Tragedia alle Maldive, il supersub che ha recuperato i corpi degli italiani: “Risucchiati nella grotta degli squali? Lo escludo”
Si era appena cominciato a parlare della possibilità dell’effetto Venturi nella tragedia dei cinque italiani risucchiati all’interno delle grotte di Alimathà nell’atollo di Vaavu alle Maldive. Ma Sami Paakkarinen lo esclude. “Abbiamo sperimentato queste cosiddette correnti di marea. L’acqua si muove in questa direzione per 12 ore e poi in quella opposta per altre 12. Correnti continue. Nella barriera corallina è molto prevedibile. Quando siamo entrati nella grotta, abbiamo percepito una leggerissima corrente al suo interno. Quindi è vero che c’è una corrente in entrata e in uscita dalla grotta. La grotta, per così dire, respira. Ma è davvero poco forte. Non è possibile che abbia risucchiato qualcuno”.
Lo ha dichiarato a Il Corriere della Sera uno dei tre specialisti della DAN Europe (Divers Alert Network) intervenuti – con Paakkarinen anche Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist – per recuperare i corpi nella cosiddetta grotta degli squali. Appare impossibile, a suo dire, che i cinque non si siano accorti di essere entrati in maniera accidentale in una grotta enorme, in un posto dove il sole splende anche fino a 100 metri di profondità. “È una grotta piuttosto profonda, oltre 60 metri. Ed essendo una grotta, richiede tecniche, gas e attrezzature speciali per poterci entrare”. Ovvero i gas subacquei oltre all’aria, una miscela di ossigeno azoto ed elio che riducono l’effetto narcosi in profondità. Si chiamano trimix.
Senza l’attrezzatura necessaria è possibile restare sott’acqua al massimo per dieci minuti. “Non posso certo dire che sia stata una passeggiata. Quindi ci siamo impegnati molto … Nel momento in cui abbiamo ricevuto la chiamata per unirci alle operazioni, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni su ciò che ci serviva per fare questo tipo di immersione. E poi, pezzo per pezzo, abbiamo ricostruito il puzzle di ciò che era necessario, quali gas e quale supporto. DAN Europe si è dimostrata molto disponibile nell’organizzare tutto ciò, in collaborazione con l’ambasciata italiana, le forze di difesa maldiviane e la polizia locale”.
I “super sub”, come sono stati soprannominati, finlandesi hanno condotto le loro operazioni sott’acqua per tre ore consecutive al massimo. Lunedì avevano individuato i corpi, martedì avevano recuperato i primi due e oggi i restanti due. Soltanto uno era stato recuperato subito, la settimana scorsa, quando era stata diffusa la notizia. Si è detto molto sollevato per aver potuto aiutare in una situazione molto difficile: sabato scorso, nel tentativo di recuperare i corpi, era morto un sommozzatore delle forze armate maldiviane, Mohamed Mahadi.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)