Siracusa, scontro sul bando per il Dg Iacp. Sangregorio (Cda): “scelta senza trasparenza”

13 Ottobre 2026 - 19:25
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Siracusa, scontro sul bando per il Dg Iacp. Sangregorio (Cda): “scelta senza trasparenza”

Si riaccende lo scontro all’interno del Consiglio di amministrazione dell’IACP di Siracusa sulla procedura per la nomina del nuovo direttore generale. Il 13 ottobre la maggioranza del Cda ha approvato la riapertura dei termini dell’avviso pubblico, confermandone l’impianto originario. Una decisione contestata dal consigliere Andrea Sangregorio, che denuncia criticità procedurali e il mancato accoglimento delle proposte avanzate per rendere la selezione più trasparente e verificabile.

La seduta era stata convocata d’urgenza con lo stesso ordine del giorno della riunione del 9 ottobre. Sangregorio, che non ha partecipato ai lavori dopo aver comunicato per iscritto le proprie ragioni il giorno precedente, solleva diversi interrogativi sulle modalità della convocazione.

Secondo il consigliere, il verbale della precedente seduta non era ancora stato trasmesso né approvato, mentre nella convocazione non sarebbe stata indicata alcuna motivazione dell’urgenza. Inoltre, non sarebbero stati messi a disposizione nuovi documenti tali da giustificare una diversa valutazione e lo schema di deliberazione sarebbe arrivato soltanto il giorno stesso della riunione.

Al centro della contestazione c’è soprattutto il mancato recepimento di una proposta di integrazione dell’avviso presentata da Sangregorio il 9 ottobre, con la richiesta che venisse allegata al verbale e sottoposta al voto come emendamento.

La proposta, spiega il consigliere, intendeva dare attuazione alle indicazioni contenute in una nota regionale del 22 settembre, che richiama la necessità di una motivazione “analitica, puntuale e oggettivamente riscontrabile” nella scelta del direttore generale, attraverso una procedura capace di garantire “l’effettiva concorrenzialità e la piena intelligibilità dell’iter decisionale”.

Tre gli interventi suggeriti: l’introduzione di criteri di valutazione misurabili, con punteggi motivati per esperienza dirigenziale e competenze specifiche; la costituzione di una commissione tecnica composta da tre esperti indipendenti, incaricata di esaminare comparativamente le candidature; il mantenimento della decisione finale in capo al Consiglio di amministrazione, sulla base di una motivazione esplicita.

Nessuna di queste modifiche, sostiene Sangregorio, è stata accolta dalla maggioranza. L’avviso approvato il 13 ottobre non prevede infatti una commissione di valutazione e mantiene il conferimento dell’incarico al Consiglio di amministrazione, su proposta della presidente. Le contestazioni riguardano anche altri aspetti della procedura. Secondo Sangregorio, la maggioranza avrebbe abbandonato alcune indicazioni avanzate dallo stesso consigliere e dal Collegio straordinario dei sindaci, che erano state recepite in uno schema predisposto dagli uffici l’8 ottobre.

Tra queste, il collegamento della procedura all’approvazione del Piao e la previsione di una durata triennale dell’incarico, successivamente portata al limite massimo di cinque anni. Sarebbe stata mantenuta soltanto la possibilità, per i candidati che hanno già presentato domanda, di integrare la documentazione.

Il consigliere segnala inoltre che il trattamento economico del futuro direttore generale sarebbe stato rinviato a una successiva determinazione, senza l’indicazione del livello contrattuale. Una circostanza che, a suo giudizio, non consentirebbe di quantificare preventivamente il costo dell’incarico e verificarne la copertura finanziaria. Sangregorio lamenta anche la mancanza dei pareri di regolarità tecnica e contabile. Per il componente del Cda, il risultato è una procedura che lascia la scelta del vertice amministrativo nella piena disponibilità della maggioranza, senza gli strumenti di valutazione comparativa che aveva proposto.

Ma la critica di Sangregorio va oltre la vicenda della nomina e investe le priorità dell’Istituto. “Il mio dispiacere più grande – dichiara Sangregorio – è vedere questo Consiglio consumare settimane e occasioni preziose in una partita procedurale nata storta, quando avrebbe potuto dedicare le stesse energie a intervenire positivamente sul territorio”.

Il consigliere richiama quindi le questioni che, a suo avviso, dovrebbero essere al centro dell’attività amministrativa dell’ente. “Ho indicato più volte, anche formalmente, quelle che a mio avviso dovrebbero essere le priorità del Consiglio: lo sblocco dei cantieri, il superamento dell’impasse sull’ex Albergo Scuola, la definizione delle procedure per il recupero dei canoni non pagati insieme al risanamento finanziario dell’ente, l’avvio di una nuova fase di collaborazione con i Comuni per la formazione delle graduatorie e la pianificazione di nuove aree da destinare agli alloggi popolari. Sono questioni che toccano la vita concreta di tante famiglie e che meritano tutta l’attenzione di questo Consiglio. C’è tanto da fare”.

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