Simulatori che parlano, piangono e sudano: a Bologna nasce SimBo, uno dei centri di formazione medica più avanzati d’Italia

24 Giugno 2026 - 11:59
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Simulatori che parlano, piangono e sudano: a Bologna nasce SimBo, uno dei centri di formazione medica più avanzati d’Italia

Bologna, 24 giugno 2026 – Una vera sala chirurgica attrezzata alla perfezione, un’équipe multidisciplinare che lavora attorno al tavolo operatorio e un paziente che si lamenta, suda e piange. Sembra una scena di ordinaria emergenza all’interno di un ospedale, e l’obiettivo è proprio quello. Perché in realtà il blocco operatorio è uno degli ambienti del nuovo Centro di Simulazione del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, i professionisti sono impegnati in una seduta di formazione e il paziente non è una persona in carne e ossa, ma un simulatore “top di gamma”: ossia una replica robotizzata del corpo umano dotata di intelligenza artificiale e capace di riprodurre parametri vitali, fattori neurologici ed emozionali, alterazioni cardiache-polmonari e reazioni fedeli agli stimoli esterni.

Ha inaugurato ufficialmente questa mattina SimBo, il nuovo Centro di Simulazione ricavato all’interno del Padiglione 25 del Policlinico bolognese. Lo storico blocco operatorio, che fino a pochi anni fa ospitava buona parte dell’attività chirurgica del Sant’Orsola (poi spostata nel moderno Polo Cardio Toraco Vascolare) e che nel 2020 era stato riconvertito in Padiglione Covid, rivive ora sotto una nuova veste. All’interno delle sale operatorie e delle rianimazioni dismesse è stata infatti realizzata un’avanzata struttura dedicata alla formazione dei professionisti: qui medici e operatori delle professioni sanitarie possono esercitarsi sul campo simulando scenari complessi e critici in un ambiente totalmente immersivo come ce ne sono pochi nel Paese, imparando, affinando e migliorando tecniche e protocolli prima di impiegarli sul paziente in carne e ossa.

Il Centro di simulazione dell’IRCCS, sviluppato dal Policlinico anche grazie alla collaborazione dell’Università di Bologna, si estende su un’area di quasi mille metri quadrati e include due sale operatorie con altrettanti ambienti dedicati al debriefing, una cabina di regia, uno spogliatoio e, al piano superiore, un reparto di degenza e una terapia intensiva completamente attrezzata. Con l’arrivo dei nuovi simulatori “top di gamma”, il Centro di Simulazione entra a pieno regime dopo una prima fase di rodaggio.

Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi, il magnifico rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, l’assessora all’Economia di vicinato e Commercio del Comune di Bologna Luisa Guidone e le direttrici generali del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS e dell’Azienda USL di Bologna, Chiara Gibertoni e Anna Maria Petrini.

“Grazie all’impegno e alla passione dei tanti professionisti che hanno collaborato alla nascita di SimBo, l’IRCCS si conferma ancora una volta un punto di riferimento per la cura associata alla ricerca e alla formazione continua ma anche per lo sviluppo di tecnologie e infrastrutture all’avanguardia – commenta Chiara Gibertoni, direttrice generale del Policlinico – La simulazione avanzata permette di potenziare i programmi educativi, ridurre il rischio clinico e migliorare la qualità dell’assistenza, contribuendo in modo significativo alla sicurezza dei pazienti. Ma consente anche di rafforzare il legame tra il singolo professionista e la comunità in cui lavora, supportando lo sviluppo strutturato e continuativo delle competenze e favorendo al tempo stesso lo scambio interpersonale e la fiducia reciproca tra operatori”.

“Grazie a Simbo la nostra Regione consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale nella formazione sanitaria avanzata, valorizzando un modello multidisciplinare capace di coinvolgere medici, infermieri, professionisti sanitari e studenti – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi – Investire nella formazione significa investire direttamente nella sicurezza delle cure, nell’attrattività delle professioni sanitarie e nella capacità del sistema sanitario pubblico di affrontare le sfide di oggi e di domani. Dunque, grazie al Sant’Orsola e all’Università per aver lavorato insieme a un risultato che porterà concreti benefici a tutta la nostra comunità, riducendo il rischio clinico, migliorando la sicurezza dei pazienti e rafforzando la qualità dell’assistenza”.

“Il Centro di Simulazione Clinica – dichiara il rettore Giovanni Molari – nasce da una collaborazione avviata ormai tre anni fa tra l’Università e il Policlinico e vuole essere un ponte non solo tra didattica e pratica assistenziale, ma anche tra formazione e ricerca clinica. Infatti, oltre a potenziare la capacità formativa a vantaggio in ultima analisi dei pazienti, il Centro dovrà mettere a punto metodi nuovi standard educativi per portare studenti, specializzandi e professionisti più vicini alla frontiera scientifica”.

