Tra il dire e il fare c’è di mezzo Forum PA 2026
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Dal PNRR all’intelligenza artificiale: Forum PA 2026 traccia la rotta per una Pubblica Amministrazione capace di generare futuro.
C’è un momento in cui un evento smette di essere una semplice manifestazione e diventa una fotografia dello stato di salute di un intero sistema. Non solo, diventa fattivamente il laboratorio per costruire il futuro di quel sistema e dunque una guida per tutti gli attori che lo costituiscono.
Per chi frequenta da anni Forum PA, l’edizione 2026 ha restituito proprio questa sensazione. Non soltanto per il claim scelto dagli organizzatori, “Per una PA che genera futuro”, ma per l’impressione concreta che, alla chiusura della stagione del PNRR, il dibattito si sia spostato dal fare in fretta al capire dove andare. Fermo restando che la fretta resta comunque: la tecnologia corre alla velocità della luce ed è difficilissimo starle dierto, soprattutto quando le regole e i modelli organizzativi della Pubblica Amministrazione italiana sono ancora, con le dovute eccezioni, quelli di sempre, anacronistici, superati.
Questo Forum dunque ha fatto il punto della situazione non come arrivo ma come partenza, o meglio, ripartenza. La predisposizione di chi ha partecipato è stata quella di attesa interrogativa con la consapevolezza di essere nel luogo dove raccogliere le informazioni chiave, fare rete e operare per far evolvere la propria realtà lavorativa, il proprio percorso professionale e in ultima analisi il Paese. Un’occasione per confrontarsi, aprire nuove finestre e spostare punti di vista, integrando le proprie visioni con nuove prospettive e nuovi percorsi, allargando la propria comfort zone.
Questo è quanto ho raccolto personalmente attraverso le inerviste che quest’anno ho avuto l’opportunità di fare direttamente al pubblico del Forum PA 2026 con la doppia veste di inviata sul campo di Lentepubblica.it e di freelance per FPA. Una doppia prospettiva privilegiata che mi ha consentito di osservare contemporaneamente dall’interno e dall’esterno l’incredibile macchina organizzativa dell’evento.
Forum PA 2026 dentro la Nuvola: contenuti, persone e nuove idee
A contribuire al successo del Forum PA 2026 è stata anche la Nuvola stessa. Rispetto alle sedi che hanno ospitato le precedenti edizioni, il centro congressi dell’EUR ha offerto una dimensione più aperta, luminosa e contemporanea. Un luogo che sembra quasi voler rappresentare fisicamente l’idea di una Pubblica Amministrazione futura nel “cloud”, che prova a guardare oltre i propri confini tradizionali, a gettare il cuore oltre gli ostacoli.
Sul piatto tutti i temi possibili e immaginabili legati alla PA, a partire dall’introduzione dell’intelligenza artificiale e tutto ciò che comporta: rischi e benefici come cybersicurezza, supervisione umana, interoperabilità, semplificazione, once only, data center ecc. Non sono stati trascurati gli ambiti sociali come la gestione dell’ambiente, le dipendenze, l’inclusione e soprattutto la parità di genere. E naturalmente sono stati trattate tutte le questioni concrete di diretto interesse per i cittadini, relative alla scuola, alla sanità, alle infrastrutture, ai trasporti e via dicendo.
La varietà e la densità dei contenuti è stata sviscerata durante i tradizionali talk, i tavoli di lavoro e le “Academy” per la formazione gratuita, con partecipatissimi incontri tematici che hanno animato tre giornate particolarmente intense. Una delle novità più interessanti è stata l’opportunità per le aziende all’avanguardia di fare dei pitch dedicati alla presentazione di progetti innovativi.
Più di 500 eventi da seguire in presenza, moltissimi dei quali fruibili anche da remoto grazie allo “spazio Pop” con interviste e collegamenti in diretta.
