“Smartphone e social vietati ai minori di 14 anni”: nasce il Patto digitale del Basso Verbano

28 Maggio 2026 - 13:13
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“Smartphone e social vietati ai minori di 14 anni”: nasce il Patto digitale del Basso Verbano
Generica 2020

Niente smartphone personale prima della terza media e social proibiti fino ai 14 anni. Sono le proposte del Patto digitale del Basso Verbano, l’alleanza nata tra i genitori di Angera, Ranco ed Ispra per contrastare gli effetti della diffusione precoce dei dispositivi tecnologici. Il progetto ha preso forma dopo una serata di approfondimento nella sala consiliare di Angera, organizzata insieme all’Istituto Comprensivo Dante Alighieri, che ha visto gli interventi del medico pediatra Vittorio Carlo Vezzetti e dello psicologo Simone Butera.

I promotori del patto, supportati dalla supervisione scientifica di Vezzetti, hanno tradotto le riflessioni emerse dall’incontro in una guida pratica (consultabile al link seguente) destinata alle famiglie. Le regole stabiliscono che per le emergenze è preferibile l’uso di cellulari di vecchia generazione, limitati a chiamate e SMS. L’accesso autonomo a WhatsApp, social network e chatbot di intelligenza artificiale è vietato prima dei 14 anni, con l’eccezione di un utilizzo guidato dai genitori.

Il protocollo fissa divieti netti: schermi vietati ai bambini sotto i 2 anni e massimo un’ora al giorno fino agli 8 anni. È bandito l’uso del dispositivo a tavola e a letto, con l’obbligo di spegnimento totale 2 ore prima di andare a dormire. La condivisione delle password tra figli e genitori, definita nel momento della consegna del telefono, viene inquadrata come un dovere legale di tutela. Recita la guida: «Contenuti attivi, no allo scrolling: Incentivare l’uso del digitale per studio e creatività. Contrastare video brevi e scrolling infinito, progettati per agganciare la dopamina e creare dipendenza».

«Le piattaforme sfruttano i circuiti della dopamina: le crisi dei bambini quando togliamo lo schermo non sono semplici capricci, ma reazioni biochimiche» spiegano i promotori. Agli adulti viene chiesto di fornire un esempio coerente, limitando lo smartphone in presenza dei figli e evitando di usarlo come calmante durante i momenti di noia. «Il Patto serve a creare una protezione collettiva: se le regole sono condivise da tutta la classe, i ragazzi non si sentiranno isolati» dichiarano gli organizzatori.

L’iniziativa è aperta alle famiglie, alle istituzioni scolastiche e alle amministrazioni di Angera, Ranco, Ispra, Taino e Cadrezzate. «L’obiettivo è muoversi in maniera unita, sinergica e collaborativa: solo un’alleanza educativa tra famiglie, scuola e istituzioni può garantire il benessere reale, la salute e la crescita serena dei bambini e dei ragazzi del Basso Verbano».

Patto digitale del Basso Verbano

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