Sunshine Protection Act, il voto della Camera degli Stati Uniti per rendere permanente l’ora legale

16 Luglio 2026 - 12:55
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Sunshine Protection Act, il voto della Camera degli Stati Uniti per rendere permanente l’ora legale

Martedì 14 luglio la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato con 308 voti favorevoli e 117 contrari il Sunshine Protection Act, un disegno di legge per rendere permanente l’ora legale in tutto il paese. Se la norma verrà approvata in via definitiva dal Senato e firmata dal presidente, negli Stati Uniti non si sposteranno più le lancette dell’orologio in avanti in primavera e indietro in autunno.

Il disegno di legge prevede di estendere all’intero anno l’orario che attualmente si usa nei mesi estivi. Gli effetti concreti si noterebbero quindi in inverno. A New York, per esempio, a dicembre il sole non tramonterebbe più alle 16:30 ma un’ora dopo. Di contro le mattine di gennaio sarebbero buie molto più a lungo, con l’alba posticipata dalle 7:20 alle 8:20.

La legge prevede delle eccezioni per le Hawaii e gran parte dell’Arizona, che adottano già l’ora solare tutto l’anno e manterrebbero i loro orari. Lascia inoltre ai singoli stati la possibilità di scegliere di non aderire prima che la legge federale entri in vigore, a condizione però di adottare per sempre l’ora solare. Diciannove stati americani, tra cui Florida, Texas e stato di Washington, hanno già approvato leggi locali per passare automaticamente all’ora legale permanente non appena il governo federale lo consentirà. Nello stato di New York un provvedimento simile è invece fermo in commissione da un anno e mezzo.

Negli Stati Uniti il dibattito sull’opportunità di abolire il cambio d’ora va avanti da tempo, mettendo in contrapposizione ragioni economiche e di salute pubblica. Chi sostiene l’ora legale permanente fa notare che avere serate più luminose in inverno incentiva i consumi e la vita sociale dopo il lavoro, aiutando anche chi soffre di disturbi depressivi legati al cambio di stagione. Fissare l’orologio eliminerebbe anche i piccoli ma documentati picchi di incidenti stradali e problemi cardiaci che si registrano puntualmente nei giorni successivi al cambio d’orario.

Chi si oppone, in particolare gli scienziati che studiano i ritmi del sonno, sostiene invece che l’ora solare sia quella che allinea meglio l’orologio biologico al naturale ciclo di luce e buio. Iniziare regolarmente le giornate prima che sorga il sole rende più faticoso il risveglio e la concentrazione mattutina. C’è poi una questione di sicurezza molto sentita, perché nei mesi invernali i bambini si troverebbero a dover andare a scuola e aspettare l’autobus al buio.

Per diventare esecutivo, il Sunshine Protection Act deve ora superare il Senato, dove il leader della maggioranza John Thune dovrà decidere quando mettere in calendario il voto. In caso di esito positivo, il presidente Donald Trump ha già fatto sapere che firmerà la legge. L’entrata in vigore non sarebbe comunque immediata: settori logistici complessi, come le compagnie aeree e le reti digitali, avranno bisogno di mesi per riprogrammare i propri sistemi a livello internazionale.

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