Adani: "Il Milan dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia. Squadra con meno attributi di chi lotta per salvarsi"
Il crollo del Milan è l'oggetto della durissima analisi di Adani: le parole dell'ex difensore.
Il Milan è sull'orlo del baratro.
Un'altra sconfitta a San Siro contro l'Atalanta, il quarto ko nelle ultime sei giornate di Serie A, e la qualificazione in Champions League finisce sempre più a rischio.
I rossoneri sono stati superati dalla Juventus (ora terza) e sono stati agganciati dalla Roma al quarto posto, a due giornate dal termine del campionato.
Daniele Adani, durante La nuova DS su Rai 1, ha analizzato il difficile momento della squadra di Massimiliano Allegri, non risparmiando una durissima critica.
DISASTRO DENTRO LA CONTESTAZIONE
Adani è partito riferendosi al clima di contestazione a San Siro, con la Curva Sud che ha protestato contro proprietà e dirigenza:
"Il Milan ha cercato di mettere un po' di orgoglio in questo caos. Ha cercato di mettere davanti la propria storia che tutto il mondo Milan sta calpestando. In primis l'amore dei tifosi e la pazienza che non c'è più. I rossoneri hanno fatto l'ennesima partita disastrosa".
"MALDINI VIA, L'ORIGINE DEI PROBLEMI DEL MILAN"
Ma da dove hanno origine i problemi dei rossoneri? Adani prova a risalire al momento esatto:
"Il Milan si è fermato il 19 maggio 2023, semifinale di Champions di ritorno contro l'Inter. Sfuma la finale, Maldini in conferenza stampa dice 'non è il momento di fare drammi, è il momento di fare un passo in avanti'. Quello era l'apice del ciclo di Pioli, il Milan migliore degli ultimi 15 anni".
Per Adani dunque, il momento esatto coincide con l'allontanamento di Paolo Maldini dalla società:
"Ha perso la guida di Maldini e penso che sia lì il problema".
"RISPETTARE LA STORIA DEL MILAN"
Per Adani la necessità del Milan è una sola:
"Partire da gente che rispetta la storia del Milan, che abbia quella grandezza, quella visione, quello sbocco. Partire da una proposta di calcio e di costruzione di squadra che richiami l'entusiasmo".
E' questo per l'ex difensore il solo modo per valorizzare un brand unico, che non è stato reso tale "perché lo vendi in tutto il mondo, ma perché ha fatto calcio nobile ed è stato rispettato in tutto il mondo. Il Milan è la squadra dietro al Real Madrid per Champions vinte, ma oggi è trentesimo nel ranking".
LE COLPE DELL'AREA TECNICA
L'analisi si allarga e va oltre la partita Milan-Atalanta, simbolo di un percorso andato male:
"Almeno per un semestre ho avuto fiducia in questo progetto. Ma negli ultimi sette anni Allegri non arriva mai secondo, per quello che da tutti e per storia è stato apostrofato come un vincente. Il Milan ha speso sul mercato oltre 300 milioni. Ha anche venduto, ma se compri per 300 milioni vuol dire che: hai comprato male o hai fatto rendere male".
Adani prosegue nel suo sfogo:
"Se attaccano questi ragazzi quasi a voler dire che ci sono delle possibilità per il Milan di poter fare qualcosa in più. Fonseca e Conceicao erano stati mandati perché subivano troppi goal, oggi 3 goal dall'Udinese, 2 dal Sassuolo, 3 stasera nel momento clou del campionato".
Il grande problema risiede nell'attacco:
"L'attacco non segna, eppure c'è un nazionale portoghese, uno messicano, uno francese, uno americano e uno tedesco. Quindi sia i giocatori che il lavoro d'insieme della guida tecnica, con coloro i quali curano gli attaccanti in allenamento. Un allenamento a settimana, vuol dire che puoi provare. Sembra che siano trovati un quarto d'ora prima di giocare".
"IL MILAN DOVREBBE SCUCIRSI LO STEMMA CHE HA SULLA MAGLIA"
In definitiva, Adani sottolinea come si sono dissipate tutte le buone premesse della stagione di Allegri:
"Non ho mai visto una squadra che va sotto e non cambia piano tattico, va sotto e non pressa. Ecco perché dopo attaccare sotto 0-3, con la curva che è già andata via, ha poco senso".
L'ex difensore chiude con un durissimo attacco alla squadra:
"Stiamo commentando settimanalmente una squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia, perché pesa nei risultati e nella forma. Perché il Milan ha incantato il mondo intero e andava a farsi rispettare in ogni continente. Lì gioca una squadra che ha meno attributi di chi lotta per salvarsi".
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