Una PA che genera futuro con al centro le persone
Se negli anni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la priorità era rispettare scadenze e raggiungere obiettivi, quest’anno dunque il dibattito si è concentrato soprattutto sul dopo. La domanda che ha attraversato gran parte degli incontri può essere sintetizzata così: quale sarà il vero lascito del PNRR? Il messaggio emerso dal Forum PA 2026 con maggiore chiarezza è che la modernizzazione della PA non può essere considerata un progetto a termine. Al contrario, richiede una capacità permanente di adattamento e apprendimento.
È proprio in questo senso che il claim “La PA che genera futuro” è apparso meno come uno slogan e più come un programma di lavoro. Lavoro da svolgere insieme, facendo rete, tenendo ben presente che dietro ai ruoli ci sono le persone, che di persone si parla quando si parla di bene comune. Così come quando si vuol migliorare i servizi al cittadino, le condizioni di vita e quelle di lavoro, per cui l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento da governare con la supervisione umana e non un qualcosa che governa meccanicamente.
Nel tanto discutere delle innovazioni tecnologiche, la centralità delle persone è emersa spesso come concetto da non perdere di vista. Un assioma sottolineato sin dall’inizio anche dal Ministro Paolo Zangrillo durante il suo discorso inaugurale.
Forum PA 2026: la presenza del Governo e il confronto sulle grandi trasformazioni
Uno degli elementi che hanno caratterizzato il Forum PA 2026 è stata la significativa presenza istituzionale. Oltre alla partecipazione dei personaggi chiave della PA, fra cui i vertici diFormez Giovanni Anastasi e Patrizia Ravaioli, il Presidente ARAN Antonio Naddeo, Il Direttore generale AgID Mario Nobile, nel corso delle tre giornate si sono alternati ministri e rappresentanti del Governo chiamati a confrontarsi sui grandi temi della trasformazione pubblica.
Ad aprire la manifestazione è stato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che, oltre alla valorizzazione delle persone, ha richiamato l’importanza delle competenze, del cambio di modelli organizzativi e della continuità dei processi di innovazione. Nei diversi appuntamenti sono intervenuti anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Presenti anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il ministro per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Accanto a loro hanno portato il proprio contributo il sottosegretario con delega all’Innovazione Alessio Butti e il sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini, a conferma di quanto la trasformazione della Pubblica amministrazione sia oggi una sfida trasversale che coinvolge ambiti molto diversi tra loro.
La presenza al Forum di numerosi esponenti del Governo ha dato l’impressione di una PA sempre più centrale nelle strategie di sviluppo del Paese, non più considerata soltanto un apparato amministrativo ma una leva fondamentale per sostenere competitività, innovazione e crescita. Un’immagine che ci si augura si traduca in azioni politiche concrete, mirate e strutturate, per dare la spinta in avanti alla PA necessaria per proseguire la sua trasformazione.
Il vero test inizia adesso
Tra il dire e il fare dunque c’è il Forum PA con la sua lente macroscopica e la sua funzione di laboratorio collettivo. Ma, terminata la tre giorni romana, resta una domanda inevitabile. Il patrimonio di idee, progetti e visioni emerso e tutto il lavoro svolto durante l’evento riusciranno a tradursi in cambiamenti concreti?
La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa. Il PNRR ha rappresentato un acceleratore straordinario. Ora occorre evitare che l’energia prodotta si disperda. Le amministrazioni dovranno continuare a investire in competenze, innovazione organizzativa, intelligenza artificiale, partecipazione e capacità di leggere il futuro.
Se c’è una lezione che porto a casa da questo Forum PA 2026 è che la significativa partecipazione dimostra che la Pubblica Amministrazione italiana sta dimostrando di voler reagire. Sta dimostrando di voler riuscire a gestire trasformazioni molto complesse. Il passo successivo, forse il più difficile, sarà passare da questa volontà ad una stabile capacità di anticipazione. Ed è qui che si giocherà il vero significato del claim scelto 2026. Non semplicemente immaginare il futuro, ma essere in grado di generarlo.
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