffico veicolare e diventerà quasi interamente pedonale, fatta eccezione per due sole corsie centrali destinate al passaggio dei mezzi del trasporto pubblico. L’eliminazione dei vecchi marciapiedi laterali e la posa della nuova pavimentazione amplieranno la percezione dello spazio, trasformando quella che per quasi un secolo è stata una strada congestionata dalle auto in un grande boulevard dedicato alla mobilità dolce. La pedonalizzazione completa conoscerà il suo compimento in concomitanza con l’inaugurazione della stazione della metro C a Piazza Venezia, stimata tra il 2032 e il 2033, quando si valuterà lo stop totale ai veicoli.

La vetrina del centro storico contro l’incubo delle periferie

Tuttavia, questa scintillante cartolina destinata ai turisti di tutto il mondo mette in luce una palese contraddizione urbana, facendo da contraltare alle zone di estremo degrado che soffocano molte aree della città. Mentre la giunta capitolina concentra risorse milionarie, riflettori mediatici e sforzi progettuali per tirare a lucido il Salotto Buono, intere direttrici periferiche continuano a sprofondare nell’incuria. Bastano pochi chilometri di distanza dai monumenti storici per ritrovare scenari completamente opposti, dove la narrazione della Roma del futuro si scontra duramente con la complessa quotidianità dei quartieri meno fortunati.

Il divario sociale tra spazzatura, insicurezza e servizi assenti

Il contrasto appare evidente se si guardano le criticità strutturali che attanagliano aree complesse come Tor Bella Monaca, San Basilio, le Borghesiane o gli snodi ferroviari quotidiani della stazione Termini e di Tiburtina. In queste zone della Capitale i residenti devono fare i conti ogni giorno con spazzatura non raccolta, manto stradale dissestato, illuminazione carente, piazze dello spaccio a cielo aperto e una costante carenza di servizi pubblici primari. La scelta di puntare fortissimo sulle grandi opere centrali rischia così di amplificare la percezione di una città spaccata a metà, divisa tra la vetrina monumentale di rappresentanza e le periferie dimenticate.

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