Terremoto Venezuela: il suolo spostato di 60 cm

10 Luglio 2026 - 17:49
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Terremoto Venezuela: il suolo spostato di 60 cm
Il 24 giugno 2026 un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito il Venezuela settentrionale. Dopo appena 39 secondi, il sisma è stato seguito da una scossa principale di magnitudo 7.5, il terremoto più forte registrato nel Paese dal 1900. Insieme, i due eventi hanno causato danni catastrofici e oltre 3.800 vittime in tutta la regione. La situazione è particolarmente grave a Caracas e nello stato di La Guaira, dove secondo le prime stime circa l'80% degli edifici ha subito crolli o danni gravi. Nei giorni successivi, diverse mappe satellitari degli spostamenti del terreno hanno permesso agli scienziati di ricostruire come si è mossa la superficie terrestre. Questi dati stanno fornendo indizi preziosi sulle forze che hanno provocato una distruzione così estesa a La Guaira e nelle altre città costiere della zona. La mappa NISAR: spostamenti fino a 60 centimetri La mappa più recente, diffusa il 10 luglio 2026, è stata realizzata con i dati del satellite NISAR (NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar). I dati sono stati elaborati dal team scientifico della missione presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. Gli scienziati hanno usato la tecnica InSAR, che confronta immagini radar acquisite in passaggi ripetuti per individuare variazioni minime nella distanza tra satellite e suolo. In questo caso, le riprese del 25 e 30 giugno (successive ai terremoti) sono state confrontate con quelle del 13 e 18 giugno (antecedenti ai sismi). NISAR osserva la Terra con un'angolazione di circa 40 gradi rispetto alla verticale, riuscendo a cogliere sia gli spostamenti orizzontali sia quelli verticali. Nella mappa, le aree rosse indicano un movimento del terreno verso est e verso l'alto, mentre quelle blu indicano uno spostamento verso ovest e verso il basso. Poiché il sisma si è generato su una faglia trascorrente, la componente di gran lunga dominante è stata quella orizzontale.. Una sottile fascia bianca vicino a Morón segna il punto in cui la rottura ha raggiunto la superficie. Da lì, la frattura si è propagata verso est al largo della costa, per poi tornare a terra vicino all'aeroporto internazionale a nord di Caracas, segnata sulla mappa da un secondo tratto bianco. Subito a sud di questo tratto, la colorazione blu molto intensa indica che lo spostamento verso ovest è stato nettamente più marcato che altrove. Il picco ha raggiunto i 60 centimetri proprio in corrispondenza di Catia La Mar, vicino allo scalo aeroportuale. «Questo spiega perché i danni a Caracas e La Guaira sono stati così gravi», ha dichiarato Eric Fielding, geofisico del JPL che ha curato le mappe. Grazie a queste informazioni, l'US Geological Survey ha potuto raffinare il proprio "modello a faglia finita". Il modello stima una rottura estesa per circa 175 km di lunghezza e 20 km di larghezza, che si è propagata in modo unilaterale verso est a partire dall'epicentro sulla terraferma. Le mappe sono state prodotte attraverso il sistema Urgent Response di NISAR. Si tratta di una procedura rapida capace di fornire dati entro 12-24 ore dall'evento a supporto della gestione dell'emergenza. È la prima volta in assoluto che questo sistema viene impiegato per mappare lo spostamento superficiale di un grande terremoto. Trattandosi di un'elaborazione rapida basata su orbite previste e non ancora definitive, i dati restano preliminari finché non verranno ricalcolati con le orbite precise, di norma entro uno o due giorni. Perché altre fonti citano numeri diversi Nei giorni immediatamente successivi al sisma erano circolate altre stime, basate su satelliti e metodi differenti, che possono generare confusione se confrontate senza il giusto contesto. La stima del Caltech (80 cm): un'analisi preliminare condotta dai ricercatori del Caltech, basata su un'elaborazione InSAR non sviluppata con precisione (unwrapped) di NISAR, aveva stimato un offset lungo la linea di vista del satellite di circa 80 centimetri. Questo valore è diverso perché misura lo spostamento nella direzione obliqua satellite-suolo, e non quello orizzontale reale. I dati di Sentinel-1: le mappe realizzate con il satellite europeo Sentinel-1 (missione Copernicus, banda C) hanno coperto un'area più ampia, da Caracas fino a Puerto Cabello (circa 210 km più a ovest). Questa analisi ha restituito valori di spostamento nell'ordine di alcune decine di centimetri a seconda del punto preso in esame. I report giornalistici (30 cm): alcune sintesi giornalistiche preliminari avevano parlato di spostamenti "fino a circa 30 centimetri". In questo caso, i media si riferivano genericamente all'area costiera nel suo complesso, e non al punto di massimo scorrimento. La lezione da trarre è che il valore di 60 centimetri indicato nella mappa NISAR rappresenta un picco locale, misurato in un tratto ben preciso della faglia subito a sud dell'aeroporto di Caracas. Altrove lungo la rottura lo spostamento reale è stato più contenuto, attestandosi anche su soli 10-20 centimetri. Numeri differenti riportati da fonti diverse non sono quindi in contraddizione: dipendono dal satellite usato, dalla fase di elaborazione (preliminare o definitiva) e dal punto esatto della faglia in cui viene misurato lo spostamento. Il contesto tettonico La faglia coinvolta nel sisma fa parte di una complessa rete di fratture che corre lungo il confine tra la placca caraibica, a nord, e quella sudamericana, a sud. Questo sistema si estende per circa 500 km lungo la costa venezuelana. Gli epicentri di entrambi i terremoti sono stati localizzati nel comune di Veroes, a ovest di San Felipe. Secondo gli scienziati, il sisma è compatibile con una rottura iniziata nel sistema di faglie di Boconó o in quello di San Sebastián. La frattura si è poi propagata verso est lungo quest'ultimo, fino a raggiungere Caracas e La Guaira. Le due grandi placche tettoniche scorrono l'una rispetto all'altra a un ritmo stimato di circa 1,8 centimetri all'anno. È proprio questo movimento continuo ad accumulare gradualmente la tensione che si è poi scaricata improvvisamente in questo catastrofico evento..

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