"Russia minaccia imminente. L'Italia dica sì a Safe". Parla Marco Minniti

08 Luglio 2026 - 06:51
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Ci sono rischi, ma anche opportunità da cogliere. Per questo, dice Marco Minniti, “sarebbe molto importante che l’Italia confermasse il suo impegno sul Safe così come gli impegni sulla spesa militare”. L’Europa? “Se vuole essere protagonista deve perseguire la propria autonomia strategica e migliorare le capacità di Difesa. Non è una rottura o una sfida, è la chiave per mantenere e rafforzare il rapporto con gli Stati Uniti”. E gli attacchi di Trump alla presidente del Consiglio? “Inaccettabili e ingiustificabili. Ma la risposta di Giorgia Meloni è stata forte e dignitosa. In questa fase è importante non farsi coinvolgere nel corpo a corpo quotidiano, specialità in cui il presidente americano è inarrivabile”. L’ex ministro dell’Interno, presidente di Med’Or Italian Foundation, parla al Foglio mentre ad Ankara, è in corso il vertice Nato. “Un summit delicato, in cui tuttavia l’Europa ha delle carte da giocare”. 

Marco Minniti risponde mentre le agenzie battono i flash in arrivo dalla Turchia: Trump rilancia sulla Groenlandia e sul disimpegno dalle basi europee. Elogia Erdogan e attacca l’Europa. Presidente, cosa succede ad Ankara? “E’ un vertice particolarmente importante, che arriva al culmine di una fase a dir poco complicata, di incertezza assoluta. Ma l’Europa può affrontarlo con serenità, con la consapevolezza di poter essere centrale”. Che intende? “Quando i paesi europei hanno messo in campo una posizione netta, questa ha contato. Pensi alla Groenlandia, Trump ha dovuto tenerne conto”. Ma non solo. La “serenità” a cui fa riferimento Minniti deriva da altri fattori. “Quando il presidente americano solleva il tema dell’impegno dei paesi europei nella Nato, parla di un tema reale e sentito dalla sua opinione pubblica. Ma in questi mesi, come ha sottolineato il segretario generale della Nato Mark Rutte, l’Europa si è impegnata a fare di più. E’ il segno di un progetto che punta a una più forte impronta europea: un’Alleanza atlantica in cui il rapporto con gli Stati Uniti resta centrale, ma con un’Europa più forte”. C’è però chi mette in dubbio che questo disegno piaccia agli americani. Trump sostiene che può fare a meno dei paesi europei e al contempo lamenta lo scarso impegno di Italia, Germania, Regno Unito in Iran. “Al di là di quanto Trump faccia finta di non intendere – è convinto l’ex ministro – un’autonoma capacità di difesa dell’Ue non rappresenta né una sfida, né una rottura. E’ l’esatto opposto. Un’Europa autonoma, ma dentro la Nato, costituisce un supporto strategico per gli Stati Uniti”. Così come, altrettanto strategiche sono le basi militari nel nostro continente. “Certamente sono un elemento di sicurezza per chi le ospita, ma prima ancora sono indispensabili per la potenza economica e militare americana. Ritirarsi sarebbe un problema anche per l’America e per Trump”. Che tuttavia sembra proiettato su altri scenari. Ad Ankara si capirà ancora meglio quali sono le reali prospettive con Volodymyr Zelensky, ospite del summit Nato. “Vedremo oggi le intenzioni concrete. L’Ucraina ha sviluppato una capacità che le consente di colpire in profondità in Russia, ma è fragile nella protezione aerea. Evitare le stragi di civili tiene aperta la porta della pace, anche se Putin non dà alcun segnale di volere un accordo”.

Secondo Minniti è sempre più evidente la “divergenza strategica” tra Ue e Stati Uniti. “Per Trump la Russia non è una minaccia immediata. Per noi è invece imminente. La vicenda dei due italiani, arrestati per spionaggio, è l’ennesimo segnale dell’aggressività del Cremlino, che non possiamo sottovalutare. Nella stessa direzione va la pressione di Putin su Polonia e baltici”. Di nuovo si torna alle capacità di difesa europee: “Decisive se vogliamo difendere la sicurezza, anche degli italiani, con un filo rosso che unisce il fronte est al Mediterraneo. Non è un caso che il vertice Nato si tenga in Turchia, capace di essere nella Nato e di mediare con Putin, ma anche riferimento per i paesi del sud del mondo, per i non allineati del terzo millennio”, dice ancora Minniti. “Per queste ragioni ritengo fondamentale che l’Europa vada avanti con le decisioni già prese sulla difesa. Sarebbe inoltre molto importante che l’Italia confermasse il suo impegno per il Safe”.

Eppure il governo non sembra così convinto, mentre in Parlamento c’è un blocco trasversale che si oppone. “Il futuro della convivenza civile – spiega il presidente di Med’Or – è connesso alla difesa dei nostri valori. Non c’è contraddizione tra questo progetto e il sentimento popolare. Mai come adesso le democrazie del mondo sono sfidate e non comprenderlo sarebbe peggio di un crimine, sarebbe un errore”.

All’indomani dell’elezione di Trump, lei aveva messo in guardia sui rischi di un rapporto troppo stretto con lui. Oggi il ponte è crollato, in compenso ci sono stati attacchi e insulti. “Inaccettabili. Meloni ha risposto in maniera forte e dignitosa, così come è stata positiva la risposta del sistema paese. Il tema però è avere una forte collocazione storico-politica, l’Italia non può prescindere da tre pilastri”. Quali? “La Nato e il rapporto con l’America, che va al di là del presidente di turno. L’Europa, in un quadro in cui bisogna passare dal ‘fare meno, fare meglio’ a ‘fare di più e fare meglio’. E infine la consapevolezza di essere il punto di congiunzione tra Stati Uniti, un’Ue autonoma strategicamente e il sud del mondo. Tutto questo oltre ad avere un risvolto geopolitico – conclude Minniti – avrebbe anche una straordinaria ricaduta economica, aprendo il paese a nuovi mercati”.

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