Sentenza Ponte Morandi, Salis: “Risposta a un dramma per famiglie e città, ora cambi la cultura della prevenzione”

16 Luglio 2026 - 19:10
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Sentenza Ponte Morandi, Salis: “Risposta a un dramma per famiglie e città, ora cambi la cultura della prevenzione”
Generico luglio 2026

Genova. “Questa è una giornata dal peso storico ed emotivo enorme per la città di Genova, è una sentenza che era attesa da tempo e da sindaca di Genova non potevo non essere presente”, sono le prime parole, a caldo, di Silvia Salis, dopo la lettura del dispositivo nel processo di primo grado sul crollo di Ponte Morandi.

Salis era presente alla lettura della sentenza in rappresentanza del Comune di Genova che, come ente, era costituito come parte civile al processo. In aula anche Stefano Balleari, presidente del consiglio regionale, per la Regione Liguria, altra istituzione che si era costituita parte civile. Ma la volontà di “esserci” non era legata solo a motivi giudiziari.

Il mio pensiero oggi va alle vittime, ai parenti delle vittime, e al grande lavoro portato avanti dalla magistratura, oltre naturalmente a quello che è successo”.

“Non si commentano le sentenze e le condanne – continua – ma questo giorno è una risposta a un dramma, un dramma vissuto dalle famiglie che hanno perso 43 persone, e un dramma che ha colpito anche la città di Genova”.

“Quello che da amministratrice pubblica posso sperare nasca da una tragedia come questa – sottolinea – è la consapevolezza che non si può agire solo in seguito alle tragedie e in seguito alle emergenze, serve programmazione e serve pensare che la messa in sicurezza del Paese non è qualcosa da eludere per risparmiare ma qualcosa di necessario e indispensabile per non rischiare poi di trovarci a vivere giornate come questa”.

“Anche la ferita della città resta aperta perché Genova non dimentica e non dimenticherà mai – ha aggiunto Salis – Le sentenze non si commentano, ma, a nome della città, voglio solo esprimere il massimo rispetto per l’enorme lavoro svolto dalla magistratura e dagli inquirenti per fare luce su questa ferita. E in questo momento voglio ricordare anche il pm Massimo Terrile“.
Per Salis «la pronuncia di oggi inizia a restituire dignità e certifica responsabilità che non potevano restare impunite. Il Comune si è costituito parte civile e oggi è stato riconosciuto il danno subito dalla città e il diritto a ottenere un congruo risarcimento in sede civile. Genova, in questi otto anni, ha mostrato ancora una volta al mondo la sua resilienza: si è rialzata, ha ricostruito e iniziato a guardare avanti, anche grazie al lavoro dei due commissari che hanno guidato l’emergenza prima e la ricostruzione poi».
“Questa sentenza dà un nome e un cognome alle responsabilità per la morte di 43 persone innocenti, conferma che quello che è accaduto il 14 agosto 2018 non è stata una fatalità, ma la conseguenza tragica di scelte e omissioni – ha concluso – La decisione di oggi deve diventare una pietra d’angolo per tutto il Paese e la memoria del Morandi deve restare un monito perpetuo: la sicurezza pubblica, la vita umana non possono mai più essere sacrificate in nome del profitto. La tutela e la manutenzione del bene pubblico, delle infrastrutture devono venire sempre prima degli interessi economici. Questo, oggi, vuol dire anche chiarezza, trasparenza, risorse e velocità nei tempi di esecuzione dei lavori di manutenzione e messa in sicurezza, perché l’onda lunga delle conseguenze negative del crollo del Ponte Morandi, anche sulla città, è ancora ben lontana dall’esaurirsi”.

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