Stretto di Hormuz, camion al posto delle navi: è la soluzione alla crisi?

Maggio 15, 2026 - 15:35
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Stretto di Hormuz, camion al posto delle navi: è la soluzione alla crisi?
“<em>O troverò una via o ne creerò una.</em>” La <strong>frase è attribuita ad Annibale</strong> che l’avrebbe detta ai suoi generali quando gli comunicarono che attraversare le Alpi con gli elefanti era impossibile. Una frase che, a distanza di così tanto tempo, può essere applicata a quanto hanno messo in atto <strong>Arabia Saudita ed Emirati</strong> per far fronte alle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz.<h2>Una soluzione alternativa</h2><blockquote class="twitter-tweet"><p dir="ltr" lang="en">Shipping Companies Leverage Arabian Peninsula Truck Routes to Bypass Hormuz</p><a href="https://twitter.com/hashtag/ShippingRoutes?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ShippingRoutes</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/ArabianPeninsula?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ArabianPeninsula</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/TruckTransport?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TruckTransport</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/LogisticsSolutions?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#LogisticsSolutions</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/MaritimeTrade?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MaritimeTrade</a><a href="https://t.co/mykxwymPQx">https://t.co/mykxwymPQx</a>— The Maritime Executive (@Mar_Ex) <a href="https://twitter.com/Mar_Ex/status/2054230681379545298?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>Lo <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-hormuz-chiuso-rincari/">Stretto di Hormuz</a>, il passaggio largo appena 34 km attraverso cui transitava circa <strong>un quinto del petrolio mondiale</strong> e una quota significativa di gas, fertilizzanti, metalli e container, è chiuso dal febbraio 2026. Dopo gli <strong>attacchi di USA e Israele sull'Iran</strong> e la chiusura iraniana del passaggio, quella via è diventata inaccessibile. Le navi non passano e le conseguenze le conosciamo bene anche solamente per i <a href="https://www.hdmotori.it/carburanti-hormuz-chiuso-rincari/">rincari sui carburanti</a>. Ma le merci devono comunque arrivare a destinazione. La soluzione trovata da Arabia Saudita ed Emirati è stata quella di <strong>spostare tutto su gomma</strong>.I <strong>numeri del porto </strong>di <strong>Khor Fakkan</strong> raccontano la trasformazione meglio di qualsiasi analisi. Prima della guerra movimentava cento camion al giorno. Ora ne transitano settemila. Il traffico di container è passato da 2.000 a 50.000 unità a settimana. Per reggere l'urto, l'<strong>operatore portuale Gulftainer</strong> ha assunto 900 persone in due settimane, riconvertito personale amministrativo in controllori di varco e aperto un nuovo piazzale di smistamento.Le grandi compagnie di navigazione come Hapag-Lloyd e MSC hanno attivato nuovi corridoi terrestri che collegano i porti del Mar Rosso alla costa orientale degli Emirati, attraversando Arabia Saudita e Oman via camion. La rotta principale attraversa il deserto del Quarto Vuoto lungo una strada aperta solo nel 2023. Il nodo da risolvere è la carenza di mezzi e autisti, ma l'aumento delle tariffe sta già attirando nuovi operatori.<h2>Un caso emblematico</h2>Il <strong>caso più emblematico</strong> è quello di Maaden, il colosso minerario saudita controllato dallo Stato. Quando Hormuz si è chiuso, l'amministratore delegato ha mobilitato in pochi giorni una rete di camion, ferrovie e terminal sul Mar Rosso per continuare a esportare fertilizzanti. I mezzi impegnati sono passati da 600 a 3.500, attraversando l’Arabia Saudita da est a ovest quasi senza sosta.Tutto questo ha, ovviamente, un costo. La <strong>piattaforma logistica Trukker</strong> ha registrato aumenti delle tariffe che in alcuni casi hanno superato il 100% negli Emirati e il 70% in Arabia Saudita. Ma forse la domanda più interessante non è quanto costi questa soluzione di emergenza, bensì quanto durerà.Nel deserto arabico sta nascendo qualcosa che assomiglia a un <strong>nuovo canale commerciale terrestre permanente</strong>, non più solo un piano di emergenza, ma una risposta strutturale all'insicurezza geopolitica con la quale da mesi stiamo imparando a convivere.

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