The Mandalorian and Grogu – Recensione


The Mandalorian and Grogu: dove eravamo rimasti
Il finale della terza stagione di The Mandalorian si era concluso in modo insolitamente positivo: dopo la sconfitta di Moff Gideon, Bo-Katan ha assunto il ruolo di sovrana di Mandalore e leader dei Mandaloriani, ora finalmente uniti. Din Djarin ha adottato formalmente Grogu, che diventa anche suo apprendista. Il film riprende esattamente da qui, e si apre mostrandoci come Din Djarin (Pedro Pascal) si sia dedicato alla causa della Repubblica Galattica, seppur in modo non ufficiale e sempre dietro compenso come cacciatore di taglie. Il suo compito è quello di scovare i signori della guerra imperiali, potenti individui che continuano a tramare nell’ombra per insidiare la Repubblica e far tornare l’Impero. Dopo una missione di introduzione, Din Djarin riceve dalla colonnella Ward (Sigourney Weaver) un incarico insolito, oltre che eticamente ambiguo: salvare Rotta the Hutt, figlio di Jabba che abbiamo già visto nel lungometraggio animato del 2008 The Clone Wars, nel frattempo cresciuto. In cambio di questo servizio, gli Hutt riveleranno agli ufficiali della Repubblica delle informazioni su un signore della guerra.
Cambio di ritmo
A dispetto delle voci di corridoio precipitose, più interessate a dare in pasto l’indignazione all’algoritmo che a informare, la storia di The Mandalorian and Grogu non è meramente una mancata quarta stagione della serie compressa a forza in un film. La trama è stata rilavorata da zero e non troverete varie sottotrame che si aprono e restano appese; non c’è traccia di Ahsoka o di Thrawn e in generale non sono presenti “agganci” crossmediali dispersivi. Ci sono però graditi rimandi e ritorni di personaggi familiari, uno per tutti (ed evitando spoiler): il buon vecchio Zeb direttamente da Star Wars Rebels, che già aveva fatto capolino nella terza stagione di The Mandalorian. Sebbene sia intuibile che l’idea iniziale avesse una profondità maggiore, la storia di The Mandalorian and Grogu si adatta coerentemente a un lungometraggio. Quello che non mi ha convinto appieno, tuttavia, è proprio l’inevitabile, ovvero la trasposizione da un format all’altro. The Mandalorian, specialmente nelle prime due stagioni, funzionava bene perché ogni episodio aveva il suo respiro, le missioni di Din Djarin avevano una progressione “poco cinematografica” e più simile a quella di un videogioco, e i rapporti tra i personaggi avevano modo di svilupparsi gradualmente in molteplici occasioni di incontro (o scontro). In The Mandalorian and Grogu inevitabilmente non c’è lo stesso ritmo. Ci sono però elementi che funzionano particolarmente bene, ad esempio come è stato gestito Rotta the Hutt, che avanza un tema di identità interessante. Din Djarin e Grogu, d’altro canto, rinsaldano la loro unione, ma il filone della loro relazione padre-figlio probabilmente ha raggiunto già la sua completezza. Un’altra caratteristica ereditata direttamente dalla serie, ma che vi potrebbe stonare in quanto “film di Star Wars”, è che la storia non ha una ripercussione eclatante e incisiva nella cronologia degli eventi principali della saga. Rimanendo fedele al tono della serie, il film racconta degli avvenimenti destinati a rimanere sottocoperta rispetto ai movimenti politici della Galassia. Perplessità a parte, si tratta di un film ben girato, pieno di momenti di azione intervallati da scene spiritose e qualche “momento aww” che non può mancare per chi ha un debole per Grogu. Le scene d’azione sono particolarmente spettacolari ed efficaci nelle coreografie (anche grazie alla bravura delle controfigure Brendan Wayne e Lateef Crowder) e mi hanno tenuto col fiato sospeso in più di un’occasione. https://www.youtube.com/watch?v=1SUCUet9crg The Mandalorian and Grogu è un buon film, ma che soffre inesorabilmente di una crisi di identità derivata dalla sua origine come serie TV. L’approccio migliore da adottare quando andrete a vederlo è quello di non aspettarsi un caposaldo nella saga in quanto ad avvenimenti, come ci si aspetterebbe magari da un Episodio principale, ma un lungo episodio autoconclusivo della serie. Il ritmo è diverso, ma efficace. La spettacolarità non manca. E, nonostante tutto, gli elementi che ci hanno fatto apprezzare The Mandalorian sono tutti presenti. Come trasposizione dal linguaggio seriale a quello cinematografico, però, non credo sia un esperimento riuscito, e personalmente spero che Disney riporti questi personaggi nel loro habitat naturale.L'articolo The Mandalorian and Grogu – Recensione proviene da GameSource.
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