Satelliti al collasso? Arriva il microchip europeo che usa la luce
Lo spazio orbitale terrestre sta diventando un immenso e caotico ingorgo, non solo di pezzi di hardware, ma a quanto par eanche digitale. Tra dirette streaming in alta definizione e la crescita di visori per la realtà virtuale e aumentata, lo scambio di dati ha raggiunto picchi mai visti prima, mettendo in crisi le tradizionali frequenze radio satellitari ormai sature.
La soluzione per non far bloccare la rete globale potrebbe arrivare da un minuscolo e sofisticato microchip capace di abbandonare l'elettronica classica per affidarsi completamente alla fisica della luce.
L'Agenzia Spaziale Europea ha deciso di investire un milione di euro per finanziare il progetto dell'azienda irlandese Pilot Photonics. Questo schema di sviluppo punta a ottimizzare un dispositivo specifico, l'Unità di Generazione di Frequenza Ottica, per renderlo abbastanza robusto da sopravvivere alle condizioni estreme dello spazio profondo. Invece di far viaggiare gli elettroni attraverso i classici circuiti in rame, questa tecnologia elabora i fotoni sfruttando circuiti integrati fotonici. Una tecnologia avveniristica, che potrebbe risolvere i problemi delle comunicazioni orbitali da qui ai prossimi anni.
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