“L’attività di simulazione sta assumendo sempre più importanza in ambito medico – dichiara il prof. Livio Presutti, già direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica del Sant’Orsola e responsabile scientifico di SimBo – Per studenti e professionisti avere a disposizione uno spazio come questo significa accorciare i tempi di formazione, affinando tecniche chirurgiche e procedure interventistiche in modo estremamente realistico prima di trasferirle nel lavoro quotidiano”.

Ma SimBo permette anche di testare le cosiddette “non technical skills” negli scenari di emergenza, come ad esempio una difficile gestione delle vie aeree, un’emorragia massiva o un parto che si complica all’improvviso. Eventi che sul campo non si presentano di frequente, ma che quando si verificano devono essere gestiti efficacemente. “Queste situazioni portano a sviluppare, oltre alle abilità tecniche, anche le capacità di leadership e di gestione della pressione – continua Presutti – SimBo permette di insegnare e sperimentare tutto ciò in sicurezza, diminuire ulteriormente il rischio dei pazienti e attrarre ancora di più giovani talenti verso la professione, mostrando loro fin da subito il potenziale di questo lavoro”.

Le attività di formazione si concentrano soprattutto sulle aree dell’emergenza-urgenza, pediatrica e donativo-trapiantologica, ma sono adatte a ogni tipo di specializzazione. Le simulazioni vengono inoltre registrate in modo da essere analizzate in un successivo debriefing per individuare le aree di miglioramento.
“Il valore aggiunto di questo Centro di Simulazione è che è stato realizzato all’interno di sale operatorie che fino a qualche anno fa facevano parte dell’assistenza sanitaria di questo grande ospedale – spiega il prof. Tommaso Tonetti, responsabile medico di SimBo – Questo ci permette di garantire l’estremo realismo degli ambienti, che replicano in tutto e per tutto il setting chirurgico”.

I simulatori “top di gamma” e “ad alta fedeltà”. Al momento per esercitarsi i professionisti hanno a disposizione tre simulatori top di gamma e sette simulatori ad alta fedeltà. Si tratta di riproduzioni del corpo umano (disponibili nella versione adulta, pediatrica e neonatale per le diverse esigenze) che imitano in tutto e per tutto i pazienti. I simulatori top di gamma, in particolare, sono dotati di intelligenza artificiale, mimica facciale, capacità di parlare, muovere le braccia, sudare e piangere. Possono ad esempio esprimere dolore con smorfie ed esclamazioni o contorcersi in preda alle convulsioni, mentre la pupilla risponde alle fonti luminose allargandosi o restringendosi. In più tali simulatori si interfacciano efficacemente con tutta la strumentazione del Policlinico: questo significa che i dispositivi medici come l’elettrocardiogramma sono in grado di leggere i parametri vitali emessi dallo stesso simulatore. Una caratteristica che permette non solo di aumentare il realismo della simulazione, ma anche di offrire a studenti e professionisti l’opportunità di familiarizzare con le stesse apparecchiature che utilizzeranno nella pratica clinica.

Si tratta di sistemi di ultima generazione (il valore del modello più avanzato supera i 200mila euro) capaci di riprodurre parametri vitali, alterazioni cardiache-polmonari e reazioni fedeli agli stimoli esterni. Per l’acquisizione dei dispositivi del Centro (i simulatori “top di gamma” e “ad alta fedeltà”, ma anche altri strumenti) sono stati finora impiegati 500mila euro derivanti da fondi PNRR.

L’impronta multidisciplinare: già 2.700 professionisti formati. Alcuni corsi sono iniziati già lo scorso anno: nel 2025 le attività del Centro hanno coinvolto complessivamente circa 2.700 partecipanti tra personale sanitario interno, studenti e medici in formazione specialistica e personale amministrativo.

Rispetto ad altri centri di questo tipo, che si rivolgono a singole categorie di professionisti, SimBo adotta un’identità fortemente multidisciplinare: un’impronta che si traduce nella possibilità di simulare eventi che coinvolgono équipe complete. “In questo modo – chiarisce Tonetti – quando andiamo a simulare un arresto cardiaco o uno shock emorragico, il personale è esattamente quello realmente presente sul campo”.

L’importanza della simulazione: un convegno scientifico per parlarne con vigili del fuoco e piloti dell’Aeronautica. Il taglio del nastro ha preceduto l’avvio di un convegno scientifico dedicato al tema della simulazione, ospitato per tutta la giornata nella vicina aula “I Maestri”. Tra interventi, discussioni e tavole rotonde, l’evento vede la partecipazione di diversi esperti del settore sanitario ma anche di piloti dell’Aeronautica Militare Italiana e di dirigenti dei Vigili del Fuoco.

Oggi pomeriggio, inoltre, sono in programma visite guidate ai locali di SimBo aperte alla cittadinanza (le iscrizioni sono chiuse), mentre domani è previsto un evento satellite di Open Day dedicato ai professionisti sanitari con un’esperienza immersiva pensata per conoscere strumenti innovativi e confrontarsi con esperti del settore.

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