Sestri Ponente si interroga sulla sicurezza dopo la manifestazione: “Il vero problema è l’impatto di Fincantieri”

08 Luglio 2026 - 10:40
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Sestri Ponente si interroga sulla sicurezza dopo la manifestazione: “Il vero problema è l’impatto di Fincantieri”
via sestri

Genova. Il giorno dopo la manifestazione sulla sicurezza, sfociata nella tensione quando il corteo ha incontrato la contromanifestazione organizzata dall’Anpi e nell’aggressione ad alcuni giornalisti, via Sestri sembra essere tornata alla normalità. Una normalità un po’ diversa rispetto al solito: c’è il campionato mondiale di Orienteering e piazza Baracca è chiusa al traffico. Sono parecchi i tifosi arrivati soprattutto dal Nord Europa, dove questo sport è nato, per sostenere gli atleti. Un turismo che per Sestri Ponente è una novità, anche tra i cittadini prevalgono le lamentele per aver chiuso un nodo fondamentale per la viabilità del quartiere.

Mentre su Facebook nei gruppi di quartiere continuano le divisioni e le accuse, con alcune ricostruzioni anche poco fedeli rispetto a ciò che è successo, per strada e nei negozi prevale invece l’analisi di buon senso che non nasconde i problemi, ma li focalizza senza preconcetti di schieramento politico.

Non è un caso che il Civ di Sestri Ponente non abbia voluto partecipare come gruppo alla manifestazione, lasciando la libertà ai singoli commercianti di sfilare in corteo o meno proprio perché la questione rischiava di essere strumentalizzata. Le presenze in prima fila di esponenti primari della destra ligure da un lato (Fratelli d’Italia, Futuro Nazionale, Lega) e di Avs dall’altro, pur senza bandiere di partito, hanno dato ragione ai timori dei commercianti.

Agostino Gazzo, già presidente del Civ e titolare dell’Antica Gioielleria Magnone, commenta: “Sarebbe stato importante catalizzare l’attenzione trasversalmente. Sul tema della sicurezza tre anni fa abbiamo avuto un incontro in prefettura e ci è stato detto che era una nostra percezione. Poi dati ci hanno dato ragione: le azioni di piccola criminalità sono aumentate. Bisogna lavorare sul territorio a partire da una maggiore illuminazione pubblica e prestare attenzione a certe attività come le sale giochi e i distributori automatici h24 che rappresentano un punto di incontro delicato”.

Rossella, titolare della rivendita di tabacchi di piazza Baracca, dichiara: “Da un paio di anni a questa parte mi sento meno sicura, dopo le 17 in zona circolano personaggi poco raccomandabili, spesso alterati dall’alcol e quindi magari anche bruschi e nervosi quando entrano in negozio. L’altro giorno sono passati i carabinieri, molto gentili, però servirebbe un maggiore presidio. C’è anche una questione di educazione civica, la piazza spesso è sporca perché le persone gettano di tutto nelle aiuole”.

L’alcol è uno dei problemi, insieme al piccolo spaccio: ha riaperto proprio in questi giorni il bar di via Travi che da tempo è oggetto di segnalazioni di risse e frequentazioni problematiche dopo lo stop di cinque giorni. Anche la zona vicino al supermercato In’s di via Cerruti è spesso ritrovo di persone alterate dagli alcolici, così come il Mercato del Ferro, che dopo anni di agonia chiuderà il 2 agosto per essere riconvertito a centro civico.

“Come Civ – aggiunge Gazzo − non abbiamo mai messo l’accento sulla nazionalità delle persone, ma abbiamo sempre detto che se in un territorio dove i servizi sono già scarsi, dove l’ospedale è a mezzo servizio, se in poco tempo arrivano cinque, sette, diecimila persone per lavorare a Fincantieri, le istituzioni e l’azienda devono farsi carico di queste persone partendo dai mediatori culturali per l’integrazione e dai servizi sanitari”.

