Stasi, il Tribunale di sorveglianza dà il via libera all’affidamento ai servizi sociali: uscirà dal carcere dopo oltre 10 anni

13 Giugno 2026 - 11:20
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Stasi, il Tribunale di sorveglianza dà il via libera all’affidamento ai servizi sociali: uscirà dal carcere dopo oltre 10 anni

Stasi, il Tribunale di sorveglianza dà il via libera all’affidamento ai servizi sociali: uscirà dal carcere dopo oltre 10 anni

Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi nel delitto di Garlasco, uscirà dalla cella in cui sta scontando 16 anni di reclusione. A deciderlo è stato il Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta di affidamento in prova dei suoi legali. L’ordinanza è stata depositata proprio questa mattina. Venerdì, la procura generale aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. L’affidamento in prova è l’ultimo passo prima della libertà per Stasi, che ha trascorso oltre dieci anni dietro le sbarre per il delitto di Garlasco. Nel frattempo, si attende che la difesa depositi la richiesta di revisione.

Stasi ottiene l’affidamento ai servizi sociali

Quella concessa oggi a Stasi è una misura che non ha niente a che vedere con l’eventuale revisione o con i provvedimenti di sospensione dell’esecuzione della pena, che potrebbero essere applicati per le nuove indagini sul caso Garlasco. Siamo quindi davanti a un istituto previsto per tutti i detenuti a cui rimanga da scontare una condanna inferiore ai quattro anni.

I motivi della scarcerazione

L’istanza per Stasi è stata presentata dai suoi avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis al Tribunale di Sorveglianza, che già nel 2023 aveva concesso la possibilità del lavoro esterno e nell’aprile dell’anno scorso la semilibertà, ovvero la possibilità di rientrare nel penitenziario solamente per dormire. Durante l’udienza, il giudice Marcello Bortolato  ha chiesto a Stasi alcune informazioni legate alla sua vita in carcere, al lavoro esterno, ai comportamenti dietro le sbarre e dopo l’ottenuta semilibertà nell’aprile 2025. Il botta e risposta è stato sereno, con il detenuto che ha fornito delucidazioni alle domande, prima che a prendere la parola fosse la sostituta procuratrice generale Valeria Marino che ha espresso «parere positivo».

Come ha spiegato la pg, ci sono diversi motivi che hanno dato vita alla possibilità della scarcerazione. Tra questi figurano «la buona condotta, le relazioni positive del carcere» e in particolare dell’area educativa, «il comportamento tenuto dal condannato» dopo la discussa intervista televisiva a Le Iene del marzo 2025 realizzata poco prima di ottenere la semilibertà e «la sua presenza davanti al Tribunale di Sorveglianza».

Cosa succederà con l’ok dei magistrati

Da tre anni Stasi lavora come contabile in uno studio del centro di Milano, portando avanti un percorso senza macchie né infrazioni. Per la legge lui rimane il colpevole del delitto e sarà così fino all’intervento di un giudizio di revisione. Di quest’ultimo se ne discuterà dopo l’estate, visto che la procuratrice Nanni, nel frattempo, è impegnata ad analizzare le carte inviate dai magistrati pavesi. Per l’ex studente della Bocconi sarebbe quindi il primo passo verso il futuro, certamente lontano da Garlasco, come ha già preventivato.

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