Tabacci lascia il gruppo Pd. I malumori dopo Napoli e l’incognita Padova

10 Luglio 2026 - 07:07
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“La destra non si batte restringendo il campo. Si batte allargandolo”. Bruno Tabacci lascia il gruppo del Pd alla Camera – dove era stato eletto da indipendente. Lo fa con una lettera inviata al presidente Lorenzo Fontana, in cui annuncia di passare al Misto. Nella missiva spiega che si tratta di una “scelta necessaria e meditata”. Resterà nel centrosinistra: “Ma oggi è indispensabile contribuire alla costruzione di uno spazio politico diverso, capace di parlare anche a chi si riconosce nell’alternativa alla destra senza sentirsi rappresentato dal Pd”. La notizia – anticipata dal sito del Foglio – arriva all’indomani del comizio programmatico di Napoli, la falsa partenza del campo largo, che si porta appresso malumori e incognite. Pure qualche veleno. La prossima tappa, in programma a Padova il 15 luglio, rischia infatti di slittare. Quel giorno arriva in Aula, a Montecitorio, la legge elettorale – con bagarre già annunciata. Dall’opposizione spiegano che sarebbe questa la ragione. La sola? Chissà. Un altro flop sarebbe un colpo molto duro per il blocco Pd-M5s-Avs. E poi la piazza di Napoli, la contestazione di Potere al Popolo, ha prodotto strascichi, mezze accuse tra i partiti. Per dire, anche Serena Bortone, che era sul palco di Piazza del Gesù, ha chiesto: “Ma non lo sapevate che Napoli è la città di Pap?”. C’erano anche i disoccupati organizzati.

In realtà, soprattutto nel Pd, qualche domanda se l’erano fatta. E per tutto il pomeriggio di mercoledì sono stati i deputati campani del Pd – Sarracino, De Luca, Scotto – a cercare una mediazione. Solo più tardi, in serata, sono arrivati i leader degli altri partiti. Fratoianni ha fatto quel che poteva nella piazza, Conte li ha affrontati dal palco. Non solo: per prevenire certi rischi – e il caldo – si era pensato anche a un luogo al chiuso. Come la Stazione marittima, che era stata già opzionata, ma alla fine la scelta è ricaduta sulla piazza. Più fonti raccontano che sarebbero stati soprattutto i contiani a spingere per questa soluzione, che alla fine si è rivelata un boomerang, anche perché (al di là delle proteste) di gente sotto al palco se n’è vista poca. Altra questione che ha riaperto il dibattito sulla necessità di allargare al centro. Lo ha ribadito Matteo Renzi – che tuttavia al momento non sembra disposto a federarsi– ma anche Gaetano Manfredi, l’ingegnere del campo largo napoletano, che lavora per dare forma a un centro che tenga insieme riformisti e cattolici, magari anche Riccardo Magi ed Enzo Maraio. E’ in questo contenitore che potrebbe alla fine arrivare anche Tabacci (tra l’altro presidente del Centro democratico). Si susseguono contatti e iniziative. Lunedì a Caserta arriva Alessandro Onorato (e Progetto civico), con lui ci sarà proprio Manfredi. Ed è proprio da Napoli, su quest’asse, che avanza, di nuovo, la suggestione Franco Gabrielli, come frontman del centro. Il superpoliziotto non si espone, ma lascia qualche indizio. “Darò il mio contributo”, ha detto più volte. Intanto gira l’Italia presentando il suo libro e giovedì prossimo sarà a Roma con Ernesto Maria Ruffini.

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