Swatch Group, gli Hayek respingono l’ingresso di Steven Wood nel board
Steven Wood ha ricevuto il ‘no’ definitivo. Come riporta Reuters, gli azionisti di Swatch hanno respinto, con una larga maggioranza, la proposta avanzata dall’investitore attivista per un posto di direttore indipendente nel consiglio di amministrazione. L’assemblea degli azionisti ha votato con il 79,6% di voti contrari, confermando così il controllo della famiglia Hayek sulla storica azienda svizzera, che, nonostante la crescente pressione esterna, continua a mantenere una struttura azionaria solida e unitaria.
Wood, attraverso il suo fondo GreenWood, detiene una quota di circa lo 0,5% di Swatch e aveva contestato apertamente la gestione della società, cercando di contrastare il predominio della famiglia Hayek. La sua proposta ha ricevuto il sostegno di alcune figure di rilievo nel panorama degli investitori, tra cui i consulenti Institutional Shareholder Services (Iss) e Glass Lewis, ma non è riuscita a superare la resistenza degli azionisti. L’agenzia stampa riporta che la famiglia Hayek, grazie alla sua struttura azionaria a doppia classe, che le conferisce oltre il 40% dei diritti di voto, ha potuto bloccare ancora una volta le proposte degli oppositori.
Nel corso dell’assemblea, gli azionisti hanno invece eletto Andreas Rickenbacher, candidato ufficiale di Swatch, il quale, con il suo profilo di ex politico svizzero e attuale direttore in Bkw e Aebi Schmidt, diventerà il primo direttore indipendente a entrare nel consiglio della società dopo 16 anni. Come sottolinea Reuters, Rickenbacher rappresenta una scelta di continuità per Swatch, ma la sua nomina è un segnale importante rispetto alle necessità di rinnovamento del consiglio e della governance aziendale.
Il voto di ieri riflette un quadro di crescente discontento tra gli investitori riguardo alla gestione di Swatch. Le azioni della società, che hanno guadagnato un ulteriore 3,8% dopo il voto, sono state infatti penalizzate negli ultimi anni da una domanda fiacca in alcuni mercati chiave, come la Cina. Wood, pur non avendo ottenuto la vittoria, ha dichiarato che il forte supporto ricevuto, pari all’80,4% tra gli azionisti al portatore (più alto rispetto al 62% in una proposta equivalente lo scorso anno), potrebbe spingere la direzione della società a prendere in considerazione future riforme.
Tuttavia, Swatch ha continuato a opporsi a qualsiasi proposta di rinnovamento significativo della propria governance, definendo le modifiche richieste come superflue rispetto agli obblighi legali svizzeri. Gli azionisti hanno infatti respinto tutte le proposte di Wood, che includevano richieste di maggiore rappresentanza degli azionisti di minoranza, l’impedimento al presidente di ricoprire ruoli esecutivi e il rafforzamento dell’indipendenza dei comitati di remunerazione e dei revisori.
Il risultato di questa assemblea non solo segna una nuova tappa nel consolidamento del potere della famiglia Hayek, ma evidenzia anche la crescente sfida tra gli azionisti attivisti e le grandi famiglie imprenditoriali che controllano i colossi del lusso. La questione del rinnovamento e della rappresentanza degli azionisti di minoranza sembra destinata a restare un tema caldo per il futuro della società.
È fresca di giornata la presentazione della nuova collaborazione tra il marchio Swatch e Audemars Piguet, con il debutto – pre annunciato la scorsa settimana – di un orologio da tasca chiamato ‘Royal Pop’, che sarà disponibile a partire dal 16 maggio. Questa notizia si inserisce proprio nel contesto in il gruppo Swatch sta cercando di navigare tra la necessità di rimanere fedele al controllo familiare e l’intensificarsi delle pressioni da parte di attivisti come Steven Wood. L’iniziativa, pur riflettendo la solidità strategica della società, aggiunge ulteriore dimensione alla discussione sul suo futuro governance e sul bilanciamento tra tradizione e innovazione.
Nello specifico, come riporta una nota di Barclays, questo accordo viene interpretato come una mossa strategica del gruppo svizzero per aumentare il valore del proprio marchio, generando un significativo “boost” in termini di visibilità e posizionamento. La partnership con un brand di alta classe come Audemars Piguet è vista come un elemento positivo per l’azienda elvetica, che continua a cercare innovazioni per rafforzare il proprio status nel panorama del lusso, nonostante le sfide interne ed esterne.
Secondo quanto riportato, si stanno già formando code davanti ai negozi Swatch in vista del rilascio del prodotto. In passato, la direzione del brand ha dichiarato di aver venduto più di 1 milione di ‘MoonSwatch’ durante il primo anno dal lancio, attirando una nuova fascia di consumatori più giovani, che erano alla loro prima esperienza nell’acquisto di orologi. Gli analisti ritengono che il marchio Swatch generi circa il 10% delle vendite per il gruppo Swatch.
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