Teatro, la stagione del Nazionale si chiude con il saggio della scuola di recitazione

Genova. Dopo aver presentato la nuova stagione, il Teatro Nazionale di Genova chiude la stagione 2025 / 26 con il saggio di fine anno della Scuola di Recitazione “Mariangela Melato”, diretta da Elisabetta Pozzi.
Lo spettacolo, in scena al Teatro Eleonora Duse da giovedì 18 a sabato 20 giugno, si intitola “Dalla parte sbagliata” ed è scritto da Andrea Cioffi, ex allievo della medesima scuola, che ne cura anche la regia, le scene e i costumi.
Protagonisti sul palcoscenico (qui in ordine alfabetico) sono Diego Francesco Cerami, Lorenzo Corsi, Michael Gift David, Gaia De Giorgi, Alvi Dema, Luciana Eni, Chiara Gallo, Marta Garofano, Simone Huber, Matteo Ippolito, Marta Parpinel, Nicolò Giacomo Pinna, Giulia Poloniato.
«Per il saggio di diploma delle allieve e degli allievi del terzo anno della Scuola di Recitazione – racconta proprio Cioffi – ho pensato di approcciare alla stesura di un testo che avesse tutte le complessità di uno spettacolo vero e proprio. Ritmo serrato, cambi di registro, tematiche scomode, alla ricerca di personaggi grotteschi e complessi, dove ciascuna unicità si trasforma facilmente in solitudine».
La trama
Dopo cinque anni di coma, causato da quello che tutti credono essere stato un tentato suicidio, un giovane anarchico si risveglia in una società distopica profondamente cambiata dalla politica bellicosa del paese: un carosello tragicomico di mediocrità, contraddizioni e ipocrisie, dove amici e nemici si confondono e coabitano. Ma cosa accadde davvero quel giorno di cinque anni fa?
Note di regia di Andrea Cioffi
La “Città senza nome” in cui si muove la vicenda non è solo una proiezione futuristica, ma la traduzione tridimensionale, fisica e spietata dello spazio che abitiamo ogni giorno: il feed di un social network; una dittatura del decoro e della “resilienza” obbligatoria, dove parole come suicidio, guerra e morte sono vietate, dove l’arte è vano esercizio egoico. Dove la vulnerabilità non è consentita.
Salotti borghesi, studi terapeutici e strade degradate “scivolano” l’uno dentro l’altro senza soluzione di continuità, esattamente come i contenuti eterogenei che attraversano i nostri schermi. Passiamo dalla tragedia di un lutto alla vacuità di un siparietto familiare nel tempo di un battito di ciglia, con un senso di frammentazione, alienazione e sovraccarico cognitivo da doomscrolling: un flusso inarrestabile in cui l’intimità dei personaggi viene continuamente profanata e data in pasto allo sguardo pubblico.
In questo mondo, l’infelicità, il lutto non elaborato e il dissenso non sono semplici stati emotivi, ma bug del sistema. Esibire una ferita o non sorridere equivale a violare le “linee guida della community”.
Il suono di un’App diventa il braccio armato dell’algoritmo: un Deus ex machina acustico che interrompe i conflitti autentici prima che diventino pericolosi, obbligando gli attori a resettare istantaneamente i propri corpi, a indossare la maschera performativa della felicità e a “mettere il filtro bello” per non essere segnalati.
Al centro di questo circo iper-connesso c’è Al, l’unico elemento di attrito. Il suo coma durato cinque anni è stato un blackout digitale: Al è disconnesso, non possiede i codici della toxic positivity e per questo viene patologizzato. E con lui c’è Gab.
Dietro la maschera che ha l’aspetto di un meme, un artista impossibile da penetrare, che non vede l’ora di accendere la sua lampada UV, che squarcia il velo del decoro e rivela le macchie, lo sporco, le secrezioni umane.
Perché andare in scena significa rivendicare il teatro come l’ultimo spazio analogico possibile: un luogo dove è ancora concesso disconnettersi, e avere finalmente il coraggio di essere infelici.
“Dalla parte sbagliata” è in scena al Teatro Eleonora Duse, da giovedì 18 a sabato 20 giugno; giovedì e sabato, alle ore 19.30, venerdì alle 20.30.
La Scuola di Recitazione Mariangela Melato ha il sostegno di Fondazione Carige e BPER Banca.
Info e biglietti: telefono 010 5342 720;
e-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietti.teatronazionalegenova.it
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