Tre violente grandinate in venti giorni

È stato un inizio di giugno all’insegna di alluvioni e grandinate per gran parte del nord Italia. A partire dal 2 giugno è stato un susseguirsi di fenomeni violenti che hanno colpito il Piemonte, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia. Particolarmente colpite le zone della bergamasca e del bresciano con accumuli che hanno superato i 70 mm. Nel Veneto, nel Bassanese grandine di diametro fino a 4 cm, strade e campi imbiancati con accumuli fino a 25 mm.
Come conferma il governatore Luca Zaia, i violenti temporali con grandinate raffiche di vento hanno colpito gran parte della fascia Pedemontana dell'alta pianura Veneta. Nell’Alto Vicentino e nell’Alta Marca Trevigiana registrati fenomeni meteorologici particolarmente violenti con chicchi di grandine grandi come palle da tennis e intere zone completamente imbiancante come se avesse nevicato.
Come sempre particolarmente colpita l’agricoltura che in quelle zone significa soprattutto vigneti, noccioleti e grandi estensioni di coltivazioni. Dalle Langhe arriva l’allarme proprio per i noccioleti, in passato già colpiti da eventi simili e anche dai danni dovuti ai cambiamenti climatici. Nelle zone prealpine si segnalano gravi danni per la produzione di miele con le arnie distrutte.
Il grido d’allarme si è presto esteso alla rete social dove molti agricoltori sono attivi. Tra questi Matt the Farmer, Matteo Fiocco, un giovane agricoltore diventato anche un famoso divulgatore. A Brescia dove ha la sua azienda si sono registrate appunto tre grandinate in venti giorni e ogni volta Matteo ha ripreso e diffuso le immagini di tanta distruzione. I prodotti pronti per la consegna completamente devastati, quelli appena ripiantati nuovamente distrutti e poi danni alle serre, ai capannoni, alle auto. «A volte la tentazione di mollare tutto è forte - confida ai suoi 500.000 follower - ma so già che domani sarò sul campo pronto a ripartire». (https://www.facebook.com/MattTheFarmerIt)
Le alluvioni e le grandinate in Italia si sono quasi triplicate negli ultimi sei anni - dalle 660 nel 2019 alle 1.670 del 2025 - con danni sempre più costosi: tra il 1980 e il 2024, il prezzo delle catastrofi ambientali ha toccato i 145 miliardi di euro, con il 25% delle perdite concentrato tra il 2021 e il 2024.
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