Rottamazione quinquies 2026, nessuna tolleranza per il ritardo nelle rate
lentepubblica.it
L’ultima brutta notizia per chi aveva aderito sperando in un alleggerimento della rigidissima normativa, si può riassumere in ‘nessuna tolleranza sulle rate della rottamazione quinquies 2026’.
Una possibilità sulla quale molto si era scritto e detto ma che, di nuovo, si traduce in un nulla di fatto’ per un norma che non sembra essere stata sempre spiegata al pubblico nella maniera più semplice né nel modo più chiaro, un danno per i contribuenti che si aspettavano, anche in questa occasione, più promesse mantenute.
Numeri sottotono per la quinques
Non è un caso, certo la scarsa adesione registrata alla misura. Se la rottamazione quater aveva raccolto circa 3,8 milioni di domande complessive, ben diverso il risultato di questa ‘sanatoria’. Gli ultimi dati diffusi a 20gg dalla scadenza del 30 aprile, contavano poco più di un milione di adesioni, un dato che rappresenta solo il 23% della platea potenziale di cittadini interessati.
Nessuna flessibilità
Una misura senza alcuna flessibilità che sembra, ogni giorno di più, scontentare tutti. A differenza quindi di quanto richiesto e, come già detto, dal modo in cui la novità è stata raccontata dai più, la concessione di giorni extra lascerà fuori tutte le altre rate diverse dall’unica e dall’ultima. Per chiarire meglio, le novità introdotte in fase di conversione del DL Fiscale n. 38/2026, vedranno applicazione solo alla prima e unica rata e all’ultima. L’emendamento approvato in Commissione al Senato per estendere il termine di tolleranza è di portata ben inferiore alle attese e, soprattutto, agli annunci.
Obiettivo mancato?
La conversione in legge del Decreto Fiscale manca completamente l’obiettivo di applicare alla nuova rottamazione le stesse regole sui pagamenti previsti dall’edizione quater tutt’ora in corso. La legge di conversione approdata alla Camera per l’ok finale prevede infatti che i cinque giorni aggiuntivi rispetto alla scadenza si applicheranno solo all’unica rata prevista per il pagamento e a quella finale. Nessuna deroga in tutti gli altri casi.
Rischio elevato di perdere il diritto
La possibilità di non perdere il diritto alla rateizzazione in presenza di piccole dimenticanze o lieve ritardo, magari dovuto alla situazione economica contingente, rispetto alle scadenze ordinarie è un aspetto positivo che ha caratterizzato le ultime edizioni di definizione agevolata delle cartelle. Si tratta di tolleranze ovviamente minime che tengano conto di possibili problemi tecnici, o semplici dimenticanze, quando non si rispetti l’appuntamento in calendario. Questa norma che potremmo definire di buon senso è stata pensata proprio per “salvare” i ritardatari, che però non è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 in fase di messa a punto dell’edizione quinquies. Anche in questo caso, però, lo spazio per modifiche ex post sembra pochissimo quando inesistente.
I dettagli dell’emendamento
L’emendamento presentato alla formulazione iniziale è stato inserito al comma 2-bis inserito all’articolo 10 nella legge di conversione del DL Fiscale n. 38/2026. La tolleranza di cinque giorni rispetto alle scadenze ordinarie si applicherà limitatamente ai pagamenti previsti dalle lettere a) e c) del comma 95, articolo 1 della Legge di Bilancio 2026. Un risultato diverso dalle richieste e alle aspettative dei contribuenti.
In termini pratici, operativi, infatti, la possibilità di sforare si potrà applicare solamente:
- Al debitore che avrà deciso di non dilazionare il dovuto ma di pagarlo in un’unica rata.
Sarà tollerato, in questo caso, uno scostamento fino ad un massimo di 5 giorni per effettuare il pagamento, da versare entro il 31 luglio 2026;
- Al debitore che avrà scelto di dilazionare il dovuto in più rate, ma solo per l’ultima rata da versare.
Tolleranza solo sulla prima e l’ultima rata
Va detto, comunque, che la ridotta rigidità introduce i cinque giorni di tolleranza sull’unica rata, così come sull’ultima. Sono, però, quelle per le quali il mancato rispetto della scadenza compromette l’intero processo. Il rischio è la decadenza immediata con conseguente interruzione dei benefici della rottamazione quinquies. Un rischio che in questo modo diventa lievemente meno gravoso.
Massima attenzione
Chi ha deciso, dunque, di pagare un po’ per volta le somme dovute dovrà porre particolare attenzione alle date previste per le scadenze, poichè non potrà contare su giorni aggiuntivi rispetto alle scadenze ordinarie di pagamento. Un difetto di attenzione allo scadenzario può compromettere l’intero piano di rateizzazione e far decadere dalla definizione agevolata. Un rischio non da poco di veder venir meno i benefici economici e gli stessi termini di sospensione delle procedure di riscossione coattiva.
Non ci saranno deroghe
È ormai chiaro e decisione definitiva che non ci saranno deroghe. Le scadenze delle rate restano perentorie, senza i cinque giorni di tolleranza. Una nota dolente, l’ennesima, per chi aspettava correttivi di maggior favore con la conversione del DL Fiscale 2026. Occhi aperti dunque, e allert ben diffusi su tutte le agende e gli scadenzari possibili poiché la Rottamazione Quinquies perderà i propri effetti, e benefici, in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, del piano che verrà comunicato ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 30 giugno 2026. I moduli di pagamento verranno inviati direttamente al contribuente.
Le scadenze e l’estensione
Ricordiamo che la scadenza della prima rata per la rottamazione-quinquies è stata estesa al 31 luglio 2026. Una ulteriore proroga di tre mesi per le aree colpite dal maltempo, esclusivamente i contribuenti che, alla data del 18 gennaio 2026, avevano residenza o sede legale o operativa in immobili danneggiati e dichiarati inagibili, situati nei territori di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dal ciclone Harry. Il Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026 ha dichiarato ufficialmente, infatti, per queste aree, lo stato di emergenza.
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