Sugli aumenti per i disabili a Gallarate c’è un documento “secretato”

Dopo la vicenda del verbale del Cda delle scuole materne, c’è un nuovo “caso” di documento che rimane segreto: lo denunciano a Gallarate le minoranze.
Il tema? I corposi aumenti del costo (compartecipazione) ai servizi diurni e residenziali per disabili, dal 60% “fino a un massimo del 200%” (nella foto di apertura: il centro diurni disabili)
La questione degli aumenti era stata sollevata dal centrosinistra due anni fa, aveva suscitato un po’ di dibattito e proteste. Poi l’amministrazione aveva fatto rientrare le proteste assicurando un adeguamento ai singoli casi.
“In commissione c’era stata la dichiarazione della dirigente che spiegava le ragioni degli aumenti, nel 2025 si era risposto che era stata applicata una deroga puntuale nel 2024. Si era detto che nel 2025 era stata fatta una deroga generalizzata ma che nel 202) ci si sarebbe attenuti esclusivamente al tariffario“, riepiloga Margherita Silvestrini, Pd. “La dirigente disse in quella sede che il precedente dirigente in maniera illegittima aveva usato deroghe generalizzate”.
Cosa voleva dire?
È la domanda che Silvestrini ha portato in commissione di vigilanza. Che ha esaminato il caso, ha raccolto documentazione ma ora non può usarle il documento, per decisione del segretario comunale. Lo denunciano – ovviamente – i tre commissari di minoranza, Massimo Gnocchi (presidente), Giovanni Pignataro e Silvestrini: “Ad aprile il documento era disponibile e ritirabile personalmente: è il provvedimento del dirigente sulle tariffe su servizi residenziali e diurni per disabili. Il segretario lo considera non divulgabile , in quanto in fase procedurale, e infatti per ora non lo divulghiamo. Il presidente Gnocchi ha contestato che gli atti sono non divulgabili solo per ragioni di privacy”.

“Questo stato di cose impedisce ai consiglieri di svolgere le attività di vigilanza e controllo” ribadisce Pignataro. “Impedisce di informare i cittadini del perché le cose avvengono in questo comune”. Il documento è stato consegnato ai commissari con una filigrana che riporta i singoli nomi, per renderli ‘tracciabili’.
“In quell’atto, protocollato, ci sono informazioni di interesse pubblico” continua Silvestrini. “Ci atteniamo alle sue disposizioni ma siamo critici”
Massimo Gnocchi sottolinea quanto sia stato lungo l’iter per arrivare anche solo a questo passaggio: “La cosa particolarmente grave è che questo documento nella prima seduta di commissione (4marzo) non è stato dato, nonostante le richieste fatte per tempo. Tutti i commissari erano d’accordo sul fatto che le informazioni fornite non fossero sufficienti per fare un’analisi. Il tema meritava tutta la attenzione e siamo andati avanti. Al 31 marzo infine mi viene fornito il documento, un singolo foglio di carta: quattro settimane e una seduta in più per un foglio di carta”.
Pignataro parla di questa vicenda come dell’ “esempio più evidente per far capire la nebbia che c’è oggi in città”.
Al di là del documento oggi tenuto segreto, i consiglieri di minoranza ribadiscono nel merito la critica agli aumenti dei servizi, che – dicono – si dimostrano insostenibili.
Una vicenda – sottolineano – che riguarda paradossalmente un numero limitato di famiglie di disabili in condizione di fragilità: “Riguarda trenta famiglie, non è una questione che fa guadagnare voti. È una questione di civiltà, perché questi aumenti massacrano le famiglie. Per questo vogliamo denunciare la situazione in cui ci hanno imprigionato”.
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