Parlando con i cittadini sestresi, più che il problema della sicurezza, che non viene certo sottovalutato, ma ritenuto più pressante in zone come il centro storico, emerge quello della convivenza civile con l’immigrazione da Paesi come il Bangladesh: lavoratori di Fincantieri che spesso trasferiscono tutta la famiglia a Sestri e poi, magari, dopo qualche mese vengono scaricati, cadendo in problematiche legate alla casa e finendo magari nella spirale dell’alcol. Le principali lamentele riguardano l’abbandono di rifiuti ingombranti indiscriminato con la ricomparsa di bombole di gas accanto ai bidoni, prove di un probabile cambiamento nella gestione delle utenze per chi affitta gli appartamenti agli operai dall’estero. Anche l’acquisto di centinaia di bottiglie di acqua nei supermercati da parte di queste persone è un segnale che qualcosa non va.

Il vero elefante nella stanza di Sestri Ponente sembra essere dunque proprio Fincantieri. Gazzo ricorda: “Come Civ eravamo stati promotori della manifestazione contro la chiusura del cantiere, ma purtroppo l’azienda oggi non investe un euro sul territorio. Occorre innanzitutto una riflessione ampia e univoca sui contratti di queste persone per far rispettare i diritti di questi lavoratori. Abbiamo fatto degli incontri per chiedere a Fincantieri che si professa campione di welfare il rispetto delle norme Ue, mettendo a bilancio i costi per mitigare i cambi inevitabili sul territorio a causa dell’arrivo di questi lavoratori di cui dovrebbe anche farsi carico a livello sanitario almeno nei primi mesi. Ricordo che l’azionista di maggioranza di Fincantieri è lo Stato”. Il problema dei subappalti senza controllo e quindi di un’immigrazione da paesi molto poveri è una questione di leggi nazionali. Per questo Gazzo auspica che a livello trasversale i parlamentari liguri di ogni colore, Regione e Comune, facciano fronte unico e pressione forte“.

I servizi, così come sono, sono in difficoltà. Gazzo sottolinea: “Ci sono centinaia di domande in stand-by per i cambi di residenza perché il Comune non ce la fa a smaltirle. Anche l’anagrafe del Municipio è in difficoltà”.

Il diverso fa sempre paura, soprattutto quando la lingua, i costumi e le abitudini sono molto diverse. C’è chi invece apprezza come Lucia e Massimo, due residenti nel Medio Levante che però a Sestri vengono spesso e volentieri: “C’è un’aria più vivace, qui”, commentano con un sorriso.

“Problemi di sicurezza non ne ho avuti qui a Sestri − dice Giorgia, una signora di mezza età − ma la sera non esco, tra lavoro e la mamma da accudire. La figlia le fa eco: io esco, ma non mi sono mai sentita in pericolo”. E in effetti passeggiando per via Sestri la notte, soprattutto d’estate, si incontrano più persone accaldate che cercano un po’ di fresco o fanno passeggiare il cane.

Anche Lorenzo, in giro nel pomeriggio con il suo quattrozampe in Villa Rossi, il principale parco pubblico cittadino, non registra troppi problemi: “Mi muovo spesso di notte perché faccio i turni, ma di situazioni eclatanti non ne ho mai viste. Qualche ubriaco, ma nulla di diverso rispetto ad altre parti della città. A me hanno forzato il bauletto dello scooter, cose che purtroppo capitano da sempre”.

Villa Rossi, che sui social alcuni cittadini vorrebbero vietare come luogo di preghiera per i musulmani nelle principali ricorrenze islamiche, non è cambiata molto rispetto a qualche anno fa. Il chiosco della vendita delle bibite è ormai un lontano ricordo, ma i ragazzini giocano sempre col pallone o usano scivoli e altalene come vent’anni fa. Sulle pachine mamme e nonni si godono l’ombra e i commenti sono un po’ tutti uguali: di pericoli per la propria incolumità, nella Villa, non se ne vedono. I giochi vicino all’ingresso di piazza Poch sono magari usati anche da chi non dovrebbe, i capannelli di adolescenti suscitano qualche sospetto, ma nulla di più.

E chi ricorda i bei tempi andati e come Sestri è peggiorata forse ha dimenticato gli scippi e le rapine all’ordine del giorno durante il terribile periodo del dilagare dell’eroina negli anni Ottanta e l’immancabile rissa tra bande al termine della sfilata del carnevale.

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