Spalletti alza la voce e detta la strada alla Juventus: se davvero Comolli segue un'altra linea, tocca a John Elkann scendere in campo

Maggio 11, 2026 - 11:41
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Il messaggio del tecnico sul futuro di Vlahovic e sul mancato acquisto di un centravanti a gennaio chiamano in causa l'azionista di riferimento e Comolli

Quando sono venuto ad allenare qui chiedevo solo una cosa: il centravanti fisico. Poi non si è riusciti a trovarlo, io non faccio il mercato, quello lo fanno gli altri. Vlahovic è un calciatore forte, ben definito. Ci sono calciatori che sanno fare tante cose, poi ci sono calciatori precisi, con caratteristiche centrate. Lui è uno di questi, il centravanti lo fa bene perché è la sua qualità”.

SPALLETTI ALZA I TONI

Luciano Spalletti ha scelto di alzare i toni, dalla pancia del “Via del Mare” di Lecce, e a giustificare la verve e l'intensità con cui ha sottolineato l'incapacità della sua squadra ad ammazzare certe partite e le mancanze strutturali che hanno caratterizzato una stagione di alti e bassi questa volta entra in gioco pure il calciomercato. Con l'obiettivo Champions League più vicino, ma ancora tutto da conquistare attraverso due sfide non banali contro Fiorentina e Torino, l'allenatore bianconero ha voluto cominciare a mettere i puntini sulle “i”. A chi potrebbe leggerlo come un tentativo malriuscito di mettere le mani avanti qualora le cose non andassero bene, qualora l'obiettivo minimo del quarto posto non fosse centrato, Spalletti ha invece replicato con una dichiarazione di intenti per la stagione che verrà.

MESSAGGI PER TUTTI

Se la Juventus – nel contesto di una rincorsa per certi versi clamorosa rispetto a Milan e Napoli - ha smarrito per strada troppi punti contro le cosiddette “piccole”, in diverse partite dominate per larghi tratti e poi sfuggite di mano per piccoli dettagli, lo si deve anche ad un aspetto sul quale il tecnico di Certaldo ha spesso battuto il tasto. Nella sua idea di Juve servono giocatori pronti, servono giocatori forti da un punto di vista tecnico e soprattutto caratteriale. Serve gente che sappia reggere il peso di quella maglia e i destinatari dei suoi “avvisi ai naviganti” sono due: il direttore generale e amministratore delegato Damien Comolli ma soprattutto all'azionista di riferimento John Elkann.

TRA SPALLETTI E COMOLLI

Che, secondo la ricostruzione di Tuttosport, ha rassicurato a più riprese il suo allenatore sulla volontà di assecondare il più possibile le sue richieste sul mercato e di rendere la squadra migliore di quanto non lo sia oggi. Il problema semmai è sul numero dei giocatori che Spalletti vorrebbe che fossero acquistati e sulle priorità in termini di ruoli, tenendo conto del fatto che qualcuno dovrà pure partire per ragioni tecniche e di bilancio e che qualcuno – vedi Vlahovic – resti in bilico per questioni di contratto. John Elkann ha affidato la gestione della squadra, da un punto di vista tecnico, a Spalletti e al contempo ha delegato la costruzione della stessa ad una figura dirigenziale “pesante” e decisionista come Comolli. Che, sempre secondo quanto ricostruisce Tuttosport, non parlerebbero esattamente la stessa lingua. Come ha confermato la decisione di non regalare un centravanti fisico in più a gennaio per puntare al contrario su un altro esterno come Boga.

TOCCA A JOHN ELKANN

In questo scenario, in vista di un'estate che sarà giocoforza all'insegna dei cambiamenti, è bene che tutto venga messo sul tavolo per tempo. Che non ci sia spazio ai fraintendimenti e agli equivoci. Perché un allenatore esperto ed avveduto come Spalletti non ha apposto la sua firma sul nuovo contratto con la Juventus senza aver ricevuto la minima garanzia che le sue valutazioni verranno tenute in debita considerazione. Se al momento del suo subentro lo scorso ottobre – e con un accordo in scadenza al 30 giugno - il potere contrattuale per “imporre” certe scelte poteva essere limitato, oggi ci sono invece tutti i presupposti per far sentire la propria voce e per battere i pugni sul tavolo, all'occorrenza. In questo, Spalletti deve poter contare su un alleato in più, ossia John Elkann. Chiamato da patron a sciogliere per tempo qualsiasi eventuale nodo e schierarsi in un senso o nell'altro tra l'allenatore e Comolli. Solo da questi presupposti può nascere una grande Juventus per la prossima stagione.

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