«Senza un’Europa più unita, finiamo ai margini», il futuro del continente sul tavolo a Castronno

Maggio 08, 2026 - 08:15
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«Senza un’Europa più unita, finiamo ai margini», il futuro del continente sul tavolo a Castronno
massimo gaudina vincenzo salvatore

Il percorso dell’integrazione europea, iniziato ufficialmente il 9 maggio 1950 con la dichiarazione di Robert Schuman, attraversa oggi una fase critica. A quasi settant’anni dai trattati istitutivi della Comunità Economica Europea – settant’anni tra successi (soprattutto economici) e lacune politiche – il quadro che si delinea è complesso. Di fronte alle crisi internazionali, alla riconfigurazione degli equilibri geopolitici e alla forte competizione di Stati Uniti e Cina, l’Europa si trova di fronte a un bivio: avviare subito una “manutenzione” delle proprie istituzioni, oppure rischiare di diventare irrilevante.

«Accelerare l’integrazione, per non finire ai margini»

È questo il tema centrale della riflessione di Vincenzo Salvatore, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi dell’Insubria e co-conduttore, insieme al giornalista e funzionario europeo Massimo Gaudina, del podcast Giù le mani dall’Europa in onda su Radio Materia. Secondo il docente, se dal punto di vista del mercato unico e della libera circolazione i risultati positivi dell’Unione sono evidenti nella vita quotidiana dei cittadini, la vera sfida adesso si sposta sulla capacità dell’Unione di agire come attore politico unitario.

«Dal punto di vista del mercato, l’integrazione ha avuto successo – spiega il professor Salvatore –. Sono state abolite le frontiere, le merci e i servizi circolano liberamente e i vantaggi per i consumatori sono notevoli: dalla riduzione dei costi dei trasporti aerei alla possibilità di studiare e lavorare in qualsiasi Stato membro con titoli riconosciuti. Tuttavia, ci sono ambiti in cui la macchina sembra essersi fermata. Abbiamo fatto affidamento su un contesto geopolitico che ritenevamo immutabile, ma il mondo è cambiato. Se non accelera il suo percorso di integrazione politica, l’Europa rischia di essere esclusa dal “campionato” in cui giocano giganti come Cina, Russia e Stati Uniti».

Tra i nodi cruciali è la mancanza di una politica estera e di difesa comune, oltre alla necessità di un bilancio europeo più corposo. Attualmente, le risorse comunitarie pesano circa per l’1% del Pil globale dell’Unione, una cifra che Salvatore definisce marginale per affrontare le grandi sfide della sicurezza, dell’energia e dell’immigrazione. «In un mondo di 8 miliardi di persone, l’Europa conta 450 milioni di abitanti. Se ci frammentiamo nei singoli stati, uno come l’Italia con 60 milioni non tocca palla. Se non siamo in grado di alimentare la crescita economica, rischiamo di diventare periferici».

«Europa più vicina di quanto si pensi»

Salvatore intende smontare anche il mito della “lontananza” di Bruxelles dalla quotidianità dei cittadini, sottolineando come nei momenti di crisi l’Unione abbia dimostrato l’efficacia di un coordinamento centrale. Un esempio su tutti è la gestione della pandemia: «Se l’Europa – illustra il docente – non avesse finanziato lo sviluppo dei vaccini e acquistato dosi per tutti gli Stati membri, ci sarebbe stata una cannibalizzazione. La Germania avrebbe avuto un potere d’acquisto, Malta o Cipro un altro. Un’azione congiunta ha invece garantito una distribuzione uniforme e rapidissima».

A Castronno un incontro per condividere idee e dubbi sul futuro dell’Europa

Per approfondire queste tematiche e favorire un confronto diretto, Vincenzo Salvatore e Massimo Gaudina condurranno un incontro aperto al pubblico intitolato Europa, quale futuro?, previsto per martedì 12 maggio alle 21:00 a Materia, la sede di VareseNews a Castronno. L’evento è rivolto agli ascoltatori e a tutti gli interessati, con l’obiettivo di ascoltare i loro dubbi e dialogare insieme sulle prospettive per il continente – Prenota qui il tuo posto

«Vogliamo capire qual è la percezione diffusa e la sensibilità di chi è interessato a comprendere come l’Europa funziona e cosa invece non va – conclude il professore –. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini sull’importanza di ciò che l’Unione sta facendo e suscitare una curiosità che possa tradursi in domande, chiarimenti e anche critiche».

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