Smartphone già a 2 anni, il governo corre ai ripari: parte la campagna per proteggere i bimbi dalla dipendenza digitale (video)

L’educazione al digitale inizia dal giorno uno. Con questo presupposto il governo ha presentato a Palazzo Chigi “Non è mai troppo presto”, una campagna di comunicazione istituzionale. E’ mirata a sensibilizzare i neogenitori sui rischi legati all’eccessiva e precoce esposizione dei bambini piccoli agli schermi. Il cuore dell’iniziativa è un vademecum in nove punti che verrà inserito direttamente nei kit consegnati alle mamme e ai papà al momento delle dimissioni dai reparti maternità.
L’indagine mostra dai allarmanti
A giustificare l’urgenza dell’intervento sono i dati dell’indagine “Bambini Digitali”, condotta dall’Associazione Dipendenze tecnologiche insieme alla Società italiana di Pediatria Condivisa. Le cifre mostrano un quadro impietoso nella fascia d’età tra i due e i tre anni, in cui il 41,5% dei bambini è già esposto a uno schermo; il 19,3% inizia a utilizzare smartphone o tablet a soli due anni; il 24% possiede un profilo social e il 50% utilizza già WhatsApp. Giuseppe Lavenia, presidente dell’associazione, ha sottolineato come nessun genitore voglia fare del male al proprio figli. Ma spesso si ceda alla pressione sociale e dei social, arrivando a proporre l’introduzione di un “patentino digitale obbligatorio” per un percorso condiviso tra genitori e figli.
Mantovano: “Dipendenza più complessa di quella delle droghe”
Il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, ha evidenziato che il recupero dalle dipendenze digitali è persino “più complesso di quello dalle droghe; poiché la tecnologia non si può cancellare ma va ricondotta a un piano disciplinato, rendendo cruciale elevare il livello di consapevolezza”. Il sottosegretario ha precisato che “il governo d’intesa con il Parlamento ha deciso di non intervenire con un proprio provvedimento di legge” sulla materia; seguendo quindi “con attenzione” i lavori parlamentari: “Vediamo cosa esce entro la fine di questa legislatura”.
“Lo schermo può aspettare, i bambini non possono aspettare”
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha definito la campagna un “intervento fondamentale e urgente di salute pubblica contro la tendenza ad affidare i figli a un device per tenerli buoni”, ricordando che nessuna tecnologia può sostituire la qualità delle relazioni umane. La ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha poi precisato che l’obiettivo non è sottrarre competenze ma sostenere e massimizzare quelle della famiglia in un’epoca in cui le reti parentali tradizionali tendono a smagliarsi. Il claim scelto, illustrato dal sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, è un chiaro invito a rallentare: ‘Lo schermo può aspettare, i bambini non possono aspettare’.
Lo spot istituzionale
Lo spot istituzionale andrà in onda sulle reti Rai per quindici giorni consecutivi, con 140 passaggi sulle TV generaliste, 40 su Rai Sport, sfruttando il traino dei Mondiali di calcio in corso, e 140 passaggi radiofonici. L’obiettivo stimato è raggiungere 50 milioni di contatti lordi, supportati da una capillare diffusione sulle piattaforme social, per far sì che i consigli arrivino non solo ai neogenitori, ma anche a nonni e intere famiglie.
L'articolo Smartphone già a 2 anni, il governo corre ai ripari: parte la campagna per proteggere i bimbi dalla dipendenza digitale (video) sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)