Migranti, un altro successo italiano per il blocco alla partenza: cos’è la Sala Operativa Congiunta al via a Tripoli

18 Giugno 2026 - 17:33
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Migranti, un altro successo italiano per il blocco alla partenza: cos’è la Sala Operativa Congiunta al via a Tripoli

Al via a Tripoli la Sala Operativa Congiunta tra Italia, Libia, Turchia e Qatar per il contrasto dell’immigrazione irregolare

Non solo internamente e in sede europea. L’impegno del governo italiano per contrastare l’immigrazione irregolare e colpire i trafficanti di uomini registra importanti passi avanti anche sul fronte della cooperazione con i Paesi di provenienza, ulteriore pilastro di una strategia che affronta il tema a tutti i livelli. Così, nella stessa settimana in cui la Camera ha approvato il dl Rimpatri e il Parlamento europeo ha dato il via libera al Nuovo regolamento Ue sulla stessa materia, il governo può salutare «con soddisfazione» l’avvio della fase pilota della Sala Operativa Congiunta a Tripoli, che vede Italia, Qatar e Turchia al fianco della Libia nell’impegno per gestire i fenomeni migratori.

Cos’è la Sala Operativa Congiunta a Tripoli

La Sala Operativa Congiunta, come ricordato da Palazzo Chigi in una nota, «è composta da funzionari libici cui si uniscono ufficiali di collegamento» degli altri tre Paesi «per sostenere gli sforzi libici nella gestione dei fenomeni migratori illegali, rafforzare le capacità libiche di ricerca e di soccorso e migliorare lo scambio di informazioni». «La cooperazione rafforzata – si legge ancora nella nota della Presidenza del Consiglio – sarà realizzata nel rispetto della sovranità libica, con l’obiettivo comune di salvare vite umane in mare e contrastare le reti criminali impegnate nel traffico di migranti».

La via della cooperazione e il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo

L’avvio dell’iniziativa, si legge ancora nella nota, «costituisce un seguito concreto del Vertice di Istanbul del 1° agosto 2025». In quell’occasione la premier italiana, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il primo ministro della Libia, Abdul Hamidf Mohammed Dbeiba, diedero vita a un trilaterale che guardava alla stabilità politica della Libia, attraverso iniziative di cooperazione che assegnavano un ruolo importante proprio al tema migratorio. Al vertice, che ha confermato la centralità di Roma nel Mediterraneo allargato, ha fatto poi seguito un incontro a Palazzo Chigi, il 19 maggio scorso, con i rappresentanti di Italia, Libia, Qatar e Turchia per fare il punto sugli obiettivi raggiunti. In quella sede si è discusso anche del progetto pilota per la Sala Operativa Congiunta, che ora, a un mese esatto di distanza, diventa realtà.

Kelany: «Avevamo promesso agli italiani la difesa dei confini: lo stiamo facendo»

«Con l’avvio della fase pilota della Sala Operativa Congiunta a Tripoli – ha commentato la deputata e responsabile immigrazione di FdI, Sara Kelany – l’Italia fa un ulteriore passo avanti nella cooperazione con le autorità dei Paesi di origine e di transito per la gestione dei flussi migratori irregolari. Gli ufficiali di Italia, Qatar e Turchia collaboreranno con i colleghi libici con l’obiettivo di evitare le tragedie in mare e contrastare le reti dei trafficanti di esseri umani».

«Un approccio, quello promosso dal governo Meloni, che sta dando risultati concreti, con sbarchi ancora in netto calo nella prima parte del 2026, dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2025», ha proseguito Kelany, ricordando che «ieri la presidente della Commissione europea Von Der Leyen ha reso noto che dal 2023, anno della firma del Memorandum Ue-Tunisia, fortemente voluto da Giorgia Meloni e altrettanto osteggiato dalla sinistra, gli arrivi irregolari di migranti da quel Paese sono calati del 97%». «Avevamo promesso agli italiani che avremmo difeso i confini: grazie alla postura e al lavoro instancabile di questo governo – ha concluso la deputata – stiamo bloccando l’immigrazione clandestina».

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