Toto Wolff su Antonelli insiste: “Amici italiani non fate paragoni, ha solo 19 anni”
La conferenza dei team principal del Gran Premio di Spagna ha toccato diversi temi, dai regolamenti 2026 allo sviluppo delle nuove vetture, passando per il caso George Russell a Monaco e la crescita di Kimi Antonelli. I team principal di turno in questa conferenza sono stati Toto Wolff di Mercedes, Andrea Binotto di Audi e Komatsu di Haas. Al centro anche il dibattito sulle collaborazioni tra team e il ruolo del nuovo sistema ADUO pensato per evitare grandi disparità prestazionali tra i costruttori di power unit.
Il caso Monaco resta aperto per Mercedes
Dopo la conferma della revoca di penalità a Gasly, il Gran Premio di Monaco torna al centro delle discussioni. Toto Wolff ha definito la situazione “molto sfortunata” e ha confermato che Mercedes sta ancora valutando le implicazioni regolamentari e legali degli episodi verificatisi nel Principato.
Secondo il team principal della scuderia di Brackley, una gestione diversa delle penalità avrebbe potuto modificare in modo significativo il risultato finale di George Russell e, di conseguenza, anche la sua posizione in campionato.
Wolff frena l’entusiasmo su Antonelli
Ovviamente non si poteva che parlare di Kimi Antonelli, leader del mondiale e fresco di vittoria anche a Monaco. E qui, Wolff ha invitato tutti alla prudenza:
“L’anno scorso era un diciottenne gettato in questo mostro chiamato Formula 1, sotto la lente d’ingrandimento di tutti in un team capace di vincere gare. Le pressioni sono enormi. All’inizio sembrava un giovane accecato dai fari che scopriva cosa fosse tutto questo. Ora è totalmente diverso, sa come funziona il sistema e cosa gli serve per performare al meglio. Cerchiamo di schermarlo dalle attività di media e marketing per proteggerlo. Chiedo ai nostri amici italiani di non fare paragoni con Senna o ‘Il Fenomeno’. Ha vinto cinque gare di fila, il che è incredibile, ma ha solo 19 anni. Vedremo momenti di brillantezza e momenti in cui ci strapperemo i capelli per i suoi errori.”
ADUO sì, Balance of Performance no
I regolamenti 2026 continuano a essere un tema centrale per tutti i costruttori. Binotto ha spiegato il funzionamento dell’ADUO (Assessment of Engine Power), il sistema che consentirà alla FIA di intervenire qualora emergano differenze eccessive nelle prestazioni dei motori termici.
Secondo il responsabile Audi, il meccanismo ADUO si basa su dati oggettivi raccolti dai sensori e non su valutazioni politiche. Allo stesso tempo ha suggerito che in futuro potrebbero essere esplorate formule differenti per favorire la convergenza prestazionale.
Molto più netto Toto Wolff. Il manager Mercedes ha ricordato che il sistema nasce per evitare il ripetersi di situazioni come quella del 2014, ma ha messo in guardia contro qualsiasi deriva verso una vera Balance of Performance. Per Wolff, modelli simili hanno già creato tensioni e controversie in altre categorie e non dovrebbero diventare parte integrante della Formula 1.
Collaborazioni tra team, il dibattito resta aperto
L’ultimo argomento affrontato riguarda il rapporto tra team principali e squadre partner, come ad esempio la Haas o la Racing Bulls.
Komatsu, ovviamente, ha difeso il modello Haas-Ferrari, ricordando come senza quel supporto il progetto americano non sarebbe probabilmente mai nato.
Wolff ha riconosciuto la validità di questa impostazione (Mercedes fornisce power unit, ma non ha squadre satellite) ma ha evidenziato la necessità di regole sempre più chiare sui limiti della collaborazione, soprattutto quando entrano in gioco scambi di personale, condivisione di conoscenze e strutture proprietarie collegate.
Una posizione in parte condivisa anche da Binotto, secondo cui FIA e Formula 1 hanno già introdotto numerose misure per proteggere la proprietà intellettuale dei team e potranno intervenire ulteriormente qualora emergessero nuove aree grigie. Un regolamento che lui conosce bene, visto il suo passato in Sauber, per anni squadra satellite della Ferrari.
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